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Impetigine ed ectima

Di

A. Damian Dhar

, MD, JD, North Atlanta Dermatology

Ultima modifica dei contenuti set 2019
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L'impetigine è un'infezione cutanea superficiale caratterizzata da croste o bolle, causata da streptococchi, stafilococchi o entrambi. L'ectima è una forma ulcerativa dell'impetigine. La diagnosi è clinica. Il trattamento è composto da antibiotici topici e talvolta anche orali.

Nella maggior parte dei pazienti non è stata identificata alcuna lesione predisponente, ma l'impetigine può essere la conseguenza di qualsiasi tipo di ferita cutanea. I comuni fattori di rischio sembrano essere l'umidità ambientale, la scarsa igiene, o la presenza cronica di stafilococchi o streptococchi in sede nasofaringea. L'impetigine può essere bollosa o non bollosa. Lo Staphylococcus aureus è la causa predominante di impetigine non-bollosa e la causa di ogni impetigine bollosa. Le bolle sono causate dalla tossina esfoliativa prodotta dagli stafilococchi. L'S. aureus resistente alla meticillina è stato isolato nel 20% dei casi recenti di impetigine.

Sintomatologia

L'impetigine non bollosa si presenta tipicamente come gruppi di vescicole o pustole che si rompono e danno origine a una crosta mielicerica (essudato dalla base della lesione) che ricopre le lesioni.

L'impetigine bollosa è simile tranne per il fatto che le vescicole tipicamente confluiscono fino a formare delle bolle. Le bolle si rompono ed espongono basi più ampie, che si ricoprono di una patina o crosta color miele.

Esempi di impetigine non-bollosa e bollosa

L'ectima è caratterizzato da piccole ulcere purulente, superficiali, perforate all'apice con croste spesse, di colore marrone-nerastro, circondate da eritema.

L'impetigine e l'ectima causano un fastidio o dolore lieve. Il prurito è frequente; il grattamento può diffondere l'infezione, inoculando la cute adiacente e anche quella non adiacente.

Diagnosi

  • Valutazione clinica

La diagnosi di impetigine ed ectima si basa sull'aspetto clinico caratteristico.

Le colture delle lesioni sono indicate solo quando i pazienti non rispondono alla terapia empirica. I pazienti con impetigine recidivante devono essere sottoposti a coltura nasale. Infezioni persistenti devono essere poste in coltura per identificare l'S. aureus resistente alla meticillina.

Trattamento

  • Mupirocina topica, retapamulina, acido fusidico o ozenoxacina

  • A volte antibiotici orali

L'area interessata deve essere lavata delicatamente con acqua e sapone più volte/die per rimuovere eventuali incrostazioni.

Il trattamento per l'impetigine localizzata consiste in un unguento antibiotico alla mupirocina 3 volte/die per 7 giorni, alla retapamulina 2 volte/die per 5 giorni, o all'ozenoxacina crema all'1% ogni 12 h per 5 giorni. Acido fusidico al 2% in crema da 3 a 4 volte/die fino a quando si raggiunge la risoluzione delle lesioni.

Gli antibiotici (p. es., dicloxacillina o cefalexina 250-500 mg 4 volte/die [12,5 mg/kg 4 volte/die nei bambini], per 10 giorni) possono essere necessari nei pazienti immunocompromessi o con lesioni di impetigine estese o resistenti; clindamicina 300 mg ogni 6 h o eritromicina 250 mg ogni 6 h possono essere utilizzati nei pazienti allergici alla penicillina, ma è crescente la resistenza a entrambi questi farmaci.

L'uso della terapia empirica iniziale contro l'S. aureus resistente alla meticillina non è in genere consigliato tranne nei casi in cui sia presente una forte evidenza clinica (p. es., il contatto con una persona che ha avuto un caso documentato, o l'esposizione a un focolaio documentato, prevalenza di coltura locale documentata del > 10% o 15%). Il trattamento di S. aureus resistente alla meticillina deve essere conseguente al risultato degli esami colturali e di sensibilità; tipicamente, clindamicina, trimetoprim/sulfametossazolo e doxiciclina sono efficaci contro la maggior parte dei ceppi di S. aureus resistente alla meticillina extraospedalieri.

Un'altra terapia comprende il ripristino di una normale barriera cutanea in pazienti con dermatite atopica sottostante o xerosi diffusa utilizzando emollienti topici e corticosteroidi se giustificati. I portatori cronici di stafilococchi nasali vengono trattati con antibiotici topici (mupirocina) per 1 settimana per 3 mesi consecutivi.

A un trattamento tempestivo fa di solito seguito una rapida guarigione. Un ritardo può causare cellulite, linfangite, foruncolosi, iperpigmentazione e ipopigmentazione con o senza cicatrizzazione. I bambini di età compresa tra 2 e 4 anni sono a rischio di glomerulonefrite acuta se sono coinvolti i ceppi nefropatogeni degli streptococchi di gruppo A (tipi 49, 55, 57 e 59); la nefrite sembra più frequente nel sud degli Stati Uniti rispetto alle altre regioni. È improbabile che il trattamento con antibiotici prevenga la glomerulonefrite streptococcica.

Punti chiave

  • Lo S. aureus causa la maggior parte dei casi di impetigine non-bollosa e tutti i casi di impetigine bollosa.

  • La crosta color miele è caratteristica sia dell'impetigine bollosa che di quella non bollosa.

  • In caso di impetigine persistente, va eseguito il tampone per esame colturale sia dalle lesioni cutanee (per identificare l'S. aureus resistente alla meticillina) che all'interno delle coane nasali (per identificare un serbatoio nasale dell'infezione).

  • Trattare la maggior parte dei casi con antibiotici topici.

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