Terapia alimentare

DiAbhinav Singla, MD, Mayo Clinic
Reviewed ByMichael R. Wasserman, MD, California Association of Long Term Care Medicine (CALTCM)
Revisionato/Rivisto Modificata ott 2025
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La terapia alimentare, una pratica su base biologica, utilizza regimi alimentari specializzati (come la dieta macrobiotica, paleo, mediterranea e a basso contenuto di carboidrati) per

  • Trattare o prevenire una malattia specifica (come i tumori o le malattie cardiovascolari)

  • Promuovere il benessere generale

  • Disintossicare l’organismo (neutralizzando o eliminando le tossine dall’organismo)

Alcune diete (come la dieta mediterranea) sono ampiamente accettate e incoraggiate nella medicina tradizionale occidentale.

Quando si inizia una dieta terapeutica che implica un modo radicalmente diverso di alimentarsi, è necessario che i soggetti richiedano i consigli di un esperto in modo da evitare carenze nutrizionali. La scienza alimentare e la sua comprensione sono in costante evoluzione e devono essere frequentemente riesaminate con un operatore sanitario o un nutrizionista.

Digiuno intermittente

Esistono varie forme di digiuno intermittente, tra cui limitare il consumo di cibo a determinati orari della giornata (solitamente meno di 10 ore, spesso chiamata alimentazione a tempo limitato) o digiunare per un giorno o più a lungo (ad es. digiuno a giorni alterni). Il digiuno intermittente fa sì che dall’utilizzo del glucosio immagazzinato nel fegato si passi all’utilizzo dei chetoni immagazzinati nei grassi. Negli studi condotti sugli animali ha dimostrato di avere effetti metabolici positivi (ad es. aumento della sensibilità all’insulina, possibilmente maggiore durata della vita). I benefici per la salute negli esseri umani includono una riduzione del peso corporeo e della circonferenza addominale rispetto a nessun intervento alimentare, sebbene l’efficacia a lungo termine sia incerta. Resta inoltre da chiarire se il digiuno intermittente sia più efficace della restrizione calorica in generale. Un problema della perdita di peso ottenuta mediante il digiuno è la perdita concomitante di massa corporea magra assieme alla massa grassa; il contributo ai benefici metabolici della perdita di massa grassa possono infatti essere inficiati dagli effetti negativi sulla salute della perdita di massa muscolare.

Dieta chetogenica

La dieta chetogenica, simile alla dieta paleo, prevede cibi ad altissimo contenuto di grassi e quantità molto basse di carboidrati. Intende indurre chetosi, uno stato nel quale come fonte di energia viene bruciato il grasso, con conseguente perdita di peso. La dieta chetogenica ha dimostrato di sopprimere la fame, determinando una perdita di peso, una riduzione della circonferenza addominale, dei trigliceridi, dell’emoglobina A1C e della glicemia.

Gli alimenti tipici della dieta chetogenica includono avocado, oli, frutta a guscio, pesce grasso, uova, manzo, pollo, verdure, formaggio, burro e panna. La dieta limitata non risulta sempre gradevole e l’aderenza è un problema.

I rischi includono sintomi gastrointestinali come stipsi, nausea, vomito e diarrea. Chi la segue può lamentare la cosiddetta “influenza chetogenica”, caratterizzata da cefalea, affaticamento, irritabilità, difficoltà a dormire e nausea. Altri rischi includono squilibrio biochimico (livelli elevati di lipidi, calcio e proteine), calcoli renali, danno epatico e anemia.

Dieta macrobiotica

La dieta macrobiotica consiste in gran parte di verdura, cereali integrali, frutta e cereali. Alcuni persone che seguono una dieta macrobiotica hanno riferito miglioramenti dei tumori e dei relativi sintomi, affermazione che tuttavia non è stata confermata in studi di ricerca ben progettati.

I rischi della dieta macrobiotica comprendono il calo di peso involontario e talvolta un apporto inadeguato di determinati nutrienti.

Dieta Ornish

Questa dieta vegetariana a bassissimo contenuto di grassi intende aiutare a eliminare le ostruzioni arteriose che causano coronaropatia e può aiutare a prevenire o rallentare la progressione del cancro alla prostata e di altri tumori. È incentrata su alimenti di origine vegetale e sull’eliminazione di grassi, carboidrati raffinati e proteine animali. Nell’ambito di un programma di stile di vita intensivo per partecipanti con coronaropatia sintomatica, la dieta Ornish è efficace. Tuttavia non è chiaro quali siano i benefici derivanti dalle specifiche restrizioni alimentari della dieta. Benefici simili possono essere ottenuti con altre diete che limitano i grassi meno sani e i carboidrati raffinati, ma non limitano i grassi più sani (ad es. l‘olio d’oliva).

Dieta paleo

La dieta paleo consiste nel consumo di alimenti che si presuppone venissero consumati nel passato remoto nel corso del Paleolitico (Età della pietra), quando il cibo veniva cacciato o raccolto. Ciò significa che è composto da cibi di origine animale e da piante selvatiche. La dieta, pertanto, prevede:

  • Un maggior consumo di proteine

  • Un minor consumo di carboidrati e consumo prevalentemente di frutta e verdura fresche prive di amidi

  • Un maggior consumo di fibre

  • Spesso, un maggior consumo di grassi, in particolare grassi monoinsaturi e polinsaturi

Vengono invece evitati gli alimenti che si ritiene non fossero reperibili durante il Paleolitico (come latticini, cereali, legumi, oli elaborati, zucchero raffinato, sale e caffè). I difensori affermano che la gente non è in grado di elaborare (metabolizzare) molti di questi cibi. Le conoscenze relative a ciò che veniva mangiato nel Paleolitico, tuttavia, sono limitate, e alcune evidenze indicano che in epoca paleolitica l’alimentazione non fosse limitata come la moderna dieta paleo.

I sostenitori della dieta paleo affermano che riduce il rischio di coronaropatia, diabete di tipo 2 e molte malattie croniche. Inoltre, affermano che favorisce la perdita di peso, migliora le prestazioni atletiche, favorisce il sonno e migliora la funzione mentale. Tuttavia, le evidenze sul fatto che questa dieta abbia alcuno di questi effetti restano incoerenti.

I rischi della dieta paleo comprendono un apporto inadeguato di certi nutrienti (dovuto alla riduzione del consumo di cereali integrali e latticini) e un possibile aumento del rischio di coronaropatia (dovuto al maggior consumo di grassi e proteine).

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