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Tomografia a emissione di positroni (PET) del cuore

Di

Michael J. Shea

, MD, Michigan Medicine at the University of Michigan;


Thomas Cascino

, MD, MSc, University of Michigan

Ultima revisione/verifica completa ott 2019| Ultima modifica dei contenuti ott 2019
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Nella PET, una sostanza necessaria alla funzione delle cellule cardiache (come l’ossigeno o il glucosio) viene marcata con una sostanza radioattiva (radionuclide) che emette positroni (elettroni con una carica positiva). Il nutriente marcato viene iniettato in vena e raggiunge il cuore in qualche minuto. Un sensore rileva i positroni e li utilizza per creare un’immagine della parte del corpo esaminata.

La PET è utilizzata per determinare quanto sangue raggiunga le diverse parti del muscolo cardiaco e come queste elaborino (metabolizzino) le varie sostanze. Per esempio, iniettando glucosio marcato, i medici possono determinare le zone del muscolo cardiaco con apporto di sangue inadeguato, in quanto esse utilizzano più glucosio del normale.

Le scansioni con PET producono immagini più nitide rispetto alle altre procedure con radionuclidi. Tuttavia, la procedura è costosa e non ampiamente disponibile. Viene usata nella ricerca e nei casi in cui le tecniche più semplici e più economiche non siano univoche.

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