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Aprassia

Di

Juebin Huang

, MD, PhD, Memory Impairment and Neurodegenerative Dementia (MIND) Center, University of Mississippi Medical Center

Ultima modifica dei contenuti feb 2019
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L'aprassia consiste nell'incapacità di eseguire compiti motori intenzionali appresi in precedenza, nonostante la volontà e la conservata capacità fisica, quale conseguenza di un danno cerebrale. La diagnosi è clinica, comprendendo spesso un esame neuropsicologico e un esame neuroradiologico (p. es., TC, RM) al fine di identificarne la causa. La prognosi dipende dalla causa ed estensione della lesione e dall'età del paziente. Non esiste un trattamento specifico, tuttavia la fisioterapia e la terapia occupazionale possono migliorare leggermente l'autonomia e la sicurezza del paziente.

L'aprassia isolata è relativamente rara.

Eziologia

L'aprassia deriva da un danno cerebrale (p. es., per infarto, neoplasia o trauma) o da un processo degenerativo, generalmente a carico dei lobi parietali o delle loro connessioni, che conservano memoria degli schemi motori già appresi.

Meno comunemente, l'aprassia dipende da danni ad altre aree del cervello, come la corteccia premotoria (la parte del lobo frontale anteriore alla corteccia motoria), altre parti del lobo frontale, o il corpo calloso, o da un danno diffuso come nelle demenze degenerative.

Sintomatologia

I soggetti con aprassia colpiti non sono in grado di concettualizzare o di eseguire compiti motori complessi precedentemente appresi, nonostante abbiano sistemi motorio, sensoriale e di coordinazione intatti e siano in grado di eseguire le singole componenti del movimento. Per esempio, i pazienti con aprassia costruttiva possono non riuscire a copiare una semplice forma geometrica, pur essendo in grado di vedi e riconoscere lo stimolo, di tenere in mano e utilizzare una penna e di comprendere il compito. Tipicamente, i pazienti non riconoscono il loro deficit.

Diagnosi

  • Test neurologici al letto del paziente

  • Test neuropsicologici

  • Diagnostica per immagini cerebrale

I test al letto del paziente comprendono la richiesta ai pazienti di eseguire o imitare comuni gesti appresi (p. es., salutare, iniziare o arrestare il camminare, pettinare i capelli, accendere un fiammifero, aprire una serratura con una chiave, utilizzare un cacciavite o delle forbici, prendere un respiro profondo e trattenerlo). Devono essere valutati la forza e l'ampiezza dei movimenti per escludere deficit motori e anomalie muscoloscheletriche in grado di causare i sintomi.

I test neuropsicologici o la valutazione da parte di un fisioterapista o di un terapista occupazionale possono aiutare a identificare forme più sfumate di aprassia.

È necessario interrogare coloro che assistono il paziente sulle sue capacità di eseguire le attività quotidiane, in particolare quelle che comportano l'uso degli strumenti domestici (p. es., uso corretto e sicuro delle posate, dello spazzolino da denti, degli utensili della cucina per preparare un pasto, del martello e delle forbici) e la scrittura.

Tecniche di neuroimmagine (p. es., TC o RM con o senza sequenze angiografiche) sono necessarie per diagnosticare e caratterizzare le lesioni centrali responsabili (p. es., infarto, emorragia, massa, atrofia focale).

Prognosi

In linea generale, questi soggetti con aprassia perdono l'autonomia, necessitando di aiuto nelle attività quotidiane e almeno di un certo grado di supervisione. I pazienti colpiti da ictus possono rimanere stabili e persino presentare un qualche miglioramento.

Trattamento

  • Terapia fisica e occupazionale

Non esiste una terapia medica specifica per l'aprassia. I farmaci che rallentano la progressione dei sintomi della demenza non sembrano efficaci.

La fisioterapia e la terapia occupazionale possono migliorare in misura modesta il grado di autonomia, ma in genere risulta utile per rendere l'ambiente più sicuro e per fornire strumenti che aiutino questi soggetti ad aggirare il deficit primario.

Punti chiave

  • I pazienti con aprassia non sono in grado di concettualizzare o di eseguire compiti motori complessi precedentemente appresi, nonostante la capacità di eseguire le singole componenti del movimento.

  • Chiedere ai pazienti di fare le operazioni più frequenti al capezzale, raccomandare test neuropsicologico, ed eseguire imaging del cervello.

  • Considerare una terapia occupazionale e una fisioterapia.

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