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Disturbo da conversione

(disturbo da sintomi neurologici funzionali)

Di

Joel E. Dimsdale

, MD, University of California, San Diego

Ultima revisione/verifica completa set 2019| Ultima modifica dei contenuti set 2019
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Nel disturbo da conversione, insorgono sintomi fisici simili a quelli di una patologia del sistema nervoso. I sintomi sono spesso scatenati da fattori mentali, come conflitti o altri stress.

  • Le persone possono lamentare la paralisi di un braccio o una gamba o la perdita del senso del tatto, della vista o dell’udito.

  • Per assicurarsi che i sintomi non siano dovuti a una patologia fisica si effettuano solitamente molti esami e valutazioni mediche.

  • La rassicurazione e il sostegno da parte di un medico di fiducia possono aiutare, così come l’ipnosi e la psicoterapia, terapia cognitivo-comportamentale compresa.

Il disturbo da conversione è una forma di somatizzazione, in cui i fattori mentali vengono espressi come sintomi fisici. (Vedere anche Panoramica sulla somatizzazione e i disturbi a essa correlati.)

Si ritiene che il disturbo da conversione sia causato da fattori mentali, come lo stress e il conflitto, che il soggetto vive come (converte in) sintomi fisici.

Sebbene il disturbo da conversione tenda a manifestarsi durante l’adolescenza o la prima età adulta, può comparire a qualsiasi età. Inoltre, sembra essere più comune tra le donne.

Sintomi

I sintomi del disturbo da conversione, di solito la paralisi di un braccio o di una gamba o la perdita della sensibilità di una parte del corpo, suggeriscono una disfunzione del sistema nervoso. Altri sintomi possono somigliare a una crisi convulsiva o comportano problemi di pensiero, difficoltà di deglutizione o perdita di uno dei sensi specifici, come la vista o l’udito.

Spesso, i sintomi compaiono dopo un evento psicologico o sociale molto stressante. I sintomi non sono consci, vale a dire che chi ne è affetto non simula i sintomi. I sintomi sono gravi abbastanza da causare un malessere significativo e interferire con le attività quotidiane.

Il soggetto può manifestare un solo episodio nell’arco della vita oppure diversi episodi che avvengono sporadicamente. Di solito, gli episodi sono di breve durata.

Diagnosi

  • Valutazione medica

I medici controllano dapprima la presenza di patologie fisiche, in particolar modo quelle di natura neurologica, in grado di spiegare i sintomi, effettuando un’anamnesi medica approfondita, un esame obiettivo completo e le analisi.

La chiave per la diagnosi è che i sintomi non corrispondono a quelli causati da una qualsiasi patologia neurologica. Ad esempio, il soggetto può avere tremiti e credere che il tremore sia causato da un disturbo convulsivo, ma se il soggetto viene distratto il tremore scompare. In caso di una patologia convulsiva, le distrazioni non fanno scomparire il tremore.

Inoltre, affinché venga formulata la diagnosi di disturbo da conversione, i sintomi devono causare un malessere significativo e interferire con le attività quotidiane.

Una volta scoperto che i sintomi non corrispondono a quelli causati da una qualche patologia neurologica, i medici prendono in considerazione la diagnosi di disturbo da conversione, che viene effettuata sulla base di tutte le informazioni della valutazione.

Trattamento

  • Supporto da un medico

  • Ipnosi

  • Psicoterapia

Un rapporto di fiducia tra medico e paziente è di fondamentale importanza. L’approccio più utile si avvale della collaborazione di un medico di base, uno psichiatra e un medico specializzato in un altro campo, come un neurologo.

Dopo che il medico ha escluso la presenza di una potenziale patologia fisica e ha tranquillizzato il soggetto sul fatto che i sintomi non indicano una grave patologia sottostante, il soggetto inizia a sentirsi meglio e i suoi sintomi possono scomparire.

Possono essere d’aiuto i seguenti trattamenti:

  • L’ipnosi può contribuire ad aiutare le persone a controllare il modo in cui lo stress e altri stati mentali influenzano le loro funzioni corporee.

  • La narcoanalisi è una procedura usata di rado e simile all’ipnosi, da cui si differenzia per il fatto che al soggetto viene somministrato un sedativo per indurre la sonnolenza.

  • La psicoterapia, compresa la terapia cognitivo-comportamentale, è efficace in alcune persone.

Eventuali altri disturbi psichiatrici (come la depressione) devono essere trattati.

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