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Trapianto dell’intestino tenue

Di

Martin Hertl

, MD, PhD, Rush University Medical Center

Ultima revisione/verifica completa giu 2020| Ultima modifica dei contenuti giu 2020
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Il trapianto dell’intestino tenue consiste nell’asportazione dell’intestino tenue da un soggetto deceduto recentemente e nel suo successivo trasferimento, talvolta insieme ad altri organi, in un soggetto che non riceve un quantitativo sufficiente di sostanze nutritive a causa di una malattia dell’intestino tenue.

Il trapianto di intestino tenue può essere eseguito quando un soggetto non è in grado di assorbire un quantitativo sufficiente di sostanze nutritive perché:

Attualmente i trapianti di intestino tenue vengono eseguiti meno frequentemente, in quanto la disponibilità di nuovi trattamenti e tecniche ne ha ridotto la necessità.

Dopo 3 anni, oltre il 50% dei trapianti di intestino tenue è ancora funzionante e il 65% circa dei riceventi di un trapianto intestinale è ancora in vita.

Procedura

L’intestino tenue può essere trapiantato da solo o assieme ad altri organi: fegato, stomaco e/o pancreas. Queste procedure possono essere molto complicate.

Il chirurgo rimuove la parte malata dell’intestino tenue del ricevente e la sostituisce con un pezzo di intestino tenue sano proveniente dal donatore. Quindi si esegue il collegamento dei vasi sanguigni del ricevente al trapianto e dell’intestino del donatore a quello del ricevente.

Una parte dell’intestino tenue trapiantato viene collegata a un’apertura nella pelle della parete addominale, denominata ileostomia. Tale apertura consente ai medici di monitorare il funzionamento del trapianto e verificare la presenza di problemi. Di solito, dopo un certo periodo di tempo l’apertura può venire chiusa. Mentre l’ileostomia è presente, le sostanze di rifiuto dell’organismo vengono eliminate attraverso di essa e si raccolgono in una sacca.

Complicanze

Rigetto

In circa il 30-50% delle persone, nell’anno successivo al trapianto di intestino tenue si verifica almeno un episodio di rigetto. I sintomi includono diarrea, febbre e crampi addominali.

Dopo il trapianto, viene controllato l’intestino mediante una sonda a fibre ottiche (endoscopio) per individuare segni di rigetto. Questo esame viene eseguito di frequente, anche una volta alla settimana, all’inizio. L’esame quindi viene eseguito a intervalli di alcune settimane e successivamente di mesi.

Malattia del trapianto contro l’ospite

Altre complicanze

Talvolta si verificano dei problemi tra il nuovo tessuto intestinale e i vasi sanguigni, e di conseguenza l’apporto di sangue risulta essere insufficiente. Il tessuto deve essere asportato chirurgicamente. È anche possibile che si manifesti nel tempo un tumore del sangue chiamato linfoma Panoramica sui linfomi I linfomi sono tumori dei linfociti, che si localizzano nel sistema linfatico e negli organi che generano il sangue. I linfomi sono tumori che interessano globuli bianchi specifici, noti come... maggiori informazioni Panoramica sui linfomi .

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