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Avvelenamento da monossido di carbonio

Di

Gerald F. O’Malley

, DO, Grand Strand Regional Medical Center;


Rika O’Malley

, MD, Albert Einstein Medical Center

Ultima revisione/verifica completa feb 2019| Ultima modifica dei contenuti feb 2019
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento
  • L’avvelenamento da monossido di carbonio è una situazione frequente.

  • I sintomi includono cefalea, nausea, sonnolenza e stato confusionale.

  • La diagnosi si basa sugli esami del sangue.

  • Questo tipo di avvelenamento si può prevenire mediante i rilevatori di monossido di carbonio, un’adeguata ventilazione delle fornaci e delle altre fonti di combustione al chiuso, e non tenendo l’automobile in moto in un luogo chiuso (ad esempio un garage).

  • Il trattamento comprende l’esposizione all’aria aperta e ad alte concentrazioni di ossigeno, a volte utilizzando l’ossigenoterapia in camera iperbarica (ad alta pressione).

Il monossido di carbonio è un gas incolore e inodore che, se inalato, impedisce al sangue di trasportare l’ossigeno e ai tessuti e a questi di utilizzare in modo efficace l’ossigeno. Piccole quantità non sono di solito pericolose, ma se i livelli di monossido di carbonio nel sangue sono troppo alti, si verifica l’avvelenamento. Il monossido di carbonio scompare dal sangue dopo parecchie ore.

In genere il fumo generato dalle fiamme contiene monossido di carbonio, specie quando la combustione dei carburanti è incompleta. Se impropriamente ventilate, automobili, fornaci, caldaie ad acqua calda, caldaie a gas o a cherosene e stufe (comprese le stufe a legna o a carbonella) possono provocare un avvelenamento da monossido di carbonio. Ad esempio, quando il tubo di scappamento di un’automobile accesa viene bloccato da un cumulo di neve o da un altro oggetto, all’interno della vettura i livelli di monossido di carbonio possono salire rapidamente e raggiungere valori letali. L’inalazione del fumo di tabacco produce monossido di carbonio nel sangue, ma di solito non abbastanza da causare sintomi di avvelenamento.

Sapevate che...

  • Il monossido di carbonio è una delle cause più frequenti di decessi per avvelenamento.

Sintomi

Un avvelenamento lieve da monossido di carbonio causa cefalea, nausea, capogiri, difficoltà di concentrazione, vomito, sonnolenza e scarsa coordinazione. La maggior parte dei soggetti con avvelenamento lieve da monossido di carbonio guarisce rapidamente quando questi sono portati all’aria aperta.

Un avvelenamento moderato o grave da monossido di carbonio causa difficoltà di giudizio, stato confusionale, perdita di coscienza, crisi convulsive, dolore toracico, dispnea, bassa pressione sanguigna e coma. Pertanto, la maggior parte delle vittime non è in grado di muoversi e deve essere soccorsa.

L’avvelenamento grave da monossido di carbonio è spesso fatale. Di rado, alcune settimane dopo un’apparente guarigione da un grave avvelenamento da monossido di carbonio, si manifestano sintomi quali perdita di memoria, scarsa coordinazione, disturbi del movimento, depressione e psicosi (definiti sintomi neuropsichiatrici ritardati).

Il monossido di carbonio è pericoloso poiché un soggetto non capisce che la sonnolenza è un sintomo da avvelenamento. Di conseguenza, un soggetto con intossicazione lieve si addormenta e continua a respirarlo fino a un avvelenamento grave o alla morte. Alcuni soggetti con avvelenamento cronico lieve da monossido di carbonio, causato da fornaci o caldaie, possono confondere i propri sintomi con quelli di altre malattie, come l’influenza o altre infezioni virali.

Diagnosi

  • Esame del sangue

L’avvelenamento da monossido di carbonio viene diagnosticato misurando il suo livello nel sangue.

Dato che la sintomatologia può essere vaga e variabile, una forma lieve di avvelenamento da monossido di carbonio può essere scambiata per influenza. Se le persone residenti nella stessa abitazione, soprattutto se riscaldata, manifestano vaghi sintomi simil-influenzali, il medico può sospettare che la causa sia un’esposizione a monossido di carbonio.

Prevenzione

Per evitare l’avvelenamento, le sorgenti di combustione domestica, come caldaie a gas e stufe a legna, devono avere un adeguato impianto di ventilazione. Se la ventilazione non è possibile, una finestra aperta può limitare l’accumulo del monossido di carbonio permettendo la sua fuga all’esterno. I tubi di scarico delle fornaci o di altri apparecchi da riscaldamento devono essere controllati periodicamente per evitare rotture o perdite.

Esistono sensori chimici per uso domestico che captano il monossido di carbonio nell’aria ed emettono un allarme quando è presente. Se si sospetta la presenza di monossido di carbonio in casa, si devono aprire le finestre ed evacuare l’abitazione, quindi si cerca di individuare la sorgente della perdita. Il controllo costante, mediante tali sensori, può identificare il monossido di carbonio presente prima che si manifesti un avvelenamento. Come i rilevatori di fumo, i sensori di monossido di carbonio sono consigliati in ogni casa.

Sapevate che...

  • Come i rilevatori di fumo, i sensori di monossido di carbonio sono consigliati in ogni casa.

Trattamento

  • Esposizione all’aria aperta

  • Ossigeno supplementare

  • Eventualmente ossigenoterapia iperbarica

Per un avvelenamento lieve, può essere sufficiente semplicemente stare all’aria aperta. Il trattamento di un avvelenamento più grave prevede invece la somministrazione di alte concentrazioni di ossigeno, generalmente con maschera facciale. L’ossigeno accelera la scomparsa del monossido di carbonio dal sangue e ne allevia i sintomi. L’utilità del trattamento con ossigeno ad alta pressione (in camera iperbarica) è ancora incerta. Generalmente, i medici prendono in considerazione tale trattamento per persone con avvelenamento moderato o grave e per le donne in gravidanza, anche quando il livello di monossido di carbonio nel sangue della donna non è molto elevato.

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