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Riabilitazione di soggetti con disturbi del linguaggio

Di

Alex Moroz

, MD, New York University School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa giu 2017| Ultima modifica dei contenuti lug 2017
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La riabilitazione è rivolta ai soggetti che hanno perso la normale funzionalità, spesso a causa di un trauma, un ictus, un’infezione, un tumore, un intervento chirurgico o una patologia progressiva.

Afasia

L’afasia è la perdita parziale o completa della capacità di esprimersi o di comprendere parole scritte o dette a voce. Spesso deriva da ictus o da altra lesione cerebrale che interessa il centro del linguaggio nel cervello ( Lesioni a specifiche aree cerebrali).

L’obiettivo della riabilitazione è attuare i mezzi di comunicazione più efficaci. Per i pazienti con compromissione lieve, il logoterapista adotta un approccio incentrato sulle idee e sui pensieri anziché sulle parole. Il movimento compiuto per indicare un oggetto o un’immagine, associato a movimenti del corpo e alla mimica del volto, spesso è sufficiente per la comunicazione di base. In caso di compromissione più grave, un approccio con stimolazione (in cui le parole vengono ripetute diverse volte) e uno con stimolazione programmata (in cui le parole vengono ripetute e gli oggetti vengono presentati per essere toccati e visti) favoriscono il recupero del linguaggio. I soggetti affetti da afasia possono usare una tavola con lettere o immagini per comunicare.

Coloro che assistono un soggetto afasico devono essere molto pazienti e comprendere lo stato di frustrazione. Inoltre, devono comprendere che il soggetto afasico non è mentalmente ritardato, ed evitare di parlare con un linguaggio infantile, che risulta offensivo. Al contrario, gli si deve parlare in modo normale e, se necessario, ricorrere a gesti o indicare gli oggetti.

Disartria

Il soggetto non riesce ad articolare le parole normalmente perché parte del sistema nervoso che controlla i muscoli del linguaggio ha subito una lesione.

Gli obiettivi della riabilitazione dipendono dalla causa. In caso di ictus, trauma cranico o intervento di chirurgia celebrale, l’obiettivo è recuperare e conservare il linguaggio. Se la disartria è lieve, la ripetizione delle parole o delle frasi può consentire al soggetto di riapprendere l’uso dei muscoli facciali e della lingua per una corretta pronuncia. Se la disartria è grave, il soggetto può imparare a usare una tavola di lettere e immagini o un dispositivo di comunicazione elettronica con tastiera e display per messaggi (stampato o a schermo).

Se la causa è una patologia progressiva del sistema nervoso, come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA o morbo di Lou Gehrig) o la sclerosi multipla, la terapia mira a conservare la funzione del linguaggio il più a lungo possibile. Il soggetto impara a eseguire esercizi che aumentano il controllo della bocca, della lingua e delle labbra e apprende a parlare più lentamente e a usare frasi più brevi. Lo scarso controllo dei muscoli respiratori può obbligare il soggetto a interrompere una frase per respirare. Programmare la punteggiatura di una frase può aiutare. Può inoltre aiutare fare esercizi di respirazione, a volte attraverso l’uso di dispositivi portatili di assistenza, che aiutano a eliminare il muco dalle vie aeree.

Aprassia verbale

L’aprassia verbale è l’incapacità di produrre le unità sonore di base del linguaggio a causa di un’alterazione nell’attivazione, nella coordinazione o nel movimento sequenziale dei muscoli del linguaggio. L’aprassia verbale è spesso causata da lesione cerebrale, a seguito di ictus o trauma cranico.

Il terapista può intervenire con pattern sonori ripetuti o insegnare al soggetto l’uso della melodia naturale e il ritmo delle locuzioni più comuni. Ogni frase ha un ritmo e una melodia specifici che dipendono dall’umore dell’interlocutore. Ad esempio, l’espressione “Buongiorno! Come va?” ha una melodia e un ritmo diversi quando l’interlocutore si sente cordiale rispetto a quando ha meno voglia di socializzare. Il terapista incoraggia il soggetto con aprassia verbale a esagerare la melodia naturale e il ritmo delle frasi. A mano a mano che il paziente mostra progressi nell’espressione, l’esagerazione della melodia e del ritmo viene gradualmente ridotta.

Se l’aprassia è grave, il soggetto può imparare a usare una tavola di lettere e immagini o un dispositivo di comunicazione elettronica con tastiera e display per messaggi (stampato o su schermo).

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