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Scialoadenite

Di

Clarence T. Sasaki

, MD, Yale University School of Medicine

Ultima modifica dei contenuti set 2019
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La scialoadenite è l'infiammazione di una ghiandola salivare, solitamente dovuta a un calcolo ostruttivo o a iposecrezione ghiandolare. I sintomi sono costituiti da tumefazione, dolore, arrossamento e dolorabilità. La diagnosi è clinica. TC, ecografia e RM possono aiutare a identificare la causa. Il trattamento si basa sulla terapia antibiotica.

Eziologia

La scialoadenite insorge generalmente in seguito a iposecrezione oppure ostruzione del dotto, ma può svilupparsi senza una causa evidente. Le ghiandole salivari maggiori sono le ghiandole parotidi, sottomandibolari e sublinguali.

La scialoadenite è più frequente nella ghiandola parotide e si verifica in genere in

Il microrganismo più frequentemente responsabile è lo Staphylococcus aureus; altri sono streptococchi, coliformi, e vari batteri anaerobi.

L'infiammazione della ghiandola parotide può anche svilupparsi nei pazienti che hanno avuto una radioterapia alla cavità orale o con iodio radioattivo per cancro alla tiroide (1, 2, 3). Sebbene talvolta descritta come scialoadenite, questa infiammazione è raramente un'infezione batterica, in particolare in assenza di febbre.

Riferimenti relativi all'eziologia

  • 1. Erkul E, Gillespie MB: Sialendoscopy for non-stone disorders: the current evidence. Laryngoscope Investig Otolaryngol 1(5):140-145, 2016. doi: 10.1002/lio2.33.

  • 2. An YS, Yoon JK, Lee SJ, et al: Symptomatic late-onset sialadenitis after radioiodine therapy in thyroid cancer. Ann Nucl Med 27(4):386-91, 2013. doi: 10.1007/s12149-013-0697-5.

  • 3. Kim YM, Choi JS, Hong SB, et al: Salivary gland function after sialendoscopy for treatment of chronic radioiodine-induced sialadenitis. Head Neck 38(1):51-8, 2016. doi: 10.1002/hed.23844.

Sintomatologia

Si sviluppano febbre, brividi, dolore e tumefazione monolaterale. La ghiandola è dura e diffusamente dolente, con eritema e edema della cute soprastante. Comprimendo la ghiandola affetta spesso può fuoriuscire del pus che va sottoposto a esame colturale. Una dilatazione focale può indicare un ascesso.

Diagnosi

  • TC, ecografia o RM

TC, ecografia e RM possono confermare una scialoadenite o un ascesso che non è evidente clinicamente, sebbene la RM possa non riconoscere un calcolo ostruente. Se il pus può essere espulso dal condotto della ghiandola colpita, viene inviato per colorazione di Gram e coltura.

Trattamento

  • Antibiotici antistafilococcici

  • Misure locali (p. es., scialagoghi, impacchi caldi)

Il trattamento iniziale prevede antibiotici attivi contro l'S. aureus (p. es., dicloxacillina, 250 mg per via orale 4 volte/die, una cefalosporina di 1a generazione oppure la clindamicina), modificati secondo i risultati degli esami colturali. Con l'incremento della prevalenza di S. aureus meticillino-resistenti, specie tra gli anziani che vivono in strutture assistenziali, è spesso necessaria la vancomicina. I collutori di clorexidina 0,12% 3 volte/die ridurranno la carica batterica nella cavità orale e promuoveranno l'igiene orale.

Sono anche importanti idratazione, agenti scialagoghi (p. es., succo di limone, caramelle dure o altre sostanze che stimolino il flusso salivare), impacchi caldi, massaggio ghiandolare e una buona igiene orale. Gli ascessi richiedono il drenaggio.

Occasionalmente, è indicata una parotidectomia superficiale o l'escissione della ghiandola sottomandibolare per i pazienti con scialoadenite cronica o recidivante.

Altre infezioni delle ghiandole salivari

I pazienti con infezione da HIV spesso presentano una tumefazione parotidea conseguente a una o più cisti linfoepiteliali.

La malattia da graffio di gatto causata da infezione da Bartonella spesso invade i linfonodi periparotidei e può infettare le ghiandole parotidi con diffusione per contiguità. Benché la malattia da graffio di gatto abbia un decorso autolimitante, spesso si fornisce una terapia antibiotica, incisione e drenaggio sono necessari se si sviluppa un ascesso.

Infezioni da micobatteri atipici nelle tonsille o nei denti possono diffondersi per contiguità alle ghiandole salivari maggiori. Il test alla tubercolina può essere negativo e la diagnosi può richiedere una biopsia e una coltura tissutale alla ricerca di batteri acidoresistenti. Le raccomandazioni terapeutiche sono controverse. Le opzioni comprendono sbrigliamento chirurgico, escissione completa del tessuto infetto ed uso di terapia farmacologia antitubercolare (raramente necessaria).

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