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Epatite E

Di

Sonal Kumar

, MD, MPH, Weill Cornell Medical College

Ultima revisione/verifica completa ott 2019| Ultima modifica dei contenuti ott 2019
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L’epatite E è una infiammazione del fegato causata dal virus dell’epatite E.

  • Generalmente si diffonde quando un soggetto ingerisce qualcosa che è stato contaminato dalle feci di una persona infetta.

  • L’epatite E causa i sintomi tipici dell’epatite virale, tra cui inappetenza, sensazione di malessere generale e ittero.

  • La diagnosi di epatite E si basa sugli esami del sangue.

  • Non esiste un trattamento specifico per l’epatite E, ma la maggior parte dei soggetti guarisce completamente.

Solitamente l’epatite E non cronicizza, ma può cronicizzare in soggetti con compromissione del sistema immunitario, come ad esempio soggetti con infezione da HIV oppure soggetti che assumono farmaci immunosoppressori, come i farmaci chemioterapici.

Trasmissione dell’epatite E

L’epatite E si diffonde principalmente attraverso l’ingestione di qualcosa contaminato dalle feci di una persona infetta (detta via oro-fecale).

Talvolta, l’epatite E causa epidemie, di solito associate ad acqua contaminata da feci. Si sono registrate epidemie soltanto in Cina, India, Messico, Perù, Russia, Pakistan e parti dell’Africa centrale e settentrionale, ma non negli Stati Uniti o nell’Europa occidentale. Nei Paesi sviluppati, la maggior parte dei casi si manifesta in soggetti di ritorno da un viaggio in un Paese con condizioni igienico-sanitarie scarse e un accesso limitato ad acqua sicura.

Sintomi

I soggetti con epatite E presentano i sintomi tipici dell’epatite acuta. Questi sintomi includono

  • Perdita dell’appetito

  • Sensazione diffusa di malattia (malessere)

  • Nausea e vomito

  • Febbre

  • Dolore addominale

  • Ittero (pigmentazione giallastra della cute e delle sclere degli occhi)

L’ittero compare perché il fegato danneggiato non è in grado di rimuovere la bilirubina dal sangue come accade in condizioni normali. La bilirubina tende ad accumularsi nel sangue e si deposita nella cute, causando prurito. La bilirubina è un pigmento giallo prodotto di scarto della normale degradazione dei globuli rossi.

L’epatite E può causare gravi sintomi, soprattutto in gravidanza.

Diagnosi

  • Esami del sangue

La presenza di epatite viene sospettata sulla base dei sintomi tipici come l’ittero.

Le analisi per l’epatite in genere iniziano con esami del sangue per valutare il grado di funzionalità epatica e l’eventuale presenza di danni al fegato (test epatici). I test epatici misurano i livelli degli enzimi epatici e di altre sostanze prodotte dal fegato. Questi test possono contribuire a determinare la gravità del danno epatico.

Se i test suggeriscono la presenza di epatite, i medici eseguono altri esami del sangue per verificare la presenza di virus dell’epatite. Questi esami del sangue possono identificare parti di virus specifici (antigeni), anticorpi specifici prodotti dall’organismo per combattere il virus e, talvolta, il materiale genetico (DNA o RNA) del virus.

I medici non eseguono di routine il test per l’epatite E. Tuttavia, se disponibile, viene eseguito un esame del sangue per rilevare gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario di un soggetto in risposta al virus dell’epatite E in presenza di entrambe le seguenti condizioni:

  • I test non rilevano la presenza di epatite A, B, o C, ma il soggetto ha manifestazioni tipiche dell’epatite virale.

  • Il soggetto si è recato di recente in una zona in cui l’epatite E è comune.

Prevenzione

Una buona pulizia e igiene personale possono contribuire a prevenire l’epatite E. I soggetti che si recano in Paesi in via di sviluppo possono ridurre il rischio d’infezione evitando di bere acqua non depurata. La bollitura e la clorazione dell’acqua inattivano il virus dell’epatite E.

Un nuovo vaccino è disponibile, ma non negli Stati Uniti bensì in Cina, dove l’epatite E è più diffusa.

Trattamento

  • Misure generali

  • Talvolta, ribavirina

I soggetti con epatite E non devono consumare alcol per evitare di danneggiare ulteriormente il fegato. Non è necessario evitare determinati alimenti né limitare l’attività fisica.

Non esiste un trattamento specifico per l’epatite E.

L’eventuale prurito può essere alleviato assumendo colestiramina per via orale.

La ribavirina (un farmaco antivirale) può rappresentare un trattamento efficace per l’epatite E cronica, ma sono necessari ulteriori studi.

La maggior parte dei soggetti può tornare tranquillamente a lavorare una volta risolto l’ittero.

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