Approccio agli infortuni sportivi

DiPaul L. Liebert, MD, Tomah Health Hospital, Tomah, WI
Reviewed ByBrian F. Mandell, MD, PhD, Cleveland Clinic Lerner College of Medicine at Case Western Reserve University
Revisionato/Rivisto Modificata nov 2025
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Visualizzazione l’educazione dei pazienti

La partecipazione ad attività sportive implica sempre il rischio di lesioni.

In generale, gli infortuni sportivi possono essere suddivisi in:

Molti infortuni (p. es., fratture, lussazioni, contusioni dei tessuti molli, traumi contusivi, distorsioni, stiramenti) non sono esclusivi della pratica sportiva e possono derivare da attività non atletiche o da incidenti. Queste lesioni sono descritte altrove nel Manuale. Gli atleti possono imparare a modificare le tecniche scorrette che predispongono agli infortuni e devono essere consigliati di osservare un adeguato periodo di riposo per recuperare da un infortunio sportivo (cioè, non continuare l'attività nonostante il dolore).

(Vedi anche Screening per la pratica sportiva e Fratture.)

Lesioni da uso eccessivo

L'abuso è una delle cause più frequenti di infortunio sportivo ed è l'effetto cumulativo di un eccessivo e ripetuto stress sulle strutture anatomiche. Può portare a traumi in muscoli, tendini, cartilagini, legamenti, borse, fasce e ossa in qualsiasi loro combinazione. Il rischio di lesione da uso esagerato dipende dalla complessa interazione tra fattori individuali ed esterni.

I fattori individuali del paziente comprendono:

  • Debolezza muscolare e rigidità

  • Lassità articolare

  • Precedente infortunio

  • Disallineamento osseo

  • Asimmetrie degli arti

Fattori estrinseci comprendono:

  • Errori nell'allenamento (p. es., un esercizio seguito da un insufficiente recupero, un carico eccessivo, lo sviluppo di un gruppo di muscoli trascurando l'allenamento dei gruppi opposti e l'impiego prolungato degli stessi schemi di movimento)

  • Condizioni ambientali (p. es., eccessiva corsa su piste sopraelevate o strade in salita, che sollecita gli arti asimmetricamente)

  • Caratteristiche delle attrezzature per l'allenamento (p. es., movimenti insoliti o a cui non si è abituati, come quelli eseguiti su una macchina ellittica)

I corridori il più delle volte sviluppano lesioni dopo aumenti troppo rapidi dell'intensità o della lunghezza delle sedute. I nuotatori sviluppano con meno facilità lesioni da uso eccessivo perché l'acqua ha effetti protettivi, anche se sono comunque a rischio, in particolare a livello delle spalle, che eseguono la maggior parte dei movimenti.

Trauma contusivo

Traumi contusivi nell'atleta possono causare lesioni dei tessuti molli così come commozioni cerebrali e fratture. Il meccanismo di lesione solitamente comporta collisioni ad alto impatto con altri atleti o oggetti (p. es., essere placcati nel football americano o lanciati contro le protezioni nell'hockey), le cadute e i colpi diretti (p. es., nella boxe e nelle arti marziali).

Distorsioni e stiramenti

Le distorsioni sono lesioni dei legamenti, mentre gli stiramenti sono lesioni dei muscoli (vedi anche Panoramica sulle distorsioni e sulle altre lesioni dei tessuti molli). Esse si verificano tipicamente in seguito a sforzi improvvisi e intensi, in genere durante la corsa, in particolare con cambi di direzione bruschi (p. es., schivando ed evitando gli avversari nel football americano). Tali lesioni sono frequenti anche nell'allenamento di potenza (forza), quando il soggetto rapidamente rilascia o tira il carico invece di eseguire movimenti lenti e dolci, con una tensione costante e controllata.

Sintomatologia degli infortuni sportivi

La lesione provoca sempre dolore, che può variare da lieve a significativo. I segni fisici possono mancare o possono comprendere ogni combinazione di edema dei tessuti molli, eritema, calore, dolorabilità puntoria, ecchimosi, instabilità e perdita della mobilità.

Diagnosi degli infortuni sportivi

  • Principalmente anamnesi ed esame obiettivo

  • Talvolta diagnostica per immagini

La diagnosi deve comprendere accurata anamnesi ed esame obiettivo. L'anamnesi deve indagare sul meccanismo di lesione e sugli stress fisici legati all'attività, sui traumi del passato, sul momento di esordio del dolore e sull'estensione e la durata del dolore prima, durante e dopo l'attività. I pazienti devono essere interrogati sull'esposizione agli antibiotici chinolonici, che possono predisporre alla rottura tendinea (1). Possono essere necessari esami diagnostici (p. es., RX, ecografia, TC, RM, scintigrafia ossea, elettromiografia) e consulenze specialistiche.

Riferimento relativo alla diagnosi

  1. 1. Alves C, Mendes D, Marques FB. Fluoroquinolones and the risk of tendon injury: a systematic review and meta-analysis. Eur J Clin Pharmacol. 2019;75(10):1431-1443. doi:10.1007/s00228-019-02713-1

Trattamento degli infortuni sportivi

  • Protezione, riposo, ghiaccio, compressione, elevazione (PRICE)

  • Analgesici

  • Cross training

  • Graduale ritorno all'attività

PRICE (protezione, riposo [rest], ghiaccio [ice], compressione, elevazione)

Il trattamento immediato delle lesioni sportive in fase acuta è indicato dall'acronimo PRICE (riposo, ghiaccio, compressione, scarico venoso):

  • Protezione

  • Riposo

  • Ghiaccio (Ice in inglese)

  • Compressione

  • Innalzamento (Elevation in inglese)

La protezione comporta il riposo e, quando appropriato, l'immobilizzazione (p. es., con steccatura) della parte lesa per prevenire ulteriori lesioni.

Il riposo previene anche ulteriori danni e aiuta a ridurre il gonfiore. La durata ottimale del riposo varia in base al tipo e alla gravità della lesione.

Il ghiaccio (o il comune cold pack in commercio) determina vasocostrizione e riduce il gonfiore dei tessuti molli, la flogosi e il dolore. Ghiaccio e impacchi freddi non vanno applicati direttamente sulla cute. Devono essere contenuti in una plastica o in un panno. Devono essere lasciati in posizione per non più di 20 minuti alla volta. Un bendaggio elastico può essere avvolto intorno a un sacchetto di plastica ben chiuso contenente del ghiaccio per mantenerlo in sede.

Avvolgere un'estremità con un bendaggio elastico per la compressione riduce l'edema e il dolore. La fasciatura non deve essere troppo stretta perché ciò può causare gonfiore nell'estremità distale.

La zona lesa deve essere elevata al di sopra del livello del cuore in modo che la gravità possa facilitare il drenaggio dei liquidi, riducendo così il gonfiore e quindi il dolore. Idealmente, l'edema deve drenare su un percorso interamente in discesa dalla zona interessata dal trauma al cuore (p. es., per un infortunio alla mano, il gomito, così come la mano, devono stare in posizione elevata). Ghiaccio ed elevazione devono essere utilizzati periodicamente durante le prime 24 ore successive a una lesione acuta.

Controllo del dolore

Il controllo del dolore solitamente comporta l'uso di analgesici, in genere acetaminofene (paracetamolo) o FANS. I FANS devono essere evitati nei pazienti con insufficienza renale, disidratazione, disturbi della coagulazione o con un'anamnesi di asma indotta dall'aspirina, di gastrite o di ulcera gastroduodenale. Tuttavia, se il dolore permane > 72 h dopo una lesione di importanza apparentemente trascurabile, è preferibile il ricorso a uno specialista per la valutazione di lesioni supplementari o più gravi. Queste lesioni sono trattate in modo appropriato (p. es., con immobilizzazione, a volte con glucocorticoidi per via orale o iniettabili).

L'iniezione di glucocorticoidi deve essere generalmente evitata come parte della gestione iniziale della maggior parte delle lesioni sportive (1). Le iniezioni di glucocorticoidi possono ritardare la guarigione dei tessuti molli e possono causare degenerazione tendinea, atrofia e alterazioni cutanee. Tuttavia, le iniezioni di glucocorticoidi possono essere utilizzate per fornire sollievo dal dolore a breve termine per tipi specifici di lesioni dopo che altre misure si sono rivelate inefficaci o non sono tollerate (p. es., tendinopatia della cuffia dei rotatori, capsulite adesiva).

Attività

In generale, gli atleti colpiti devono evitare l'attività specifica che ha causato la lesione finché non si abbia la guarigione. Tuttavia, per minimizzare la perdita di condizione fisica, gli atleti possono praticare il cross-training (cioè, eseguire esercizi diversi o correlati che non causino un nuovo infortunio o dolore). L'infortunio può anche richiedere la riduzione del range di movimento in caso di dolore intollerabile in alcuni punti del movimento stesso. Inizialmente, gli esercizi riguardanti la parte lesa devono essere di bassa intensità allo scopo di rinforzare gradualmente i muscoli, tendini e legamenti indeboliti, minimizzando così il rischio di nuovo infortunio. L'immobilizzazione completa di solito è evitata se le lesioni sono lievi. È più importante mantenere un buon range di movimento del segmento corporeo interessato, in modo da favorire l'afflusso di sangue alla zona lesa e accelerare il processo di guarigione, piuttosto che riprendere rapidamente l'allenamento alla massima intensità per paura di perdere la condizione fisica. La ripresa della piena attività deve essere graduale una volta che il dolore recede. Gli atleti a livello agonistico devono prendere in considerazione il consulto con un professionista (p. es., fisioterapista, allenatore).

Gli atleti devono seguire un programma graduale di esercizi e fisioterapia per ripristinare flessibilità, forza e resistenza. Devono anche sentirsi pronti dal punto di vista psicologico prima di riprendere la piena attività. Atleti agonisti possono trarre beneficio da counseling motivazionale.

I pazienti che presentano qualsiasi sintomo o segno di commozione cerebrale non devono tornare a giocare quel giorno e si raccomanda loro di riposare. Le attività scolastiche e lavorative, la guida, l'alcol, la stimolazione cerebrale eccessiva (p. es., usare il computer, la televisione, i videogiochi) e l'esercizio fisico devono essere evitati durante i primi stadi della ripresa per evitare il prolungamento e l'esacerbazione dei sintomi.

Riferimento relativo al trattamento

  1. 1. Herring SA, Kibler WB, Putukian M, et al. Initial Assessment and Management of Select Musculoskeletal Injuries: A Team Physician Consensus Statement. Med Sci Sports Exerc. 2024;56(3):385-401. doi:10.1249/MSS.0000000000003324

Prevenzione degli infortuni sportivi

L'esercizio stesso aiuta a prevenire gli infortuni perché i tessuti diventano più resistenti e tolleranti agli sforzi che si presentano durante l'attività intensa. In generale, flessibilità e preparazione fisica generale sono importanti per tutti gli atleti per prevenire gli infortuni.

Il riscaldamento generale eleva la temperatura muscolare e rende i muscoli più elastici, più forti e più resistenti al trauma; inoltre, migliora la prestazione dell'esercizio aumentando la preparazione psicologica e fisica. Tuttavia, non è provato che lo stretching isolato prima dell'attività fisica possa prevenire gli infortuni (1).

Riferimento relativo alla prevenzione

  1. 1. Lauersen JB, Bertelsen DM, Andersen LB. The effectiveness of exercise interventions to prevent sports injuries: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. Br J Sports Med. 2014;48(11):871-877. doi:10.1136/bjsports-2013-092538

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