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Cistite interstiziale

Di

Patrick J. Shenot

, MD, Sidney Kimmel Medical College at Thomas Jefferson University

Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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La cistite interstiziale è un'infiammazione non infettiva della vescica che genera dolore (sovrapubico, pelvico e addominale), pollachiuria e urgenza con incontinenza. La diagnosi è data dall'anamnesi e dall'esclusione di altre malattie sia clinicamente che mediante cistoscopia e biopsia. Con il trattamento, la maggior parte dei pazienti migliora, ma la guarigione è rara. Il trattamento varia, ma comprende modificazioni dietetiche, ginnastica vescicale, pentosano, analgesici e terapie intravescicali.

L'incidenza della cistite interstiziale non è nota, ma il disturbo sembra essere più diffuso di quanto si pensasse una volta e può essere alla base di altre sindromi cliniche (p. es., dolore pelvico cronico). I soggetti di razza bianca sono più predisposti e il 90% dei casi si verifica nelle donne.

La causa non è nota ma la fisiopatologia può implicare la perdita di mucina uroteliale protettiva, con penetrazione del K urinario e di altre sostanze all'interno della parete vescicale, attivazione dei nervi sensitivi e danno della muscolatura liscia. Le mastcellule possono mediare il processo, ma il loro ruolo non è chiaro.

Sintomatologia

La cistite interstiziale è inizialmente asintomatica, ma i sintomi compaiono e si aggravano nel corso degli anni, a mano a mano che la parete vescicale si altera. Sono presenti senso di peso o dolore soprapubici e pelvici, associati di solito a pollachiuria (fino a 60 volte/die) o urgenza. Tali sintomi peggiorano col riempimento vescicale e diminuiscono quando i pazienti urinano; in alcuni soggetti, i sintomi peggiorano durante l'ovulazione, le mestruazioni, le allergie stagionali, gli stress fisici o emotivi o durante i rapporti sessuali. Gli alimenti con alto contenuto di K (p. es., agrumi, cioccolata, bevande contenenti caffeina, pomodori) possono provocare esacerbazioni. Tabacco, alcol, e cibi piccanti possono peggiorare i sintomi. Se la parete vescicale diventa rigida, la compliance e la capacità della vescica diminuiscono, provocando o peggiorando l'urgenza e la frequenza minzionali.

Diagnosi

  • Valutazione clinica

  • Cistoscopia con possibile biopsia

La diagnosi è indicata dai sintomi dopo che i test hanno escluso patologie più frequenti che causano sintomi simili (p. es., infezioni delle vie urinarie, malattia infiammatoria pelvica, prostatite cronica o prostatodinia, diverticolite).

La cistoscopia è necessaria e mostra talvolta ulcere vescicali benigne (di Hunner); per escludere un cancro vescicale è necessaria la biopsia. La valutazione dei sintomi secondo una scala standardizzata o durante l'infusione endovescicale di KCl (test di sensibilità al K) può migliorare l'accuratezza diagnostica, ma non è ancora una pratica diffusa.

Trattamento

  • Modifica dello stile di vita

  • Ginnastica vescicale

  • Farmaci (p. es., sodio pentosan polisolfato, antidepressivi triciclici, FANS, instillazione di dimetilsulfossido)

  • Chirurgia come ultima risorsa

Modifica dello stile di vita

Fino al 90% dei pazienti migliora con il trattamento, ma la guarigione è rara. Il trattamento deve prevedere l'incoraggiamento alla presa di consapevolezza dei potenziali triggers come tabacco, alcol, alimenti con alto contenuto di K o piccanti.

Scelta del trattamento

Oltre alla modifica dello stile di vita, ginnastica vescicale, farmaci, terapie intravescicali, e chirurgia sono utilizzati in base alle esigenze. La riduzione dello stress e il biofeedback (per rafforzare i muscoli del pavimento pelvico, p. es., con esercizi di Kegel) possono aiutare. Nessun trattamento si è dimostrato efficace, ma l'associazione di 2 trattamenti non chirurgici è consigliabile prima di considerare l'ipotesi chirurgica.

Terapie farmacologiche

Il farmaco più comunemente usato è il pentosano polisolfato sodico, una molecola simile all' eparina e al glicosaminoglicano uroteliale; le dosi di 100 mg per via orale 3 volte/die possono contribuire a ristabilire il rivestimento protettivo superficiale della vescica. Può non esserci alcun miglioramento per 2-4 mesi. L'instillazione intravescicale di 15 mL di una soluzione contenente 100 mg di pentosano o 40 000 unità di eparina con 80 mg di lidocaina e 3 mL di bicarbonato di Na può aiutare quei pazienti che non rispondono ai farmaci orali. Gli antidepressivi triciclici (p. es., imipramina 25-50 mg per via orale 1 volta/die) e i FANS in dosi standard possono alleviare il dolore. Gli antistaminici (p. es., idrossizina 10-50 mg in una somministrazione prima di coricarsi) possono essere d'aiuto inibendo direttamente le mastcellule o bloccando i fattori stimolanti allergici.

Il dimetilsulfossido instillato in vescica con un catetere e mantenuto per 15 minuti può ridurre la sostanza P e stimolare la granulazione mastocitaria; 50 mL ogni 1-2 settimane per 6-8 settimane, ripetuti al bisogno, alleviano i sintomi fino a una metà dei pazienti. L'instillazione intravescicale di bacillo di Calmette-Guérin e di acido ialuronico è in fase di studio.

Procedure chirurgiche e d'altro tipo

In alcuni pazienti sono utili l'idrodistensione vescicale, la resezione cistoscopica di un'ulcera di Hunner e la stimolazione delle radici nervose sacrali (S3).

La chirurgia (p. es., cistectomia parziale, ampliamento vescicale, neovescica e derivazione urinaria) è una soluzione estrema per quei pazienti con dolore intollerabile refrattario a tutti gli altri trattamenti. L'esito è imprevedibile; in alcuni pazienti, i sintomi persistono.

Punti chiave

  • La cistite interstiziale è un'infiammazione non infettiva della vescica che tende a provocare dolore pelvico cronico e pollachiuria.

  • La diagnosi richiede l'esclusione di altre cause che provocano gli stessi sintomi (p. es., infezioni delle vie urinarie, malattia infiammatoria pelvica, prostatite cronica o prostatodinia, diverticolite), la cistoscopia e la biopsia.

  • La cura è rara, ma fino al 90% dei pazienti migliora con il trattamento.

  • Le terapie possono comprendere modifiche della dieta, esercizi vescicali e farmaci (p. es., sodio pentosan polisolfato, antidepressivi triciclici, FANS, instillazione di dimetilsulfossido).

  • La chirurgia è l'ultima risorsa nel caso di pazienti con dolore intollerabile refrattario a tutti gli altri trattamenti.

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