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Tromboangioite obliterante

(Malattia di Buerger)

Di

Koon K. Teo

, MBBCh, PhD, McMaster University, Hamilton, Ontario, Canada

Ultima revisione/verifica completa lug 2019| Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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La tromboangioite obliterante consiste nell’infiammazione e nella successiva ostruzione delle arterie di piccolo e medio calibro delle gambe o delle braccia.

  • La tromboangioite obliterante si sviluppa comunemente nei fumatori.

  • I sintomi sono un ridotto afflusso di sangue a un’estremità: freddo, intorpidimento, formicolio o sensazione di bruciore.

  • L’ecografia trova spesso impiego per rilevare una riduzione dell’afflusso di sangue nell’estremità interessata.

  • Smettere di fumare è la parte più importante del trattamento.

  • Il paziente potrebbe inoltre dover seguire una terapia farmacologica.

La tromboangioite obliterante è un raro tipo di arteriopatia obliterante periferica che di solito si sviluppa nei fumatori, soprattutto negli uomini di età compresa tra 20 e 40 anni. Questo disturbo veniva in passato considerato una patologia dei soggetti di sesso maschile, ma sta diventando sempre più comune fra le donne fumatrici.

Non è ancora chiara la correlazione tra fumo e tromboangioite obliterante e le cause sono ignote. Secondo una teoria, il fumo determina l’infiammazione e il restringimento (costrizione) delle arterie. Tuttavia, solo una ridotta percentuale di fumatori sviluppa tromboangioite obliterante. Alcuni pazienti possono essere più sensibili di altri per ragioni ancora sconosciute. Ciononostante, la tromboangioite obliterante si aggrava inesorabilmente nei fumatori cronici e generalmente comporta l’amputazione. Al contrario, se il paziente affetto da tromboangioite obliterante smette di fumare, l’amputazione raramente si rende necessaria.

Sintomi

In genere, i sintomi dovuti a un insufficiente apporto ematico a braccia o gambe compaiono gradualmente. I sintomi includono

  • Freddo

  • Intorpidimento

  • Sensazione di formicolio o bruciore

  • Dolore

Queste sensazioni anomale iniziano dalla punta delle dita di mani e piedi e progrediscono a gambe o braccia. Le gambe sono interessate più frequentemente delle braccia. Il paziente può avvertire sensazioni anomale ancor prima che il medico osservi alterazioni cutanee indice di un apporto di sangue insufficiente (ischemia) o di gancrena. Possono comparire la sindrome di Raynaud e disturbi muscolari da sforzo (claudicazione intermittente). I crampi si verificano nei muscoli del polpaccio o nei piedi, in caso di interessamento degli arti inferiori, e nelle mani o negli avambracci, in caso di interessamento di quelli superiori.

Quando la malattia progredisce, i crampi diventano più dolorosi e durano più a lungo. Nella fase tardiva della malattia, possono comparire ulcere cutanee, gancrena, o entrambe, in genere su una o più dita dei piedi o delle mani. I piedi o le mani sono freddi e possono diventare bluastri (cianosi), probabilmente a causa della notevole riduzione del flusso ematico.

Alcuni soggetti affetti da tromboangioite obliterante presentano anche episodi di infiammazione delle vene (flebite migrante), di solito nelle vene superficiali.

Diagnosi

  • Una valutazione medica dei sintomi

  • Angiografia

In genere, i medici sospettano la presenza di tromboangioite obliterante in base ai sintomi e ai risultati dell’esame obiettivo. Nella maggior parte dei pazienti, il polso è debole o assente in una o più arterie dei piedi o ad altri livelli. Spesso, le mani, i piedi e le relative dita diventano pallidi se vengono sollevati e tornano di nuovo rosei se vengono messi in posizione declive. L’ecografia rileva un sostanziale aumento della pressione arteriosa e dell’afflusso ematico nei piedi, nelle mani e nelle dita interessati. Vengono eseguiti esami del sangue e di diagnostica per immagini per escludere altre cause della riduzione del flusso ematico (come infiammazione dei vasi o vasculite e trombi dal cuore).

L’angiografia è in grado di rilevare profili stenotici specifici, pertanto può confermare la diagnosi.

Talvolta per confermare la diagnosi è necessaria una biopsia (rimozione di un campione di tessuto per l’esame al microscopio) dell’arteria colpita o la consulenza di uno specialista.

Trattamento

  • Smettere di fumare

  • A volte farmaci o intervento chirurgico

Smettere di fumare immediatamente è fondamentale, altrimenti i sintomi non faranno altro che peggiorare. In questo caso è probabile che si renda necessaria l’amputazione.

Evitare l’esposizione al freddo, che provoca il restringimento (costrizione) dei vasi, aiuta.

Anche evitare alcuni farmaci aiuta. I farmaci da evitare comprendono farmaci che provocano la costrizione dei vasi (come l’efedrina, la pseudoefedrina o la fenilefrina, componenti di alcuni rimedi per congestione sinusale e raffreddore) e quelli che aumentano la tendenza del sangue a coagulare (come gli estrogeni contenuti nelle pillole anticoncezionali o la terapia di sostituzione ormonale).

Prevenire traumi alla gamba o al braccio interessati è importante. I soggetti dovrebbero evitare bruciature e lesioni dovute al freddo o a piccoli interventi (come la rimozione di calli). I calli e le callosità devono essere trattati da un podologo. Calzature comode e a pianta larga possono aiutare a prevenire traumi ai piedi.

Nei soggetti che smettono di fumare, ma in cui persista la stenosi delle arterie, la somministrazione di farmaci come l’iloprost può contribuire a evitare l’amputazione. Possono essere somministrati altri farmaci, come la pentossifillina e i calcio-antagonisti, per lo sblocco dei vasi sanguigni, ma verosimilmente non sono molto efficaci.

In alternativa, si può eseguire un intervento chirurgico per recidere alcuni nervi della zona circostante (una procedura detta simpatectomia) per evitare il restringimento dei vasi. Tali interventi vengono effettuati raramente perché di solito migliorano il flusso ematico solo temporaneamente.

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