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Terapia alimentare

Di

Denise Millstine

, MD, Mayo Clinic

Ultima revisione/verifica completa feb 2019| Ultima modifica dei contenuti feb 2019
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La terapia alimentare, una pratica su base biologica, utilizza regimi dietetici speciali (come la dieta macrobiotica, paleo, mediterranea e a basso contenuto di carboidrati) per

  • Trattare o prevenire una malattia specifica (come i tumori o le malattie cardiovascolari)

  • Promuovere il benessere generale

  • Disintossicare l’organismo (neutralizzando o eliminando le tossine dall’organismo)

Alcune diete (come la dieta mediterranea) sono ampiamente accettate e incoraggiate nella medicina tradizionale occidentale.

Quando si inizia una dieta terapeutica che implica un modo radicalmente diverso di alimentarsi, è necessario che i soggetti richiedano i consigli di un esperto in modo da evitare carenze nutrizionali. La scienza alimentare e la sua comprensione sono in costante evoluzione e devono essere frequentemente riesaminate con un operatore sanitario o un nutrizionista.

Dieta macrobiotica

La dieta macrobiotica consiste in gran parte di verdura, cereali integrali, frutta e cereali. Alcuni soggetti che seguono una dieta macrobiotica hanno riferito miglioramenti dei tumori e dei relativi sintomi, tuttavia alcuni studi ben progettati non lo hanno dimostrato.

I rischi della dieta macrobiotica comprendono il calo di peso involontario e talvolta un apporto inadeguato di determinati nutrienti.

Dieta paleo

La dieta paleo consiste nel consumo di alimenti che si presuppone venissero consumati nel passato remoto nel corso del Paleolitico (Età della pietra) quando il cibo veniva cacciato o raccolto. Ciò significa che è composto da cibi di origine animale e da piante selvatiche. La dieta, pertanto, prevede:

  • Un maggior consumo di proteine

  • Un minor consumo di carboidrati e, quando consumati, vengono ingerite prevalentemente frutta e verdura fresche povere di amidi

  • Un maggior consumo di fibre

  • Spesso, un maggior consumo di grassi, in particolare grassi monoinsaturi e polinsaturi

Vengono invece evitati gli alimenti che si ritiene non fossero reperibili durante il Paleolitico (come latticini, cereali, legumi, oli elaborati, zucchero raffinato, sale e caffè). I difensori affermano che la gente non è in grado di elaborare (metabolizzare) molti di questi cibi. Le conoscenze relative a ciò che veniva mangiato nel Paleolitico, tuttavia, sono limitate, e alcune evidenze indicano che in epoca paleolitica la dieta non era limitata come la moderna dieta paleo.

I difensori della dieta paleo affermano che essa riduce il rischio di coronaropatie, diabete di tipo 2 e molte condizioni croniche. Inoltre, affermano che favorisce la perdita di peso, migliora le prestazioni atletiche, favorisce il sonno e migliora la funzione mentale. Tuttavia, le evidenze sul fatto che questa dieta abbia alcuno di questi effetti restano incoerenti.

I rischi della dieta paleo comprendono un introito inadeguato di determinati nutrienti (dovuto alla riduzione del consumo di cereali integrali e latticini) e, potenzialmente, un aumento del rischio di coronaropatia (dovuto all’aumento del consumo di grassi e proteine).

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