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Trombosi venosa superficiale

Di

James D. Douketis

, MD, McMaster University

Ultima modifica dei contenuti dic 2019
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La trombosi venosa superficiale è dovuta a un coagulo in una vena superficiale degli arti superiori o inferiori o, meno frequentemente, in una o più vene del torace o del seno (malattia di Mondor).

La trombosi venosa superficiale dell'arto superiore il più delle volte deriva da un'infusione o cateterismo EV; le vene varicose sembrano essere il principale fattore di rischio per l'arto inferiore, in particolar modo nelle donne. I trombi venosi superficiali di rado provocano gravi complicanze e raramente diventano emboli.

Caratteristicamente, i pazienti si presentano con dolore, indolenzimento, o con una tumefazione cordoniforme contigua con una vena superficiale palpabile. La cute sovrastante è generalmente calda ed eritematosa.

La trombosi venosa superficiale migrante che si sviluppa, si risolve e recidiva in vene sane di braccia, gambe, tronco in tempi diversi, è un possibile segno premonitore di un carcinoma del pancreas e di altri adenocarcinomi (sindrome di Trousseau).

La diagnosi si basa sull'anamnesi e sull'esame obiettivo. I pazienti con trombosi venosa superficiale sopra il ginocchio presentano un aumentato rischio di trombosi venosa profonda e devono essere sottoposti a ecografia.

Trattamento

  • Impacchi caldi e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)

  • A volte anticoagulante

Il trattamento tradizionale comprende impacchi caldi e FANS.

Nei pazienti con estesa trombosi venosa superficiale, l'anticoagulazione (p. es., con eparina a basso peso molecolare, fondaparinux) è spesso utile. Il regime ottimale e la durata sono sconosciuti, ma la maggior parte degli esperti consiglia di utilizzare eparina a basso peso molecolare (p. es., enoxaparina 40 mg sottocute 1 volta/die o fondaparinux 2,5 mg sottocute 1 volta/die) e di proseguire il trattamento per circa 1 mese.

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