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Disturbo da alimentazione incontrollata

Per Evelyn Attia, MD, Professor of Psychiatry; Professor of Clinical Psychiatry, Columbia University Medical Center, New York State Psychiatric Institute; Weill Cornell Medical College, New York Presbyterian Hospital ; B. Timothy Walsh, MD, Ruane Professor of Psychiatry; Founding Director, Eating Disorders Research Unit, College of Physicians and Surgeons, Columbia University; New York State Psychiatric Institute

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Il disturbo da alimentazione incontrollata è caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate, con una sensazione di perdita di controllo. Non è seguito da comportamenti compensatori inadeguati, come il vomito auto-indotto o l'abuso di lassativi. La diagnosi è clinica. Il trattamento è tramite terapia cognitivo-comportamentale o a volte psicoterapia interpersonale.

Il disturbo da alimentazione incontrollata colpisce circa il 3,5% delle donne e il 2% degli uomini nella popolazione generale. A differenza della bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata si manifesta più comunemente tra le persone sovrappeso ed obese poiché contribuisce ad un eccessivo apporto calorico; può essere presente in 30% dei pazienti in programmi di riduzione del peso. Rispetto alle persone con anoressia nervosa o bulimia nervosa, quelle con disturbo da alimentazione incontrollata sono più anziane e più frequentemente maschi.

I soggetti con disturbo da alimentazione incontrollata soffrono per questo disturbo. La depressione clinica e la preoccupazione per la forma del corpo, per il peso, o per entrambi, sono più frequenti nelle persone obese con BED, che nelle persone obese non binge eaters.

Diagnosi

  • Criteri clinici

Criteri clinici per la diagnosi richiedono alimentazione incontrollata per 1 volta/settimana per almeno 3 mesi ed un senso di mancanza di controllo sul mangiare, oltre alla presenza di 3 dei seguenti:

  • Mangiare molto più rapidamente del normale

  • Mangiare fino a sentirsi dolorosamente pieni

  • Mangiare grandi quantità di cibo pur non sentendo fame

  • Mangiare da soli a causa dell'imbarazzo

  • Sentirsi disgustati di sé, depressi o in colpa dopo aver mangiato troppo

Il disturbo da alimentazione incontrollata si differenzia dalla bulimia nervosa (che coinvolge anche alimentazione incontrollata) per l'assenza di comportamenti compensatori (p.es., vomito autoindotto, uso di lassativi o diuretici, eccessivo esercizio fisico, digiuno).

Trattamento

  • Terapia cognitivo-comportamentale

  • A volte la psicoterapia interpersonale

  • Tenere in considerazione una terapia farmacologica con inibitori della ricaptazione della serotonina o farmaci dimagranti

La terapia cognitivo-comportamentale è il trattamento più studiato e meglio supportato. Sia la terapia cognitivo-comportamentale che la psicoterapia interpersonale danno dei tassi di remissione 60%; il miglioramento solitamente è ben mantenuto nel lungo termine. Tali trattamenti non producono una significativa perdita di peso nei pazienti obesi.

Un trattamento dimagrante convenzionale ha efficacia a breve termine nel ridurre le abbuffate, ma i pazienti tendono a ricadere. Anche i farmaci antidepressivi hanno un'efficacia a breve termine nell'eliminare le abbuffate, ma quella a lungo termine non è nota. Possono inoltre essere utili farmaci che sopprimono l'appetito (p.es., topiramato) o farmaci dimagranti (p.es., orlistat).