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Morte cerebrale

Di

Kenneth Maiese

, MD, Rutgers University

Ultima revisione/verifica completa set 2020| Ultima modifica dei contenuti set 2020
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I fatti in Breve

La morte cerebrale è la perdita permanente di attività cerebrale. In seguito a essa, una persona non è in grado di respirare o di mantenere le altre funzioni vitali in maniera autonoma e perde per sempre qualsiasi consapevolezza e capacità di pensiero.

  • Dei mezzi artificiali possono mantenere la respirazione e il battito cardiaco per un certo periodo, ma una volta avvenuta la morte cerebrale, non c’è nulla che possa mantenere indefinitamente il funzionamento degli altri organi.

  • Il medico deve utilizzare dei criteri specifici per diagnosticare la morte cerebrale.

  • Non esiste alcun trattamento per le persone con diagnosi di morte cerebrale.

  • La diagnosi di morte cerebrale è equivalente al decesso del soggetto.

Morte cerebrale significa che l’encefalo smette di funzionare. La persona non risponde ad alcuno stimolo. Nessun trattamento può essere utile e, una volta che la diagnosi è confermata, la persona è considerata legalmente morta.

In passato, l’idea di morte cerebrale era irrilevante, perché con la morte del cervello, moriva anche il resto del corpo. Ossia, la persona smetteva di respirare e il cuore smetteva di battere. Tuttavia ora esistono mezzi artificiali (come ventilatori e farmaci) che possono mantenere temporaneamente la respirazione e il battito cardiaco anche quando cessano tutte le altre attività cerebrali. Ma alla fine, anche con l’aiuto di mezzi artificiali, tutti gli organi del corpo smettono di funzionare. Non esiste nulla che possa mantenere a tempo indeterminato il battito cardiaco quando sopravviene la morte cerebrale.

Diagnosi della morte cerebrale

  • Visita medica basata su criteri specifici

  • Occasionalmente altri esami, di solito per rendere possibile la donazione di organi

Esistono criteri specifici per la diagnosi di morte cerebrale. Tra questi troviamo:

  • Il controllo e la correzione di tutti i problemi trattabili che potrebbero alterare la funzione cerebrale e che potrebbero comportare un’errata diagnosi di morte cerebrale (come temperatura corporea molto bassa, pressione arteriosa molto bassa o livelli ematici molto bassi di alcune sostanze come zucchero e sodio o, ancora, un sovradosaggio di un sedativo)

  • L’identificazione e il trattamento di qualsiasi condizione che potrebbe causare il coma e la perdita irreversibile di tutte le funzioni cerebrali

  • Testare i riflessi della persona (come il riflesso faringeo attivato toccando la parte posteriore della gola) senza osservare alcuna risposta (la persona non fa smorfie, non si muove o comunque non reagisce)

  • Esaminare gli occhi senza osservare alcuna reazione alla luce

  • Esaminare la respirazione staccando la persona dal ventilatore, constatando che non fa alcun tentativo di respirare

I medici devono mantenere la comunicazione con la famiglia o cercare di comunicare gli esiti al parente più stretto o a un amico intimo non appena avviano il processo per stabilire la diagnosi e la valutazione di morte cerebrale.

Il medico in genere ricontrolla i criteri da 6 a 24 ore più tardi per confermare la mancanza di risposta della persona.

Devono essere effettuati tutti i passaggi seguenti:

  • Esclusione di tutti i problemi trattabili che potrebbero essere erratamente diagnosticati come morte cerebrale.

  • Esecuzione di un esame neurologico completo.

  • Esecuzione degli esami previsti.

Negli adulti, la morte cerebrale può essere confermata dopo aver effettuato un secondo controllo tra 6 e 24 ore dopo. Per i bambini, alcuni stati consigliano ai medici di eseguire due esami separati a distanza di almeno 48 ore l’uno dall’altro.

Esami aggiuntivi opzionali

Talvolta, quando i risultati della valutazione iniziale sono incerti o la valutazione non può essere completata, il medico utilizza determinati esami diagnostici per aiutare a diagnosticare la morte cerebrale. Stabilire rapidamente la diagnosi di morte cerebrale può essere particolarmente importante quando si pianifica il trapianto d’organi, come ad esempio, dopo traumi cranici catastrofici (come può avvenire negli incidenti stradali). Gli esami comprendono:

Gli esami di diagnostica per immagini includono tomografia a emissione di positroni Tomografia a emissione di positroni La tomografia a emissione di positroni (Positron Emission Tomography, PET) è un tipo di scintigrafia. Un radionuclide è la forma radioattiva di un elemento, il che significa che è un atomo instabile... maggiori informazioni Tomografia a emissione di positroni (PET), angiografia Angiografia Nell’angiografia, le radiografie vengono utilizzate per produrre immagini dettagliate dei vasi sanguigni. A volte viene chiamata angiografia tradizionale per distinguerla dall’angiografia mediante... maggiori informazioni , angio-TC angio TAC Nella tomografia computerizzata (TC), un tempo nota come tomografia assiale computerizzata (TAC), una sorgente radiogena e il rivelatore di radiazioni ruotano intorno al soggetto. Negli scanner... maggiori informazioni angio TAC , tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo Tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo (Single-photon emission computed tomography, SPECT) Nella scintigrafia, si utilizzano radionuclidi per produrre immagini. Un radionuclide è la forma radioattiva di un elemento, il che significa che è un atomo instabile che diventa più stabile... maggiori informazioni (SPECT: utilizza una molecola radioattiva chiamata radionuclide per produrre immagini del flusso sanguigno) ed ecodoppler Ecografia doppler L’ecografia utilizza onde ad alta frequenza (ultrasuoni) per produrre immagini degli organi interni e di altri tessuti. Un dispositivo chiamato trasduttore converte la corrente elettrica in... maggiori informazioni Ecografia doppler dell’afflusso ematico al cervello.

Prognosi della morte cerebrale

Nessun individuo che soddisfa i criteri di morte cerebrale recupera. Pertanto, una volta confermata la morte cerebrale, la persona può essere considerata morta.

Dopo tale conferma, viene interrotto qualsiasi supporto vitale. I familiari possono voler essere accanto alla persona in quel momento. Hanno bisogno che venga spiegato loro che uno o più arti possono muoversi quando viene interrotta l’assistenza respiratoria o che la persona può addirittura sedersi (talvolta chiamato segno di Lazzaro). Questi movimenti sono causati dalle contrazioni muscolari di riflesso della colonna vertebrale e non significano che la persona non sia in stato di morte cerebrale.

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