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Approccio agli infortuni sportivi

Di

Paul L. Liebert

, MD, Tomah Memorial Hospital, Tomah, WI

Ultima modifica dei contenuti gen 2020
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Risorse sull’argomento

La partecipazione ad attività sportive implica sempre il rischio di lesioni.

Generalmente, lesioni da sport possono essere suddivise in

Molti infortuni (p. es., fratture, lussazioni, contusioni e traumi dei tessuti molli, distorsioni, stiramenti) non sono legati esclusivamente alle attività sportive e possono derivare anche da altre attività non sportive o da incidenti. Queste lesioni sono descritte altrove nel MANUALE. Tuttavia, può essere necessario che gli atleti imparino a modificare tecniche errate che predispongono a lesioni o che gli venga consigliato di prendersi un adeguato periodo di riposo in modo da recuperare in modo ottimale da un infortunio sportivo (ossia, non lavorare nonostante il dolore).

Lesioni da uso eccessivo

L'abuso è una delle cause più frequenti di infortunio sportivo ed è l'effetto cumulativo di un eccessivo e ripetuto stress sulle strutture anatomiche. Può portare a traumi in muscoli, tendini, cartilagini, legamenti, borse, fasce e ossa in qualsiasi loro combinazione. Il rischio di lesione da uso esagerato dipende dalla complessa interazione tra fattori individuali ed esterni.

I fattori individuali del paziente comprendono

  • Debolezza muscolare e rigidità

  • Lassità articolare

  • Precedente infortunio

  • Disallineamento osseo

  • Asimmetrie degli arti

Fattori estrinseci comprendono

  • Errori nell'allenamento (p. es., un esercizio seguito da un insufficiente recupero, un carico eccessivo, lo sviluppo di un gruppo di muscoli trascurando l'allenamento dei gruppi opposti e l'impiego prolungato degli stessi schemi di movimento)

  • Condizioni ambientali (p. es., eccessiva corsa su piste sopraelevate o strade in salita, che sollecita gli arti asimmetricamente)

  • Caratteristiche attrezzature per l'allenamento (p. es., i movimenti insoliti o non abituati, come quelli fatti su una macchina per fitness)

I corridori il più delle volte sviluppano lesioni dopo aumenti troppo rapidi dell'intensità o della lunghezza delle sedute. I nuotatori sviluppano con meno facilità lesioni da uso eccessivo perché l'acqua ha effetti protettivi, anche se sono comunque a rischio, in particolare a livello delle spalle, che eseguono la maggior parte dei movimenti.

Trauma contusivo

Traumi contusivi nell'atleta possono causare lesioni dei tessuti molli così come commozioni cerebrali e fratture. Eventuali incidenti spesso implicano una collisione di notevole impatto con altri atleti o con oggetti (p. es., essere placcati nel football o lanciati contro le protezioni nell'hockey), le cadute e i colpi diretti (p. es., nella boxe e nelle arti marziali).

Distorsioni e stiramenti

Le distorsioni sono lesioni dei legamenti articolari, le distorsioni (gli stiramenti) invece interessano le strutture muscolari (vedi anche Panoramica sulle distorsioni e sulle altre lesioni dei tessuti molli). Esse si sviluppano tipicamente in corso di sforzi improvvisi, energici, più comunemente durante la corsa, in particolare con improvvisi cambiamenti di direzione (p. es., schivando ed evitando gli avversari nel football). Tali lesioni sono frequenti anche nell'allenamento di potenza (forza), quando il soggetto rapidamente lascia cadere o tira il carico invece di eseguire movimenti lenti e dolci, con una tensione costante e controllata.

Sintomatologia

La lesione provoca sempre dolore, che può variare da lieve a significativo. I segni fisici possono mancare o possono comprendere ogni combinazione di edema dei tessuti molli, eritema, calore, dolorabilità puntoria, ecchimosi, instabilità e perdita della mobilità.

Diagnosi

  • Anamnesi ed esame obiettivo

  • Talvolta diagnostica per immagini

La diagnosi deve comprendere accurata anamnesi ed esame obiettivo. L'anamnesi deve indagare sul meccanismo di lesione e sugli stress fisici legati all'attività, sui traumi del passato, sul momento di esordio del dolore e sull'estensione e la durata del dolore prima, durante e dopo l'attività. I pazienti devono essere interrogati sull'uso di antibiotici chinolonici, che possono predisporre a rottura tendinee. Possono essere necessari esami diagnostici (p. es., RX, ecografia, TC, RM, scintigrafia ossea, elettromiografia) e consulenze specialistiche.

Trattamento

  • Riposo, ghiaccio, compressione, elevazione (RICE)

  • Analgesici

  • Cross training

  • Graduale ritorno all'attività

RICE (riposo [rest], ghiaccio [ice], compressione, scarico venoso)

Il trattamento immediato delle lesioni sportive in fase acuta è indicato dall'acronimo RICE (riposo, ghiaccio, compressione, scarico venoso).

Il riposo previene ulteriori danni e aiuta a ridurre il gonfiore.

Il ghiaccio (o il comune cold pack in commercio) determina vasocostrizione e riduce il gonfiore dei tessuti molli, la flogosi e il dolore. Ghiaccio e impacchi freddi non vanno applicati direttamente sulla cute. Il ghiaccio deve essere contenuto in una plastica o in un asciugamano. Deve essere lasciato in posizione per non più di 20 minuti alla volta. Un bendaggio elastico può essere avvolto intorno a un sacchetto di plastica ben chiuso contenente del ghiaccio per mantenerlo in sede.

Avvolgere un'estremità con un bendaggio elastico per la compressione riduce l'edema e il dolore. La fasciatura non deve essere troppo stretta perché ciò può causare gonfiore nell'estremità distale.

La zona coinvolta dal trauma deve stare sempre elevata al di sopra del livello del cuore in modo che la gravità possa facilitare il drenaggio dei liquidi, riducendo così il dolore e il gonfiore. Idealmente, l'edema deve drenare su un percorso interamente in discesa dalla zona interessata dal trauma al cuore (p. es., per un infortunio alla mano, il gomito, così come la mano, devono stare in posizione elevata). Il ghiaccio e il sollevamento devono essere applicati periodicamente per le prime 24 h dopo una lesione acuta.

Controllo del dolore

Il controllo del dolore solitamente comporta l'uso di analgesici, in genere acetaminofene (paracetamolo) o FANS. I FANS devono essere evitati nei pazienti con insufficienza renale, disidratazione, disturbi della coagulazione o con una storia di gastrite o ulcere gastroduodenali. Tuttavia, se il dolore permane > 72 h dopo una lesione di importanza apparentemente trascurabile, è preferibile il ricorso a uno specialista per la valutazione di lesioni supplementari o più gravi. Queste lesioni sono trattate come appropriato (p. es., con l'immobilizzazione, a volte con corticosteroidi per via orale o iniettabili). I corticosteroidi devono essere prescritti solo da uno specialista e solo se necessario, poiché i corticosteroidi possono ritardare la guarigione dei tessuti molli e a volte indeboliscono i tendini e i muscoli lesi. La frequenza delle iniezioni di corticosteroidi deve essere controllata da uno specialista, perché iniezioni troppo frequenti possono aumentare il rischio di degenerazione dei tessuti e dei legamenti, o rottura dei tendini.

Attività

In generale, gli atleti colpiti devono evitare l'attività specifica che ha causato la lesione finché non si abbia la guarigione. Tuttavia, per minimizzare la perdita di allenamento, essi possono svolgere un allenamento crociato (ossia, eseguendo esercizi diversi o correlati che non causino una nuova lesione o dolore). L'infortunio può anche richiedere la riduzione del range di movimento in caso di dolore intollerabile in alcuni punti del movimento stesso. Inizialmente, gli esercizi riguardanti la parte lesa devono essere di bassa intensità allo scopo di rinforzare gradualmente i muscoli, tendini e legamenti indeboliti, minimizzando così il rischio di nuovo infortunio. È più importante mantenere un buon range di movimento del segmento corporeo interessato, in modo da favorire l'afflusso di sangue alla zona lesa e accelerare il processo di guarigione, piuttosto che riprendere rapidamente l'allenamento alla massima intensità per paura di perdere la condizione fisica. La ripresa della piena attività deve essere graduale una volta che il dolore recede. Gli atleti a livello agonistico devono prendere in considerazione il consulto con un professionista (p. es., fisioterapista, allenatore).

Gli atleti devono essere sottoposti a un programma graduale di esercizi e fisioterapia, per ristabilire la flessibilità, la potenza e la resistenza. Devono anche sentirsi pronti dal punto di vista psicologico prima di riprendere la piena attività. Atleti agonisti possono beneficiare di counseling motivazionale.

Prevenzione

L'esercizio stesso aiuta a prevenire gli infortuni perché i tessuti diventano più resistenti e tolleranti agli sforzi che si presentano durante l'attività intensa. In generale, la flessibilità e lo stretching generalizzato sono importanti per tutti gli atleti come un mezzo per evitare infortuni.

Il riscaldamento generale eleva la temperatura muscolare e rende i muscoli più elastici, più forti e più resistenti al trauma; inoltre, migliora la prestazione dell'esercizio aumentando la predisposizione mentale e fisica. Tuttavia, non è provato che lo stretching prima dell'attività fisica possa prevenire gli infortuni. Talvolta si ritiene che il defaticamento (ossia, un breve periodo di sforzo a minore intensità immediatamente dopo uno sforzo fisico) possa prevenire le vertigini e la sincope dopo esercizi aerobici e aiuti a rimuovere i prodotti del metabolismo e dell'esercizio, come l'acido lattico, dai muscoli e dal circolo sanguigno. Tuttavia, gli studi non riescono a dimostrare che il defaticamento diminuisce la rigidità e dolore post-sforzo fisico. Il defaticamento inoltre aiuta a ridurre la frequenza cardiaca, lentamente e gradualmente, fino a livelli vicini a quelli di riposo.

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