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Fotosensibilità

Di

Julia Benedetti

, MD,

  • Harvard Medical School
  • Tufts University School of Medicine

Ultima modifica dei contenuti set 2019
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Risorse sull’argomento

La fotosensibilità è una sovrareazione cutanea alla luce solare. Può essere idiopatica o può comparire dopo l'esposizione ad alcuni farmaci o sostanze chimiche allergeniche o tossiche ed è talvolta una caratteristica di patologie sistemiche (p. es., lupus eritematoso sistemico, porfiria, pellagra, xeroderma pigmentoso). La diagnosi è clinica. Il trattamento varia in base al tipo.

Oltre agli effetti acuti della luce solare e agli effetti cronici della luce solare, si può verificare una varietà di reazioni meno comuni dopo un'esposizione solare. A meno che la causa non sia evidente, i pazienti con marcata fotosensibilità devono essere studiati per disturbi cutanei o sistemici associati alla fotosensibilità come lupus eritematoso sistemico, dermatomiosite e porfiria.

Orticaria solare

In alcuni pazienti l'orticaria si sviluppa nella sede fotoesposta nel giro di pochi minuti. Le lesioni generalmente si risolvono tipicamente in 24 h. In rari casi, se sono coinvolte vaste aree, possono verificarsi sincope, vertigini, sibilanti e altri sintomi sistemici. L'eziologia non è chiara, ma può coinvolgere costituenti cutanei endogeni che funzionano come fotoallergeni, portando alla degranulazione dei mastociti come negli altri tipi di orticaria. L'orticaria solare può essere distinta dagli altri tipi di orticaria, perché nell'orticaria solare i pomfi compaiono solo sulla pelle esposta, dopo l'esposizione alla luce ultravioletta.

L'orticaria solare può essere classificata in base alle componenti dello spettro UV (UVA, UVB, e luce visibile) che provocano lesioni. Se necessario, i pazienti possono essere testati esponendo parte della pelle alla luce naturale o artificiale a particolari lunghezze d'onda (phototesting).

Il trattamento dell'orticaria solare può essere difficile e può comprendere H1 bloccanti, corticosteroidi topici e creme solari. Se il trattamento standard fallisce, è possibile provare la desensibilizzazione con UVB a banda stretta o PUVA (psoraleni più ultravioletto A). L'omalizumab (terapia anti-IgE) ha avuto successo in un piccolo numero di pazienti. La malattia è cronica e può aumentare e ridursi nel corso degli anni.

Fotosensibilità chimica

È noto che oltre 100 sostanze, ingerite o applicate topicamente, predispongono a reazioni cutanee dopo l'esposizione al sole. Un numero limitato di esse è responsabile della maggior parte delle reazioni ( Alcune sostanze che causano fotosensibilità cutanea). Le reazioni si suddividono in fototossiche e fotoallergiche. Il fototest può aiutare a confermare la diagnosi. Il trattamento della fotosensibilità chimica consiste in corticosteroidi topici e nell'evitare la sostanza responsabile.

Nella fototossicità, le sostanze che assorbono la luce generano direttamente radicali liberi e mediatori infiammatori, causando un danno tissutale che si manifesta con dolore ed eritema (simili a scottature solari). Questa reazione non richiede una precedente esposizione solare e può apparire in qualsiasi soggetto, sebbene la gravità della manifestazione sia molto variabile. Cause tipiche di reazioni fototossiche includono topici (p. es., profumi, catrame di carbone, piante contenenti furocumarine [come lime, sedano e prezzemolo], farmaci utilizzati per la terapia fotodinamica) o agenti ingeriti (p. es., tetracicline, tiazidici). Le reazioni fototossiche non coinvolgono la cute non-fotoesposta.

La fotoallergia è una risposta immunitaria di tipo IV (cellulo-mediata). L'assorbimento della luce determina cambiamenti strutturali del farmaco o della sostanza, permettendo che questa si leghi alle proteine tissutali e agisca come un aptene, formando un complesso allergenico. È necessaria una precedente esposizione all'allergene. La reazione è generalmente eczematosa, con eritema, desquamazione, prurito e talvolta vescicole. Le cause topiche delle reazioni fotoallergiche comprendono lozioni dopobarba, schermi solari e sulfamidici. La fotoallergia si verifica meno spesso della fototossicità, e la reazione può estendersi anche alla cute non-fotoesposta.

Tabella
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Alcune sostanze che causano fotosensibilità cutanea

Categoria

Sostanza specifica

Farmaci per l'acne

Isotretinoina

Analgesici

FANS (in particolare piroxicam e ketoprofene)

Antibiotici

Chinolonici

Sulfamidici

Tetracicline

Trimetoprim

Antidepressivi

Triciclici

Antimicotici

Griseofulvina

Ipoglicemizzanti

Sulfoniluree

Antimalarici

Clorochina

Chinino

Antipsicotici

Fenotiazine

Ansiolitici

Alprazolam

Clordiazepossido

Farmaci chemioterapici

Dacarbazina

Fluorouracile

Metotrexato

Vinblastina

Diuretici

Furosemide

Tiazidici

Farmaci cardiaci

Amiodarone

Chinidina

Preparati per uso topico*

Antibatterici (p. es., clorexidina, esaclorofene)

Catrame

Profumi

Piante contenenti furocumarine (p. es., limes, sedano, prezzemolo)

Filtri solari

*Ci sono molti preparati per uso topico. Le sostanze specifiche elencate sono degli esempi.

Eruzione polimorfa alla luce

L'eruzione polimorfa alla luce è una reazione fotosensibile frequente ai raggi UV e talvolta alla luce visibile. Non sembra correlata ad alcuna patologia sistemica né ad alcun farmaco. Una storia familiare positiva in alcuni pazienti suggerisce un fattore di rischio genetico.

Le eruzioni compaiono su zone fotoesposte, solitamente dopo l'esposizione da 30 minuti ad alcune ore; tuttavia, a volte le eruzioni non compaiono per parecchi giorni. Le lesioni sono pruriginose, eritematose e spesso papulari ma possono essere papulovescicolari o simili a placche. Sono più frequenti tra le donne e tra le persone provenienti da climi nordici quando si espongono per la prima volta al sole in primavera o in estate, piuttosto che in quelli che si espongono al sole tutto l'anno. Le lesioni spesso scompaiono entro alcuni giorni o settimane.

La diagnosi di eruzione leggera polimorfa si basa sull'anamnesi, sulle indagini cutanee, e sull'esclusione di altre malattie fotoindotte. La diagnosi a volte richiede la riproduzione delle lesioni con fototest quando il paziente non sta assumendo alcun farmaco potenzialmente fotosensibilizzante.

Spesso le lesioni si autolimitano e migliorano spontaneamente con l'estate avanzata. Misure preventive comprendono l'utilizzare una crema solare ad ampio spettro e moderare l'esposizione al sole. I pazienti più gravemente inclini all'eruzione polimorfa alla luce possono trarre beneficio dalla desensibilizzazione nel primo periodo primaverile mediante esposizione graduale alla luce UV con fototerapia a luce ultravioletta A in associazione a basse dosi di psoralene (PUVA, Psoriasi : Fototerapia) o con fototerapia con UVB a banda stretta (312 nm). Le eruzioni da lievi a moderate sono trattate con corticosteroidi topici. I pazienti con malattia invalidante possono avere bisogno di un ciclo di terapia immunosoppressiva per via orale come prednisone, azatioprina, ciclosporina o idrossiclorochina.

Alcune prove suggeriscono che antiossidanti come il Polypodium leucotomos, un estratto di felce tropicale naturale, possono aiutare a prevenire l'eruzione leggera polimorfa, ma sono necessari ulteriori studi (1).

Riferimento generale

  • Nestor MS, Berman B, Swenson N: Safety and efficacy of oral Polypodium leucotomos extract in healthy adult subjects.J Clin Aesthet Dermatol 8(2):19–23, 2015.

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