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Colica

Di

Deborah M. Consolini

, MD, Sidney Kimmel Medical College of Thomas Jefferson University

Ultima revisione/verifica completa giu 2020| Ultima modifica dei contenuti giu 2020
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La colica indica uno schema specifico di pianto eccessivo e intenso e irritabilità che si manifesta senza motivo apparente (ad esempio fame, malattia o lesione) in bambini altrimenti sani. La colica inizia solitamente entro il primo mese di vita, peggiora verso le 6 settimane e scompare, spesso quasi in maniera improvvisa, entro il compimento dei 3 o 4 mesi.

Solitamente i medici considerano colica il pianto e la lagna non spiegati che hanno una durata maggiore di 3 ore al giorno, per oltre 3 giorni a settimana, per oltre 3 settimane. Tuttavia, molti medici considerano inoltre colica il pianto improvviso, grave e non spiegabile che dura meno di tre ore al giorno per molti giorni della settimana.

Il pianto associato a colica generalmente

  • È forte, intenso e costante

  • Non ha una causa identificabile

  • Insorge circa alla stessa ora del giorno o della notte

  • Continua per ore e per nessun motivo apparente

  • È separato da intervalli in cui il bambino si comporta in maniera normale

Cause

Sebbene il termine colica suggerisca crampi addominali, non ci sono evidenze della presenza di un disturbo intestinale o addominale di altro tipo. Si riteneva che la colica fosse causata da un disturbo addominale, poiché i bambini spesso ingoiano aria durante il pianto, con conseguente flatulenza e gonfiore addominale. Tuttavia, questi risultati inducono i medici a pensare che scaturiscano dal pianto anziché provocarlo. La maggior parte dei bambini affetti da coliche mangia e acquista peso in maniera normale, tuttavia può succhiare il ciuccio o i giocattoli in maniera intensa. La colica non sembra correlata allo sviluppo di un carattere insistente e impaziente.

Valutazione

Segnali d’allarme

i genitori devono essere molto sospettosi di patologie o dolore come causa della lagna del bambino se il pianto è accompagnato da

  • Vomito (in particolare se è di colore verde o è presente sangue o se gli episodi ricorrono più di 5 volte al giorno)

  • Variazioni nelle feci (stipsi o diarrea, in particolare con sangue o muco)

  • Temperatura anomala (temperatura rettale inferiore a 36,1 °C o superiore a 38 °C)

  • Irritabilità (pianto per tutto il giorno, alternato a pochi periodi di calma)

  • Letargia (eccessiva sonnolenza, mancanza di sorrisi o sguardo interessato o debolezza nella suzione)

  • Scarso aumento di peso

  • Difficoltà respiratoria

  • Ecchimosi o altri segni di possibili lesioni

  • Movimenti anomali o contrazioni di una qualsiasi parte del corpo

Quando rivolgersi a un medico

I bambini affetti da sintomi allarmanti devono essere visitati immediatamente da un medico.

Se i bambini che non manifestano segni allarmanti sembrano stare comunque bene, i genitori possono provare le misure tipiche, ad esempio l’alimentazione, il ruttino, il cambio e il cullarli. Se il pianto continua dopo tali misure, i genitori devono rivolgersi al medico, che potrà aiutarli a stabilire la rapidità con cui è necessario visitare il bambino.

Come si comporta il medico

I medici innanzitutto fanno domande relative al pianto per stabilire se possa essere definito colica, quindi passano a considerare gli altri sintomi e l’anamnesi medica del bambino e conducono un esame obiettivo. Le informazioni che emergono dall’esame obiettivo e dall’anamnesi spesso li aiutano a distinguere la colica da un disturbo che causa il pianto eccessivo.

Esami

Non è necessario alcun esame, a meno che i medici non riscontrino anomalie specifiche durante l’anamnesi e l’esame.

Trattamento

Dopo l’esame del bambino da parte del medico e una volta rassicurati i genitori che il bambino è sano, che l’irritabilità non è dovuta alla carenza di cura genitoriale e che la colica si risolverà da sola, senza effetti a lungo termine, possono essere utili alcune misure:

  • Tenere in braccio, cullare dolcemente o dare colpetti al bambino

  • Cullare in un dondolino

  • Facendogli ascoltare rumori piacevoli, ad esempio il rumore della pioggia o rumori elettronici, come quello di una ventola, una lavatrice, un aspirapolvere o il phon

  • Ascoltare musica

  • Portandolo in auto

  • Dandogli il ciuccio

  • Facendogli fare il ruttino

  • Dandogli da mangiare (tuttavia i genitori devono evitare l’alimentazione eccessiva nel tentativo di interrompere il pianto)

  • Avvolgendoli in fasce

Quando il pianto è causato da affaticamento, molti degli interventi menzionati consolano solo brevemente il bambino e il pianto torna non appena lo stimolo o l’attività si arresta, facendo solo aumentare tale condizione. Spesso è più efficace incoraggiare il sonno e il consolamento spontaneo, lasciando il bambino nella culla sveglio, in modo che non dipenda dai genitori o da alcuni movimenti, oggetti o suoni per addormentarsi.

I genitori possono cambiare per un breve periodo il latte artificiale per stabilire se i bambini sono affetti da un’intolleranza a un latte specifico, tuttavia tale operazione andrebbe evitata se non indicata da un medico. Le madri che allattano al seno possono notare che se hanno mangiato alcuni alimenti, come broccoli o cavolo, il bambino piange dopo l’allattamento, quindi dovranno eliminare questi cibi dalla dieta per vedere se il pianto del bambino diminuisce. Tuttavia, un’intolleranza al latte o agli alimenti raramente è una causa di colica, se non in presenza di altri sintomi come vomito, stipsi, diarrea o scarso aumento di peso.

Affrontare il pianto eccessivo può essere difficile per i genitori. Può risultare utile parlare con un medico, che è in grado di fornire strategie, rassicurazione e assistenza per i genitori esposti allo stress che scaturisce dal pianto eccessivo.

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