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Toxocariasi

(larva migrans viscerale)

Di

Richard D. Pearson

, MD, University of Virginia School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa mag 2019| Ultima modifica dei contenuti mag 2019
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Risorse sull’argomento

La toxocariasi è un’infezione causata dalle larve dei nematodi Toxocara canis o Toxocara cati, che sono parassiti degli animali.

  • I bambini piccoli possono contrarre l’infezione quando ingeriscono terra contaminata dalle feci di animali che contengono le uova di questo nematode.

  • L’infezione può causare febbre, tosse o respiro sibilante e ingrossamento del fegato, e in alcuni casi può determinare problemi alla vista.

  • I medici confermano la diagnosi identificando gli anticorpi al nematode in un campione di sangue.

  • La sverminazione periodica di cani e gatti può aiutare a prevenire l’infezione.

  • Solitamente il trattamento non è necessario, ma può includere farmaci antiparassitari e corticosteroidi.

La toxocariasi si presenta soprattutto nei bambini piccoli che ingeriscono le uova di Toxocara con la terra contaminata dalle feci di cani, gatti o altri animali portatori del parassita. I cortiletti sabbiosi, in cui spesso defecano cani e gatti, sono particolarmente rischiosi per l’esposizione alle uova. Spesso i bambini trasportano le uova alla bocca con le mani e possono ingerire la sabbia contaminata. Occasionalmente, gli adulti ingeriscono le uova raccogliendole dalla terra contaminata, da altre superfici o dalle mani, contraendo l’infezione. Gli adulti e i bambini che provano il desiderio irrefrenabile di ingerire sostanze non commestibili, come terra o argilla (condizione chiamata picacismo), sono particolarmente a rischio.

Una volta che le uova vengono ingerite, si schiudono nell’intestino liberando le larve. Le larve penetrano nella parete intestinale e si diffondono nel sangue circolante. Quasi tutti i tessuti del corpo possono essere coinvolti, ma fegato e polmoni sono quelli maggiormente colpiti. Le larve possono restare vive per molti mesi, provocando danni con il loro movimento attraverso i tessuti e stimolando una reazione infiammatoria.

Nell’uomo, le larve non maturano alla forma adulta, ma possono sopravvivere per molti mesi. Per maturare, le larve necessitano di un altro ospite: cani, gatti o altri animali.

Le uova dei nematodi del genere Toxocara possono essere ingerite da altri mammiferi, come i conigli o le pecore. In questi animali, le uova si schiudono e liberano le larve, che attraversano la parete dell’intestino e migrano in vari tessuti, nei quali si incistano. L’uomo può infettarsi consumando la carne di questi animali cruda o poco cotta.

Sintomi

I sintomi della toxocariasi possono esordire alcune settimane dopo aver ingerito le uova. Essi variano a seconda dell’organo interessato. Sono particolarmente comuni febbre, tosse o respiro sibilante e ingrossamento del fegato. Alcuni soggetti presentano eruzione cutanea, ingrossamento della milza o polmonite ricorrente, oltre a perdere eventualmente l’appetito.

Quando le larve infestano l’occhio (solitamente un occhio solo), in genere i sintomi sono molto lievi o assenti. Tuttavia, gli occhi possono infiammarsi e possono presentarsi alterazioni o perdita della vista.

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Analisi del sangue per rilevare la presenza di anticorpi contro il parassita

Il medico può sospettare la toxocariasi in un soggetto con fegato ingrossato, infiammazione polmonare, febbre e alti livelli di eosinofili (particolare tipo di globuli bianchi). La diagnosi di toxocariasi è confermata con l’identificazione degli anticorpi contro i nematodi del genere Toxocara nel sangue (gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario per contribuire a difendere l’organismo dall’attacco di determinati agenti, parassiti compresi).

Raramente, viene prelevato (biopsia) ed esaminato un campione di tessuto epatico o di altro tessuto per individuare le larve o l’infiammazione che ne consegue.

Prevenzione

La prevenzione implica la sverminazione periodica di cani e gatti. I cortiletti sabbiosi vanno coperti per evitare che gli animali vadano a defecare nella sabbia.

Si dovrebbero dissuadere i bambini, nonché gli adulti che tendono a farlo, dall’ingerire sostanze non alimentari, come la terra e l’argilla.

Trattamento

  • Se necessario, albendazolo o mebendazolo (farmaci usati per eliminare i vermi, detti farmaci antielmintici) in aggiunta a corticosteroidi

Nella maggior parte dei soggetti affetti da toxocariasi, l’infezione si risolve da sola e il trattamento non è necessario. L’albendazolo o il mebendazolo, in aggiunta ai corticosteroidi, vengono somministrati quando i sintomi sono gravi o l’infezione ha colpito gli occhi.

Occasionalmente viene utilizzata la fotocoagulazione laser (applicazione di un intenso raggio di luce) per uccidere le larve negli occhi.

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