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Febbre di Lassa

Di

Thomas M. Yuill

, PhD, University of Wisconsin-Madison

Ultima modifica dei contenuti mar 2020
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La febbre di Lassa è un'infezione da arenavirus spesso fatale, che interessa soprattutto l'Africa Occidentale. Essa può coinvolgere molti apparati. La diagnosi si basa sugli esami sierologici e sulla PCR (reazione a catena della polimerasi). La terapia comprende ribavirina EV.

Epidemie di febbre di Lassa si sono verificate in Nigeria, Liberia, Guinea, Togo, Benin, Ghana, e Sierra Leone. Alcuni casi sono stati importati negli Stati Uniti, in Germania, in Svezia, e nel Regno Unito.

Il serbatoio è costituito dai ratti Mastomys natalensis, M. erythroleucus, e Hylomyscus pamfi. Il topo pigmeo (Mus baoulei) che comunemente vive all'interno delle case in Africa è stato recentemente indicato come specie serbatoio in Africa occidentale. La maggior parte dei casi nell'uomo è dovuta alla contaminazione degli alimenti con le urine, saliva o le feci dei roditori, ma può anche verificarsi la trasmissione interumana attraverso l'esposizione all'urina, alle feci, alla saliva, al vomito o al sangue di persone infette. La trasmissione nosocomiale da uomo a uomo è comune quando il dispositivo di protezione individuale non è disponibile o non è utilizzato.

Sulla base dei dati sierologici, le popolazioni indigene in aree endemiche hanno un tasso molto alto di infezioni, di gran lunga superiore rispetto al loro tasso di ospedalizzazione per la febbre di Lassa, suggerendo che molte infezioni sono lievi e autolimitate. Tuttavia, alcuni studi osservazionali di missionari inviati in aree endemiche dimostrano che hanno un tasso molto più elevato di malattie gravi e di mortalità. Il Centers for Disease Control and Prevention stima che circa l'80% delle persone infettate ha malattie lievi e circa il 20% ha, malattie multisistemiche severe.

Sintomatologia

Il periodo di incubazione per la febbre di Lassa è di 5 a 16 giorni.

I sintomi della febbre Lassa iniziano con febbre gradualmente progressiva, debolezza, malessere e sintomi gastrointestinali (p. es., nausea, vomito, diarrea, disfagia, epigastralgia); può comparire la sintomatologia di un'epatite. Durante i successivi 4-5 giorni, i sintomi progrediscono verso la prostrazione, con mal di gola, tosse, dolore toracico e vomito. Il mal di gola diviene più importante durante la prima settimana di malattia; sulle tonsille possono comparire chiazze di essudato bianco o giallastro, spesso coalescenti in pseudomembrane.

Nel 60-80% dei pazienti, la pressione arteriosa sistolica è < 90 mmHg, con pressione differenziale < 20 mmHg e si può anche manifestare bradicardia relativa. Nel 10-30% dei pazienti si osserva tumefazione del volto e del collo e edema congiuntivale.

Talvolta sono presenti acufeni, epistassi, sanguinamento dalle gengive e dalle sedi di iniezione, esantema maculopapulare, tosse e vertigini.

Una perdita di udito di tipo neurosensoriale si verifica nel 20%; essa spesso è permanente.

Nei pazienti che guariscono, si verifica la defervescenza in 4-7 giorni. La progressione alla malattia grave deriva da shock, delirium, rantoli, versamento pleurico e, occasionalmente, convulsioni generalizzate. Talvolta si può avere pericardite. Il grado della febbre e i livelli delle transaminasi correlano con la gravità della malattia.

Sequele tardive comprendono alopecia, iridociclite e amaurosi transitoria.

Diagnosi

  • PCR (reazione a catena della polimerasi) o test sierologici

La febbre di Lassa va sospettata in soggetti con possibile esposizione se presentano prodromi da infezione virale, seguiti da un disturbo inspiegabile a carico di qualsiasi organo o apparato.

Devono poi essere effettuati test epatici, analisi delle urine, test sierologici e, possibilmente, un emocromo. La proteinuria è frequente e può essere massiva. I livelli di aspartato aminotransferasi (AST) e alanina aminotransferasi (ALT) aumentano (fino a 10 volte la norma), così come i livelli di lattato deidrogenasi.

Il test diagnostico più rapido è la PCR (reazione a catena della polimerasi), ma è diagnostica anche la rilevazione degli anticorpi IgM anti-virus Lassa o un aumento di 4 volte nel titolo delle IgG, mediante immunofluorescenza indiretta.

Sebbene il virus possa moltiplicarsi in colture cellulari, queste non vengono allestite di routine. A causa del rischio di infezione, in modo particolare nel caso di pazienti con febbre emorragica, le colture devono essere maneggiate soltanto in un laboratorio con livello di sicurezza 4.

Le RX torace, effettuate in caso di sospetto coinvolgimento del polmone, possono mostrare polmonite basilare e versamenti pleurici.

Prognosi

La guarigione o il decesso avvengono di solito in 7-31 giorni (in media 12-15 giorni) dopo la comparsa dei sintomi. Nei pazienti con malattia multisistemica grave, il tasso di mortalità è compreso tra il 16-45%.

La malattia è grave se contratta in corso di gravidanza, soprattutto durante il 3o trimestre. Il tasso di mortalità è compreso tra il 50-92% nelle donne in gravidanza o che hanno partorito nel mese precedente. La maggioranza delle donne gravide infette abortisce.

Trattamento

  • Ribavirina

La ribavirina, se iniziata entro i primi 6 giorni, può ridurre la mortalità fino a 10 volte. Trattamento con ribavirina è con dose di carico di 30 mg/kg EV (massimo 2 g) seguita da 16 mg/kg EV (massimo 1 g/dose) ogni 6 h per 4 giorni, quindi 8 mg/kg EV (massimo 500 mg/dose) ogni 8 h per 6 giorni.

Il plasma di febbre Anti-Lassa è stato testato in pazienti molto malati, ma non è stata dimostrata l'efficacia e non è attualmente raccomandato.

È fondamentale mettere in atto terapie di supporto, fra cui la correzione degli squilibri idroelettrolitici.

Per le donne incinte infette, l'aborto riduce il rischio di morte materna.

Prevenzione

Sono raccomandate precauzioni universali, incluso l'uso di attrezzature preventive personali e altre misure per l'isolamento aereo (p. es., l'uso di occhiali protettivi, maschere ad alta efficienza, una camera a pressione negativa, respiratori con filtro a pressione positiva) e la sorveglianza dei contatti durante il trattamento dei pazienti con febbre di Lassa.

La trasmissione primaria del virus Lassa dal suo ospite roditore agli esseri umani può essere prevenuta nelle aree endemiche evitando cibo, acqua e ambiente contaminati da roditori infetti; tuttavia, l'ampia distribuzione di questi roditori in Africa rende impraticabile il completo controllo di questi serbatoi di roditori. Linee guida riguardanti la protezione contro i roditori (cleaning up after rodents) e il lavoro in zone potenzialmente contaminate da escrementi di roditori sono disponibili dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention).

Non è disponibile un vaccino per la febbre di Lassa.

Punti chiave

  • La febbre di Lassa è probabilmente trasmessa attraverso il consumo di alimenti contaminati con escrementi di roditori, ma può anche verificarsi la trasmissione interumana per contatto con urine infette, feci, saliva, vomito e sangue.

  • I sintomi possono passare da febbre, debolezza, malessere e sintomi gastrointestinali a prostrazione con mal di gola, tosse, dolore al petto, e vomito; a volte shock, delirium, rantoli, e versamento pleurico; e occasionalmente grave malattia e shock.

  • Per la diagnosi più rapida, utilizzare PCR (reazione a catena della polimerasi), ma possono essere utilizzati anche i test anticorpali.

  • La febbre di Lassa è grave durante la gravidanza; la maggior parte delle donne in gravidanza infettate perdono il feto.

  • La ribavirina, se iniziata nei primi 6 giorni, può ridurre la mortalità fino a 10 volte; è fondamentale mettere in atto terapie di supporto, fra cui la correzione degli squilibri idroelettrolitici.

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