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Disturbi fobici specifici

Di

John W. Barnhill

, MD, New York-Presbyterian Hospital

Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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Risorse sull’argomento

I disturbi fobici specifici consistono in persistenti, irragionevoli, intense paure (fobie) relative a situazioni, circostanze o oggetti specifici. La paura provoca l'ansia e l'annullamento. Le cause delle fobie sono sconosciute. I disturbi fobici sono diagnosticati sulla base dell'anamnesi. Il trattamento avviene principalmente con la terapia dell'esposizione.

Una fobia specifica è la paura e l'ansia per una particolare situazione o oggetto (vedi tabella Alcune fobie comuni Alcune fobie comuni*  Alcune fobie comuni* ) in misura sproporzionata rispetto al rischio o al pericolo reali. La situazione o l'oggetto di solito sono evitati quando possibile, ma se l'esposizione si verifica, si sviluppa immediatamente ansia. L'ansia può intensificarsi fino a raggiungere il livello di un attacco di panico Attacchi di panico e disturbo di panico Un attacco di panico è l'improvvisa comparsa di un periodo distinto e breve di intenso disagio, di ansia, o di paura accompagnati da sintomi somatici e/o cognitivi. Il disturbo di panico... maggiori informazioni . I soggetti con fobie specifiche tipicamente riconoscono che il loro timore è irragionevole ed eccessivo.

Le fobie specifiche sono i disturbi d'ansia più comuni. Alcune delle più frequenti sono la paura degli animali (zoofobia), delle altezze (acrofobia) e dei temporali (astrafobia o brontofobia). Le fobie sociali colpiscono circa il 13% delle donne e il 4% degli uomini in un periodo di 12 mesi. Alcune causano disturbi lievi, come quando gli abitanti delle città hanno paura dei serpenti (ofidiofobia), a meno che non vengano invitati a un'escursione in un'area dove vivono i serpenti. Tuttavia, altre fobie interferiscono gravemente con il lavoro, come quando le persone che devono lavorare su un piano superiore di un grattacielo hanno paura di ambienti chiusi, luoghi confinati (claustrofobia), quali gli ascensori. La paura del sangue (emofobia), delle iniezioni, degli aghi o di altri oggetti appuntiti (tripanofobia o belonefobia), o delle ferite (traumatofobia) si manifesta in grado variabile in almeno il 5% della popolazione. I soggetti con la fobia del sangue, degli aghi o delle ferite, a differenza di quelli con altre fobie o disturbi d'ansia, possono svenire davvero, poiché un riflesso vasovagale eccessivo produce bradicardia e ipotensione ortostatica.

Sintomatologia dei disturbi fobici specifici

I sintomi dipendono dal tipo di disturbo fobico.

Tabella
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Diagnosi dei disturbi fobici specifici

La diagnosi è basata clinicamente sui criteri del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5).

I pazienti hanno

  • Paura marcata e persistente (≥ 6 mesi) o ansia riguardo una situazione o un oggetto specifico

Inoltre, i pazienti hanno tutti i seguenti aspetti:

  • La situazione o l'oggetto quasi sempre innescano la paura immediata o l'ansia.

  • I pazienti evitano attivamente la situazione o l'oggetto.

  • La paura o l'ansia sono sproporzionate rispetto al pericolo reale (tenendo conto delle norme socio-culturali).

  • La paura, l'ansia, e/o l'elusione causano disagio significativo o compromettono significativamente il funzionamento sociale o lavorativo.

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Trattamento dei disturbi fobici specifici

  • Terapia dell'esposizione

  • A volte uso limitato di una benzodiazepina o di un beta-bloccante

La prognosi per le fobie specifiche non trattate varia perché certe situazioni o oggetti (p. es., serpenti, grotte) non comuni sono facili da evitare, mentre altre situazioni o oggetti (p. es., ponti, temporali) sono comuni e difficili da evitare.

Terapia dell'esposizione

Poiché molti disturbi fobici implicano l'evitamento, la psicoterapia di scelta tende ad includere la terapia dell'esposizione. Con la guida e il supporto di un medico che prescrive la terapia dell'esposizione, i pazienti ricercano ciò che temono ed evitano, si confrontano e restano in contatto con esso, finché i loro livelli di ansia non si riducono gradualmente, mediante un processo definito "adattamento progressivo". Poiché la maggior parte dei pazienti riconosce che le proprie paure sono eccessive, imbarazzanti e invalidanti, di solito sono disposti a partecipare a questa terapia, ossia a evitare di fuggire.

In genere, i medici iniziano con un'esposizione moderata (p. es., ai pazienti viene chiesto di avvicinarsi all'oggetto temuto, ma a una distanza di sicurezza). Se i pazienti descrivono un aumento della propria frequenza cardiaca o una difficoltà respiratoria in alcune situazioni o luoghi, possono imparare a rispondere con respiri lenti e controllati o a mettere in atto altri metodi che favoriscono il rilassamento. Oppure, può essere chiesto loro di rilevare quando il battito cardiaco accelera e si comincia ad avere difficoltà a respirare e quando tutto ritorna alla normalità. Quando i pazienti si sentono a proprio agio a un livello di esposizione, esso è incrementato (p. es., toccare l'oggetto temuto). I medici continuano ad aumentare il livello di esposizione fino a che i pazienti possono tollerare la normale interazione con la situazione o l'oggetto (p. es., un giro in un ascensore, attraversare un ponte). L'esposizione può aumentare tanto più rapidamente quanto i pazienti possono tollerarla; a volte sono necessarie solo poche sedute.

La terapia dell'esposizione aiuta > 90% dei pazienti che la seguono fedelmente ed è quasi sempre l'unico trattamento necessario per le fobie specifiche.

Farmaci

Una terapia di breve durata con una benzodiazepina (p. es., lorazepam da 0,5 a 1,0 mg per via orale) oppure con un beta-bloccante (generalmente si preferisce utilizzare il propranololo, da 10 a 40 mg per via orale), idealmente circa 1-2 h prima dell'esposizione, è occasionalmente utile quando l'esposizione a un oggetto o a una situazione non può essere evitata (p. es., quando una persona con la fobia di volare deve volare con breve preavviso) oppure quando la terapia dell'esposizione viene rifiutata o non risulta efficace.

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