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Educazione all’uso del wc

Di

Deborah M. Consolini

, MD, Sidney Kimmel Medical College of Thomas Jefferson University

Ultima revisione/verifica completa apr 2019| Ultima modifica dei contenuti apr 2019
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Si può insegnare l’uso del wc alla maggior parte dei bambini di età compresa tra i 2 e i 3 anni. Di solito i bambini imparano prima a defecare. La maggior parte dei bambini può essere istruita a controllare l’intestino tra i 2 e i 3 anni, e la vescica fra i 3 e i 4 anni di età. Entro i 5 anni, la maggior parte dei bambini riesce a controllare la vescica durante il giorno (effetto chiamato continenza urinaria diurna) e a gestire tutti gli aspetti legati alla vestizione e alla svestizione, alla minzione e alla defecazione, all’asciugarsi, a far scorrere l’acqua del wc e a lavarsi le mani. Tuttavia, il 30% circa e il 10% dei bambini sani, rispettivamente ai 4 e a 7 anni non hanno ancora raggiunto il controllo notturno costante della vescica (cosiddetta incontinenza notturna o enuresi notturna). Per i bambini che hanno problemi nel controllo dell’intestino (chiamato incontinenza fecale o encopresi), Incontinenza fecale (encopresi) nei bambini.

Il riconoscimento dei segni della maturità della funzione vescicale del bambino è fondamentale per l’educazione all’igiene personale. La funzionalità vescicale è controllata quando il bambino:

  • Rimane asciutto per diverse ore

  • Pretende di essere cambiato quando è bagnato o ha il pannolino sporco

  • Dimostra interesse a sedersi sul vasino o sul wc e mostra i segni di essere in procinto di urinare o defecare

  • Sa riporre le cose al loro posto e riesce a seguire semplici comandi

I bambini sono spesso pronti tra i 18 e i 24 mesi. Nonostante abbiano imparato a usare il wc, alcuni bambini non sono emotivamente pronti. Per evitare lunghi conflitti sull’uso del wc, è meglio aspettare che il bambino si dimostri emotivamente pronto. Quando il bambino sarà pronto, chiederà aiuto in bagno o si dirigerà da solo verso il vasino.

Il metodo temporale

Gli insegnamenti per l’educazione all’uso del wc devono essere coerenti tra tutte le persone che assistono il bambino. Babysitter, nonni e personale della scuola materna devono seguire le stesse regole e usare gli stessi vocaboli per indicare le parti del corpo e le azioni che si svolgono in bagno.

Il metodo temporale è quello più frequentemente utilizzato per l’educazione all’igiene personale. A un bambino che sembra pronto si fa vedere il vasino e gradualmente gli si indica come sedersi sopra, senza svestirsi. Successivamente, il bambino viene incoraggiato ad abbassarsi i pantaloni e a sedersi sul vasino per non più di 5-10 minuti e a rivestirsi. Si forniscono costantemente delle spiegazioni semplici, rinforzate dall’atto di gettare i pannolini bagnati o sporchi nel vasino. Il bambino viene inoltre incoraggiato a fare pratica con l’uso del vasino ogniqualvolta ne abbia bisogno. È necessario insegnargli a scaricare il WC e a lavarsi le mani ogni volta che urina o defeca.

Si deve lodare il bambino o ricompensarlo (ad esempio con delle figurine) per i comportamenti corretti. Collera o punizioni per gli incidenti o gli insuccessi devono essere evitati, in quanto il processo di insegnamento per il bambino diventerebbe negativo e troppo stressante. I genitori devono capire e accettare che l’educazione all’uso del wc può richiedere molto tempo (generalmente da 3 a 6 mesi) e che il bambino può incorrere in incidenti di percorso.

Il metodo temporale funziona bene per i bambini che hanno ritmi intestinali e urinari prevedibili e che possono essere messi sul vasino nel momento preciso in cui devono defecare. Nel caso di bambini con schemi non prevedibili, è preferibile rimandare l’insegnamento finché non manifestino la necessità di usare il vasino da soli.

Il bambino che oppone resistenza a sedersi sul wc deve riprovare dopo un pasto. Se il bambino non riesce a evacuare neanche dopo qualche giorno, è preferibile rinviare l’insegnamento di qualche settimana. Il bambino che si rifiuta di usare il wc o il vasino può semplicemente non essere ancora pronto. È utile lodare o ricompensare il bambino se si siede sul wc ed evacua. Una volta acquisita tale abitudine, si può ricompensare il bambino per altri successi eliminando gradualmente le ricompense.

Le prove di forza sono da evitare perché spesso provocano delle battute d’arresto in qualsiasi progresso fatto e possono provocare tensione nel rapporto genitore/figlio.

Il bambino istruito all’uso del wc può ritornare a una fase di sviluppo precedente (chiamata regressione) e avere più incidenti quando non sta bene o è emotivamente sconvolto, oppure quando sente il bisogno di una maggiore attenzione, ad esempio quando è in arrivo un nuovo fratellino. In queste situazioni, i genitori devono evitare di fare pressioni sul bambino; possono offrire delle ricompense e, se possibile, offrire al bambino più cure e attenzioni in occasioni non collegate all’educazione all’igiene personale.

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