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Sospensione della ventilazione meccanica

Di

Bhakti K. Patel

, MD,

  • Assistant Professor, Department of Medicine, Section of Pulmonary/Critical Care
  • University of Chicago

Ultima modifica dei contenuti mar 2020
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La sospensione del supporto ventilatorio viene ottenuta al meglio non tanto riducendo gradualmente il livello del supporto ventilatorio (svezzamento) ma identificando ed eliminando sistematicamente i fattori scatenanti l'insufficienza respiratoria.

Una volta ottenuto questo risultato, il ventilatore non è più necessario. Tuttavia, se i fattori scatenanti sono ancora presenti o il recupero risulta incompleto, la riduzione del supporto ventilatorio necessario verosimilmente ritarda ancora la guarigione. È chiaro che le prove giornaliere di respiro spontaneo su tubo a T riducono la durata della ventilazione meccanica in confronto alla graduale riduzione della frequenza respiratoria utilizzando una ventilazione mandatoria intermittente sincronizzata, e, in alcuni studi, anche rispetto alla ventilazione a supporto di pressione.

Una volta che il paziente non è più in stato di shock, ha un'adeguata saturazione arteriosa in una frazione inspirata di ossigeno (FIO2) 0,5 con una pressione positiva di fine espirazione 7,5 cm H2O, e non ha un carico respiratorio ovviamente insostenibile (p. es., la ventilazione al minuto > 20 L/min), si mette in pratica una respirazione spontanea usando un raccordo a T o una ventilazione continua a pressione positiva di 5 cm H2O.

I pazienti in grado di sostenere la respirazione spontanea generalmente respirano lentamente e profondamente, anziché rapidamente e superficialmente. Tale osservazione viene espressa come indice RSR (respiro superficiale rapido), calcolato dividendo la frequenza respiratoria non assistita del paziente (in atti/min) per il volume corrente (in L). Un valore < 105 suggerisce che la respirazione spontanea è probabilmente efficace, anche se un singolo respiro isolato non rappresenta un fattore perfettamente predittivo del successo (1).

La decisione se estubare un paziente dopo una prova di respirazione spontanea è spostata dall'uso dell'indice RSR ed è basata di più sulla valutazione clinica nel corso del processo, completato eseguendo un'emogasanalisi. I pazienti che superano bene la prova breve di 1-2 h di trial di respiro spontaneo e che hanno un'emogasanalisi favorevole sono buoni candidati per l'estubazione. La decisione di estubare è diversa dalla decisione di interrompere il supporto ventilatorio e richiede la valutazione dello stato mentale del paziente e dei riflessi protettivi delle vie aeree, come anche della pervietà delle vie aeree stesse.

I sedativi e gli oppiacei possono prolungare la ventilazione meccanica. Tali farmaci si possono accumulare e provocare una sedazione protratta, rendendo difficili i tentativi di respirazione spontanea anche quando sia stata corretta la causa dell'insufficienza respiratoria. Il livello di sedazione deve essere valutato continuamente, e la sospensione progressiva dai sedativi deve essere avviata il prima possibile. Si possono impiegare protocolli formali o si può eseguire una semplice interruzione ogni giorno. L'infusione viene sospesa fino a quando il paziente non si sveglia, obbedisce ai comandi o necessita di una nuova sedazione a causa dell'agitazione, del respiro asincrono con il ventilatore o delle altre alterazioni fisiologiche. Se la sedazione è ancora necessaria, viene ricominciata a metà della dose precedente e poi modificata, come necessario. Vari studi hanno dimostrato che la durata media della ventilazione meccanica è ridotta nelle istituzioni che usano ogni giorno "vacanze dalla sedazione" o altri protocolli di sedazione, così come ogni giorno prove di respirazione spontanea.

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