Agnosia

DiJuebin Huang, MD, PhD, Department of Neurology, University of Mississippi Medical Center
Reviewed ByMichael C. Levin, MD, College of Medicine, University of Saskatchewan
Revisionato/Rivisto Modificata set 2025
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L’agnosia è la perdita della capacità di identificare gli oggetti utilizzando uno o più sensi.

  • I sintomi variano a seconda di dove è situato il danno nel cervello:

  • I medici stabiliscono se un paziente soffre di agnosia chiedendogli di identificare oggetti comuni mediante la vista, il tatto o un altro senso e conducendo un esame obiettivo, esami della funzione cerebrale e di diagnostica per immagini.

  • La causa viene trattata, se possibile; logoterapia e terapia occupazionale possono aiutare.

L’agnosia è relativamente rara. Di solito è interessato un solo senso.

Cause dell’agnosia

È causata da un danno al lobo parietale, temporale oppure occipitale del cervello. Queste aree immagazzinano i ricordi dell’uso e dell’importanza degli oggetti familiari, della vista e dei suoni e integrano la memoria con la percezione e l’identificazione.

Spesso, l’agnosia compare improvvisamente dopo un trauma cranico o un ictus. Altre cause di agnosia includono tumori cerebrali, ascessi cerebrali (sacche di pus) e disturbi che provocano la degenerazione progressiva di alcune aree del cervello, come la malattia di Alzheimer.

Sintomi dell’agnosia

I sintomi di agnosia variano in base alle aree del cervello danneggiate.

L’agnosia può riguardare qualsiasi dei sensi:

  • Ipoacusia (agnosia uditiva): il soggetto non riesce a identificare gli oggetti in base al suono. Per esempio, non riesce a identificare un telefono quando lo sente squillare. Questo tipo di agnosia deriva da un danno al lobo temporale.

  • Gusto (agnosia gustativa): il soggetto non riesce a identificare i gusti anche se riesce a percepirli. Questo tipo deriva da un danno al lobo temporale.

  • Olfatto (agnosia olfattiva): come nell’agnosia gustativa, il soggetto non riesce a identificare gli odori anche se riesce a percepirli. L’agnosia olfattiva può derivare da una lesione alla parte frontale del lobo temporale.

  • Tatto (agnosia somatosensoriale): Il soggetto, ad esempio, ha difficoltà a riconoscere un oggetto familiare (come una chiave o spilla di sicurezza) che gli viene messo in mano. Tuttavia, quando guarda questo oggetto lo riconosce immediatamente e riesce a identificarlo. Questo tipo di agnosia deriva da un danno al lobo parietale.

  • Vista (agnosia visiva): il soggetto non è in grado di riconoscere gli oggetti di uso comune (come un cucchiaio o una matita) anche se riesce a vederli; se li tocca, però, li riconosce. L’agnosia visiva deriva da un danno al lobo occipitale.

Generalmente è interessato un solo senso.

In alcuni tipi di agnosia, vengono colpiti solo dei processi specifici di un senso. Tra questi vi sono i seguenti:

  • Prosopagnosia: il soggetto non riesce a riconoscere volti familiari.

  • Agnosia ambientale: il soggetto non riesce a riconoscere luoghi familiari.

  • Acromatopsia: il soggetto non vede i colori.

  • Anosognosia: il soggetto insiste che va tutto bene o ignora il problema, anche se un lato del corpo è paralizzato.

  • Simultanagnosia: il soggetto non riesce a vedere più di un oggetto o parte di un oggetto alla volta. Se guarda un tavolo con del cibo e vari utensili su di esso, potrebbe dire di vedere solo un cucchiaio.

Diagnosi dell’agnosia

  • Valutazione medica

  • Esami standardizzati della funzione cerebrale

  • Esami di diagnostica per immagini del cervello come tomografia computerizzata o risonanza magnetica per immagini

Il medico chiede alla persona di identificare oggetti familiari tramite vista, tatto o un altro senso. Effettua anche un esame obiettivo per determinare se i sintomi sono causati da un altro disturbo come un problema oculare o uditivo.

Possono essere condotti determinati test della funzione cerebrale standardizzati (detti test neuropsicologici). Standardizzati significa che i test vengono somministrati nello stesso modo a tutti i soggetti e vengono valutati sempre con le stesse modalità. I punteggi vengono quindi confrontati con quelli di soggetti sani in una situazione simile. I test, pertanto, forniscono informazioni su come funzionino aree diverse del cervello. Il medico pone al soggetto domande volte a valutare l’intelligenza, la capacità di risolvere i problemi, di pianificare e di svolgere azioni (detta funzione esecutiva), l’attenzione, la memoria, il linguaggio, la motivazione, l’umore e l’emotività, la qualità della vita e la personalità.

Vengono effettuati esami di diagnostica per immagini, come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RMI) per verificare le cause del danno cerebrale, come un tumore o un ictus. Possono essere eseguiti altri esami a seconda della causa sospettata. La RMI funzionale, per esempio, è in grado di identificare le aree del cervello che sono attive quando si esegue un compito specifico, come la lettura, la scrittura, il ricordo, il calcolo o il movimento di un arto. La tomografia a emissione di positroni (Positron Emission Tomography, PET) può mostrare il grado di attività di diverse aree cerebrali. Tuttavia, questi 2 test vengono utilizzati per lo più nei centri di ricerca.

Trattamento dell’agnosia

  • Trattamento della causa

  • Logopedia e terapia occupazionale

Non esiste un trattamento specifico per l’agnosia. Quando possibile, viene trattata la causa dell’agnosia. Per esempio, se la causa è un ascesso, il trattamento può includere antibiotici e trattamento chirurgico per drenare l’ascesso.

La logoterapia e la terapia occupazionale possono aiutare chi soffre di agnosia a compensare i deficit. I logopedisti aiutano i soggetti con agnosie a migliorare la capacità comunicativa insegnando loro dei modi per restare orientati, mantenere l’attenzione, riconoscere oggetti, pianificare le fasi di svolgimento di attività, risolvere i problemi quotidiani e interagire più efficacemente con altre persone.

Prognosi dell’agnosia

Il grado di recupero del paziente dipende dai seguenti fattori:

  • Il tipo, l’entità e la sede del danno

  • L’entità della compromissione (per esempio, quanto difficile è riconoscere gli oggetti)

  • L’età del soggetto

  • L’efficacia del trattamento

Se la causa del danno può essere invertita, la maggior parte dei soggetti inizia a riprendersi durante i primi 3 mesi, e può continuare a migliorare fino a un certo punto, per un massimo di un anno.

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