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Eritema infettivo

(Quinta malattia; infezione da parvovirus B19)

Di

Brenda L. Tesini

, MD, University of Rochester School of Medicine and Dentistry

Ultima modifica dei contenuti ago 2019
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L'eritema infettivo è un'infezione acuta da parvovirus B19, che provoca sintomi sistemici lievi e un'eruzione maculare o maculo-papulare che inizia a livello delle guance per poi diffondersi agli arti. La diagnosi è clinica e di solito non è necessaria alcuna terapia.

La maggior parte dei virus che infetta l'essere umano può infettare sia gli adulti che i bambini e vengono trattati in altre sezioni del MANUALE. I virus che provocano manifestazioni specifiche nei neonati sono discussi in vedi Infezioni neonatali. Questo capitolo tratta le infezioni virali che sono acquisite tipicamente durante l'infanzia (anche se molti possono colpire anche gli adulti).

L'eritema infettivo, spesso indicato come quinta malattia, è causato dal parvovirus umano B19. Il virus circola principalmente in primavera, e di solito provoca epidemie locali, ogni pochi anni, tra i bambini (in particolare tra 5 e i 7 anni di età). La trasmissione sembra avvenire attraverso microscopiche goccioline di saliva e per esposizione percutanea a sangue o emoderivati, con alti tassi di contagio tra i contatti famigliari; l'infezione può verificarsi senza la comparsa di sintomi o segni clinici.

Fisiopatologia

Il parvovirus B19 provoca una temporanea soppressione dell'eritropoiesi che è lieve e asintomatica, tranne che nei pazienti con emoglobinopatie sottostanti (p. es., drepanocitosi) o altre anomalie dei globuli rossi (p. es., sferocitosi ereditaria), che possono sviluppare crisi aplastiche transitorie. Inoltre, i bambini immunodepressi possono sviluppare una viremia protratta (che dura da settimane a mesi), con conseguente anemia severa (aplasia della serie rossa).

L'eritema infettivo può essere trasmesso per via transplacentare, determinando talora la nascita di un bambino morto o una grave anemia fetale con edema diffuso (idrope fetale). Tuttavia, circa la metà delle gravide è immune, avendo contratto l'infezione precedentemente alla gravidanza. In caso di infezione materna, il rischio di morte fetale è del 2-6%, con rischio maggiore durante la prima metà della gravidanza.

Sintomatologia

Il periodo d'incubazione è di 4-14 giorni. Le manifestazioni iniziali tipiche sono sintomi aspecifici simil-influenzali (p. es., febbricola, lieve malessere). Dopo alcuni giorni compaiono un eritema rilevato, confluente, a livello delle guance (aspetto a "guance schiaffeggiate") e un'eruzione simmetrica a livello di braccia, gambe (spesso a livello delle superfici estensorie) e tronco, che di solito risparmia i palmi delle mani e le piante dei piedi. L'eruzione è maculo-papulare, con tendenza alla confluenza, ed è caratterizzata da lesioni lievemente rilevate, iperemiche, più chiare al centro, disposte a reticolato o a formare figure merlettate, solitamente più evidenti a livello delle superfici esposte. L'eruzione e, in generale, la malattia durano tipicamente da 5 a 10 giorni. Tuttavia, il rash può recidivare per diverse settimane, venendo esacerbato dalla luce solare, dall'esercizio fisico, dal calore, dalla febbre o da stress emotivi.

Talvolta negli adulti compaiono modesto dolore e tumefazione articolare (artrite non erosiva) che possono persistere o recidivare per settimane o mesi. Alcuni pazienti (più comunemente bambini) sviluppano la sindrome papulo-purpurea a guanto e a calza, che è caratterizzata dalla presenza di lesioni papulari, purpuriche o petecchiali limitate alle mani e ai piedi ed è spesso accompagnata da febbre e da lesioni orali e/o genitali.

Diagnosi

  • Valutazione clinica

L'aspetto e la distribuzione dell'eruzione cutanea sono gli unici elementi diagnostici; tuttavia, alcuni enterovirus possono provocare eruzioni cutanee simili. La rosolia può essere esclusa mediante la sierologia; anche un'anamnesi approfondita relativa all'esposizione può essere utile. La sierologia per il parvovirus non è necessaria nei bambini altrimenti sani; tuttavia, i bambini con storia nota di emoglobinopatia o di immunodepressione devono essere sottoposti ad emocromo con formula e conta reticolocitaria per rilevare la soppressione midollare, così come alle ricerche virologiche.

Nei bambini con crisi aplastica transitoria e negli adulti con artropatia, la presenza di anticorpi IgM specifici per parvovirus B19 nell'ultima fase attiva, o nella prima fase di convalescenza, supporta fortemente la diagnosi. La viremia da parvovirus B19 può anche essere rilevata con la PCR (reazione a catena della polimerasi) quantitativa, tecnica abitualmente utilizzata per pazienti con crisi aplastica transitoria, per pazienti immunodepressi con aplasia della serie rossa, e per i neonati con idrope fetale o infezione congenita.

Trattamento

  • Terapia di supporto

È necessaria solo una terapia sintomatica dell'eritema infettivo (quinta malattia). Le immunoglobuline per EV sono state utilizzate per limitare la viremia e aumentare l'eritropoiesi nei pazienti immunodepressi affetti da aplasia della serie rossa.

Punti chiave

  • I bambini sviluppano febbricola e lieve malessere seguiti, alcuni giorni dopo, da un'eruzione cutanea rilevata e confluente a livello delle guance (aspetto a "guance schiaffeggiate") e da un rash simmetrico più evidente a livello di braccia, gambe e tronco.

  • Vi è una lieve, temporanea soppressione dell'eritropoiesi che è asintomatica, tranne, talora, nel caso di bambini con emoglobinopatie (p. es., drepanocitosi) o altre anomalie dei globuli rossi (p. es., sferocitosi ereditaria), o immunosoppressione.

  • In caso di infezione materna, il rischio di morte fetale è del 2-6%.

  • Il test viene svolto principalmente nei bambini con crisi aplastica transitoria o adulti con artropatia.

  • Il trattamento è sintomatico, ma i bambini immunodepressi possono beneficiare delle immunoglobuline EV.

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