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Lacerazioni della palpebra e del bulbo oculare

Di

Ann P. Murchison

, MD, MPH, Wills Eye Emergency Department, Wills Eye Hospital

Ultima revisione/verifica completa ago 2019| Ultima modifica dei contenuti ago 2019
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La maggior parte delle ferite (lacerazioni) dell’occhio interessa più le palpebre che il bulbo oculare.

Lacerazione delle palpebre

Se la cute perioculare o palpebrale è stata lesionata, può essere necessaria l’applicazione di una sutura. Se possibile, i punti di sutura in prossimità del bordo palpebrale devono essere applicati da un oftalmologo (un medico specializzato nella valutazione e nel trattamento, chirurgico e non, delle patologie dell’occhio) per evitare che si sviluppino deformità in grado di compromettere il modo in cui le palpebre si chiudono e si muovono sopra la cornea (la parte frontale dell’occhio). Una lesione che impedisce alle palpebre di restare aperte, che interessa l’intero spessore della palpebra o i dotti lacrimali (i dotti che trasportano le lacrime fuori dall’occhio) deve essere riparata da un oftalmologo. I dotti lacrimali si trovano in entrambe le palpebre, superiore e inferiore, accanto al naso.

Lacerazione del bulbo oculare

Tra le lacerazioni che interessano il bulbo oculare, molte sono superficiali. Tuttavia, alcune penetrano nella parte bianca dell’occhio (sclera) o nella membrana convessa trasparente che ricopre la superficie dell’occhio (cornea), giungendo fino all’interno dell’occhio. Ferite di questo tipo sono definite rottura del bulbo oculare, che può altresì essere interessato da ferite da impatto, Nella maggior parte delle persone che presentano una rottura del bulbo oculare la visione è ridotta. Spesso l’occhio risulta evidentemente distorto, e la pupilla assume una forma a goccia. Talvolta si possono verificare perdite di liquido dall’occhio. A volte, un eccessivo sanguinamento sotto la congiuntiva (la sottile membrana mucosa che ricopre la cornea) è un sintomo della rottura del bulbo oculare.

Le lacerazioni del bulbo oculare possono seriamente danneggiare le strutture necessarie per la vista e rendere più probabile una sua infezione (endoftalmite).

Diagnosi

  • Valutazione di un oftalmologo

  • Tomografia computerizzata (TC)

Una lacerazione del bulbo oculare necessita di una valutazione immediata da parte di un oftalmologo (un medico specializzato nella valutazione e nel trattamento, chirurgico e non, delle patologie dell’occhio). La TC viene eseguita per confermare la diagnosi e capire se all’interno dell’occhio sia presente eventuale materiale estraneo o vi siano altri danni attorno all’occhio.

Prognosi

Una grave lacerazione del bulbo oculare può causare una totale o parziale perdita della vista, perfino dopo ogni possibile trattamento chirurgico. Molto raramente, dopo una grave lacerazione del bulbo oculare (o un intervento chirurgico a un occhio), l’occhio controlaterale può presentare un’infiammazione (oftalmia simpatica) che può comportare la perdita parziale della visione o persino la cecità se non trattata. Spesso, questa reazione si può trattare in modo efficace con un collirio a base di corticosteroidi. Un occhio danneggiato in modo irreversibile con assenza di visione può venire asportato per impedire l’oftalmia simpatica.

Trattamento

  • Intervento chirurgico

La riparazione chirurgica è spesso necessaria per le lacerazioni del bulbo oculare, a eccezione di alcune lesioni che interessano solo un’area limitata della sottile membrana che ricopre la cornea (congiuntiva). Anche prima dell’intervento chirurgico, vengono somministrati antibiotici in vena (per via endovenosa) per ridurre la possibilità di infezione all’interno dell’occhio. Si devono evitare le pomate.

Viene applicata una protezione sull’occhio (un prodotto in commercio oppure il fondo di un bicchiere di carta) onde evitare una pressione involontaria che potrebbe spingere il contenuto dell’occhio attraverso la lacerazione. Se un eventuale corpo estraneo sporge dal bulbo oculare o dai tessuti che lo circondano, deve essere lasciato in sede fino alla valutazione dell’oftalmologo.

Gli analgesici vengono somministrati per via endovenosa o, se non è necessario l’intervento chirurgico, per via orale. In caso di necessità, il vomito si può controllare con farmaci che alleviano la nausea. Appena possibile, si somministra una vaccinazione antitetanica.

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