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Punture di api, vespe, calabroni e formiche

Di

Robert A. Barish

, MD, MBA, University of Illinois at Chicago;


Thomas Arnold

, MD, Department of Emergency Medicine, LSU Health Sciences Center Shreveport

Ultima revisione/verifica completa set 2018| Ultima modifica dei contenuti set 2018
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento

Le punture di api, vespe e calabroni sono comuni in tutti gli Stati Uniti. Anche alcune formiche pungono.

  • Le punture di api, vespe, calabroni e formiche, di solito causano dolore, arrossamento, gonfiore e prurito.

  • Le reazioni allergiche, seppure rare, possono essere gravi.

  • I pungiglioni vanno rimossi e si applicano creme o pomate per alleviare i sintomi.

Un individuo medio può tollerare con sicurezza 10 punture per ogni chilo di peso corporeo. Questo significa che un adulto medio può sopportare più di 1.000 punture, mentre 500 punture possono uccidere un bambino. Tuttavia, in un soggetto allergico una sola puntura può causare la morte per reazione anafilattica (una reazione allergica potenzialmente letale in cui la pressione arteriosa precipita e le vie aeree si ostruiscono).

Negli Stati Uniti le morti per punture di ape superano di 3-4 volte quelle da morsi di serpente. Un tipo più aggressivo di api da miele, denominato ape assassina africana, è migrato dal Sud America in alcuni stati del sud e sud-ovest degli Stati Uniti. Attaccando la vittima in sciami, queste api causano una reazione più grave rispetto alle altre api.

Negli stati del Sud, soprattutto nell’area del Golfo del Messico, le formiche rosse pungono ogni anno più del 40% degli abitanti di queste regioni infestate, causando almeno 30 decessi.

Sintomi

Le punture di api, vespe e calabroni provocano un dolore immediato e la formazione di una zona del diametro di poco più di un centimetro, rossa, gonfia e talvolta pruriginosa. In alcuni soggetti, l’area si gonfia fino a 5 cm o più di diametro nei successivi 2 o 3 giorni. Questo gonfiore è talvolta scambiato per infezione, rara dopo le punture di api. Le reazioni allergiche possono causare eruzioni cutanee, prurito diffuso, respiro sibilante, difficoltà di respirazione e collasso.

La puntura della formica rossa di solito genera dolore immediato, rossore e gonfiore, che scompaiono entro 45 minuti. Si forma quindi una bolla, che si rompe nel giro di 2-3 giorni, e spesso si infetta. Talvolta, al posto di una bolla compare una chiazza rossa, tumefatta e pruriginosa. Nelle persone che hanno subito un notevole numero di punture possono manifestarsi un’infiammazione di singoli nervi e crisi convulsive.

Trattamento

  • Rimozione del pungiglione

  • Trattamenti cutanei e farmaci per via orale per ridurre il dolore e il gonfiore

  • Iniezione di epinefrina per le reazioni allergiche

  • Talvolta, desensibilizzazione per prevenire le reazioni allergiche

Un’ape può lasciare il suo pungiglione nella cute, ma questo deve essere rimosso al più presto strofinando la zona con il bordo di un oggetto sottile e rigido (ad esempio una carta di credito o un coltello da tavola).

Un cubetto di ghiaccio avvolto nella plastica e in un panno leggero e posto sulla puntura, unitamente a FANS e antistaminici assunti per bocca, calma il dolore. Spesso è utile applicare una crema o pomata antistaminica, un anestetico, un corticosteroide o una loro combinazione.

Le reazioni allergiche gravi vengono trattate in ospedale con epinefrina, liquidi per via endovenosa e altri farmaci.

I soggetti allergici alle punture devono sempre portare con sé una siringa precaricata di epinefrina (prescrivibile), che contribuisce a far regredire la reazione anafilattica o allergica grave. Le altre punture vanno trattate allo stesso modo delle punture delle api. Le persone con anamnesi di reazioni anafilattiche o di allergia nota alle punture di insetti devono indossare un segno identificativo, come un braccialetto di allerta medica.

In caso di reazione allergica grave in seguito alla puntura di un’ape si può a volte eseguire una desensibilizzazione (immunoterapia allergenica) nell’arco di diversi anni, utile a prevenire future reazioni allergiche.

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