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Cancro metastatico al fegato

Di

Danielle Tholey

, MD, Thomas Jefferson University Hospital

Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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Le metastasi epatiche sono frequenti in molti tipi di cancro, in particolare quelli del tratto gastrointestinale, della mammella, del polmone e del pancreas. I primi sintomi della metastasi sono generalmente aspecifici (p. es., perdita di peso, dolore al quadrante superiore destro); talvolta i primi sintomi sono quelli del tumore primario. Le metastasi epatiche sono sospettate nei pazienti con perdita di peso ed epatomegalia o con tumori primitivi tendenti alla diffusione epatica. La diagnosi è in genere sostenuta da una tecnica di imaging, il più delle volte l'ecografia, la TC spirale con mezzo di contrasto, o la RM con mezzo di contrasto. Il trattamento di solito è la chemioterapia palliativa.

Il cancro epatico metastatico è più diffuso del tumore primitivo del fegato ed è a volte il sintomo iniziale di un tumore presente nel tubo gastrointestinale, nella mammella, nei polmoni o nel pancreas.

Sintomatologia

Le metastasi del fegato possono essere inizialmente asintomatiche. Spesso si sviluppano prima le manifestazioni aspecifiche del cancro (p. es., la perdita di peso, l'anoressia, la febbre). Il fegato può essere ingrandito, duro, o dolente; un'epatomegalia massiva con noduli facilmente palpabili indica uno stadio avanzato di malattia. Un soffio vascolare e un dolore simil-pleuritico con un corrispondente rumore di sfregamento non sono comuni, ma sono segni caratteristici. A volte è presente una splenomegalia, soprattutto quando il carcinoma primitivo è del pancreas. La concomitante disseminazione peritoneale del tumore può causare ascite, ma l'ittero è in genere assente o lieve a meno che il tumore non determini un'ostruzione biliare.

Negli stadi terminali, il progressivo aumento dell'ittero e l'encefalopatia epatica indicano l'exitus imminente.

Diagnosi

  • Ecografia, TC con mezzo di contrasto o RM con mezzo di contrasto

  • Talvolta biopsia

Le metastasi epatiche sono sospettate nei pazienti con perdita di peso ed epatomegalia o con tumori primitivi tendenti alla diffusione epatica. Se si sospettano metastasi, si eseguono spesso gli esami di funzionalità epatica, ma i risultati non sono specifici per la diagnosi. La fosfatasi alcalina, la gamma-glutamil transpeptidasi e a volte la lattato deidrogenasi (LDH) sono gli indici di funzionalità epatica che tipicamente aumentano per primi e in misura maggiore, rispetto agli altri; i livelli di aminotransferasi variano. Le metodiche di imaging hanno buone sensibilità e specificità. L'ecografia è solitamente utile, ma la TC con mezzo di contrasto o la RM con mezzo di contrasto permettono la stadiazione precisa.

La biopsia epatica guidata dall'imaging permette la diagnosi definitiva e viene eseguita se gli altri esami sono equivoci o se il dato istologico (p. es., tipo cellulare della metastasi epatica) può aiutare a determinare un piano di trattamento.

Trattamento

  • Talvolta, resezione chirurgica

  • Talvolta chemioterapia sistemica; talvolta chemioterapia intrarteriosa epatica

  • Di tanto in tanto, radioterapia per la palliazione

Il trattamento dipende dall'estensione delle metastasi.

Nelle metastasi solitarie o di basso numero del cancro colorettale, la resezione chirurgica può prolungare la sopravvivenza.

A seconda delle caratteristiche del tumore primitivo, la chemioterapia sistemica può ridurre le dimensioni del tumore e prolungare la vita, ma non è risolutiva; la chemioterapia somministrata attraverso l'arteria epatica a volte ottiene lo stesso risultato con meno effetti avversi e di minore entità.

La radioterapia del fegato può occasionalmente alleviare un grave dolore dovuto alle metastasi in fase avanzata, ma non migliora la sopravvivenza. La malattia estesa è fatale e viene trattata al meglio con la palliazione per il paziente e con il supporto psicologico per la famiglia (vedi Paziente terminale).

Neoplasie ematologiche e fegato

Il fegato è comunemente coinvolto nella leucemia avanzata e nei disturbi del sangue correlati. La biopsia epatica non è necessaria. Nel linfoma epatico, specialmente nel linfoma di Hodgkin, la gravità dell'interessamento epatico determina la stadiazione e la terapia, ma può essere di difficile valutazione. L'epatomegalia e l'alterazione degli esami di funzionalità epatica possono rispecchiare una reazione sistemica al linfoma di Hodgkin piuttosto che l'interessamento epatico, e la biopsia spesso mostra infiltrati mononucleari focali o granulomi aspecifici e di incerto significato. Il trattamento è diretto al cancro ematologico.

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