La paracoccidioidomicosi è un’infezione causata dal micete Paracoccidioides brasiliensis.
L’infezione di solito si sviluppa dopo l’inalazione delle spore prodotte dal micete.
Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica, ma se i sintomi si manifestano di solito esordiscono anni dopo l’inalazione delle spore del micete.
La paracoccidioidomicosi di solito provoca tosse, febbre, respiro affannoso e difficoltà respiratorie, ma può dar luogo a ulcere cutanee e in bocca, edema linfonodale e talora dolore addominale.
I medici formulano la diagnosi attraverso l’identificazione del micete nei campioni di tessuto.
Di norma, la paracoccidioidomicosi viene trattata con il farmaco antimicotico itraconazolo e talvolta con altri farmaci.
(Vedere anche Panoramica sulle infezioni micotiche)
La paracoccidioidomicosi è causata dall’inalazione delle spore del micete. Le spore sono state riscontrate nel terreno solo in alcune parti dell’America centrale e meridionale. La paracoccidioidomicosi si osserva più spesso negli uomini di età compresa tra i 40 e i 50 anni, in particolare nei lavoratori agricoli delle aree rurali del Brasile.
La paracoccidioidomicosi solitamente interessa i polmoni, la pelle, la bocca, la gola i e linfonodi e talvolta interessa il fegato o la milza.
Generalmente la paracoccidioidomicosi colpisce persone con un sistema immunitario sano. Tuttavia, a volte si osserva in persone con un sistema immunitario indebolito a causa di un’altra malattia o dell’uso di farmaci che sopprimono il sistema immunitario, come gli steroidi (chiamati talvolta anche glucocorticoidi o corticosteroidi).
Sintomi della paracoccidioidomicosi
Nella maggior parte dei casi, l’inalazione delle spore produce un’infezione asintomatica.
I sintomi, se si manifestano, di solito insorgono da mesi ad anni dopo l’esposizione iniziale. A volte i sintomi perdurano a lungo, ma l’infezione è raramente fatale.
I sintomi sono simili a quelli della polmonite. Sono presenti tosse, febbre, respiro affannoso e difficoltà respiratoria. Questi sintomi possono risolversi spontaneamente.
L’infezione può diffondersi dai polmoni ad altre parti del corpo.
Possono svilupparsi ulcere dolenti nella bocca e sulla pelle, il più delle volte sul viso, soprattutto intorno al naso e alla bocca, compresi lingua, gola e gengive.
I linfonodi infetti si gonfiano e possono drenare pus attraverso orifizi creati nella pelle, ma provocano poco dolore. I linfonodi più frequentemente colpiti sono quelli cervicali e ascellari.
Il fegato e la milza possono ingrossarsi, come pure i linfonodi addominali, causando talvolta dolore addominale.
Alcuni persone con paracoccidioidomicosi sviluppano una malattia polmonare cronica che provoca cicatrizzazione (fibrosi), vesciche e danno polmonare diffuso (enfisema).
Quando colpisce persone al di sotto dei 30 anni oppure persone con infezione da HIV in stadio avanzato (chiamata anche AIDS) la paracoccidioidomicosi è più aggressiva. Si diffonde notevolmente, anche al midollo osseo e ad altri organi. Si manifestano febbre e perdita di peso, Linfonodi, fegato e milza si ingrossano.
Diagnosi della paracoccidioidomicosi
Esame e coltura di un campione di tessuto infetto
Esami del sangue
Si sospetta la paracoccidioidomicosi sulla base dei sintomi e dei riscontri all’esame obiettivo.
Per diagnosticare la paracoccidioidomicosi, il medico preleva campioni di tessuto per l’esame al microscopio e la coltura.
Per facilitare la diagnosi della paracoccidioidomicosi possono anche essere eseguiti esami del sangue.
Trattamento della paracoccidioidomicosi
Itraconazolo
Il farmaco antimicotico itraconazolo, somministrato per via orale, è il trattamento di prima scelta per la paracoccidioidomicosi.
Anche l’amfotericina B, un altro farmaco antimicotico, è efficace ed è spesso utilizzata nei casi molto gravi.
Sulfametoxazolo/trimetoprim è un antibiotico. Può interrompere la crescita di Paracoccidioides e aiutare a guarire alcune ulcere. Questo farmaco può dover essere assunto per lunghi periodi di tempo.
