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Cisti della ghiandola di Bartolini

(Cisti della ghiandola di Bartolini)

Di

Charlie C. Kilpatrick

, MD, MEd, Baylor College of Medicine

Ultima modifica dei contenuti mag 2019
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Le cisti della ghiandola di Bartolini contengono muco e si localizzano su entrambi i lati dell'orifizio vaginale. Esse rappresentano le formazioni cistiche vulvari più frequenti e voluminose. La sintomatologia delle cisti più voluminose comprende irritazione vulvare, dispareunia, dolore durante la deambulazione e asimmetria vulvare. Le cisti di Bartolini possono formare ascessi, molto dolorosi e di colorito rossastro. La diagnosi viene effettuata sulla base dell'esame obiettivo. Le grosse cisti e gli ascessi richiedono il drenaggio con o senza resezione; gli ascessi richiedono la terapia antibiotica.

Le ghiandole di Bartolini sono tondeggianti, molto piccole, non palpabili, e localizzate profondamente nella porzione posterolaterale dell'orifizio vaginale. L'ostruzione del dotto di Bartolini causa l'ingrossamento della ghiandola a causa del ristagno di muco e la formazione di una cisti. La causa dell'ostruzione è di solito sconosciuta. Raramente le cisti derivano da una malattia trasmessa per via sessuale (p. es., gonorrea).

Le cisti della ghiandola di Bartolini si sviluppano in circa il 2% delle donne, solitamente tra i 20-30 anni. Con il progredire dell'età, le cisti di Bartolini si sviluppano con minore probabilità.

Una cisti può infettarsi e formare un ascesso. Lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina sta diventando sempre più comune in tali infezioni (e in altre infezioni vulvari).

I tumori della vulva raramente originano nelle ghiandole di Bartolini.

Sintomatologia

Frequentemente le cisti della ghiandola di Bartolini sono asintomatiche; tuttavia, le cisti di maggiori dimensioni possono provocare fastidio, soprattutto durante la deambulazione e il rapporto sessuale. La maggior parte delle cisti non presenta dolorabilità, è monolaterale e palpabile in prossimità dell'orifizio vaginale. Le cisti distendono le grandi labbra del lato interessato, e causano asimmetria vulvare.

Può svilupparsi una cellulite con eritema localizzato e dolorabilità. Gli ascessi provocano intenso dolore vulvare, talvolta accompagnato da febbre; esse sono inoltre dolenti e caratteristicamente eritematose. Può associarsi la presenza di secrezione vaginale. Possono coesistere malattie a trasmissione sessuale.

Diagnosi

  • Valutazione clinica

La diagnosi delle cisti della ghiandola di Bartolini è solitamente effettuata tramite esame obiettivo. In presenza di secrezione vaginale, un campione della stessa può essere testato per la presenza di una malattia a trasmissione sessuale. Devono essere posti in coltura ascessi fluidi.

Nelle donne > 40 anni, alcuni esperti raccomandano la biopsia per escludere il cancro vulvare.

Trattamento

  • Semicupi per sintomi lievi

  • Il trattamento è chirurgico in presenza di sintomi più gravi e per tutte le cisti in donne > 40 anni

Nelle donne < 40 anni, le cisti asintomatiche non richiedono trattamento. I sintomi lievi possono regredire utilizzando i semicupi. Altrimenti, le cisti sintomatiche possono richiedere la terapia chirurgica.

Anche gli ascessi richiedono la chirurgia. Poiché spesso le cisti recidivano dopo semplice drenaggio, l'intervento chirurgico mira a produrre una comunicazione permanente tra dotto escretore ed esterno. Generalmente si effettua uno dei seguenti interventi:

  • Inserimento del catetere: un piccolo catetere munito di palloncino può essere inserito, gonfiato, e lasciato nella cisti da 4 a 6 settimane; questa procedura stimola la fibrosi e provoca l'apertura permanente.

  • Marsupializzazione: i bordi della cisti vengono estroflessi e suturati all'esterno.

Tuttavia, le cisti ricorrenti possono richiedere l'escissione.

Nelle donne > 40 anni, le cisti di recente formazione sarebbero da sottoporre a biopsia chirurgica (per escludere il cancro vulvare) o andrebbero rimosse. Le cisti che sono presenti da anni e non sono cambiate nell'aspetto non richiedono la biopsia o la rimozione chirurgica a meno che non siano presenti sintomi.

Gli ascessi sono a volte anch'essi trattati con regimi antibiotici per via orale che coprono S. aureus resistente alla meticillina (p. es., trimetoprim 160 mg/sulfametossazolo 800 mg 2 volte/die o amoxicillina/clavulanato 875 mg per via orale 2 volte/die per 1 settimana) più clindamicina (300 mg per via orale 4 volte/die per 1 settimana). Gli antibiotici orali si devono usare quando è presente anche la cellulite; gli antibiotici devono essere scelti sulla base dell'antibiogramma locale. Il ricovero ospedaliero per antibiotici EV si deve prendere fortemente in considerazione se i pazienti hanno un diabete mellito scarsamente controllato o sono immunocompromessi.

Punti chiave

  • Per la maggior parte delle cisti della ghiandola del bartolini, la causa di ostruzione duttale è sconosciuta; raramente, le cisti derivano da una malattia a trasmissione sessuale.

  • Le cisti possono infettarsi, spesso con S. aureus resistente alla meticillina, e formare un ascesso.

  • Nelle donne > 40 anni, effettuare la biopsia su cisti sviluppate recentemente per escludere il cancro vulvare o rimuoverle.

  • Se le cisti causano sintomi fastidiosi, trattarle chirurgicamente (p. es., con l'inserimento del catetere, marsupializzazione, e/o escissione).

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