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Avvelenamento da insetticidi

Di

Gerald F. O’Malley

, DO, Grand Strand Regional Medical Center;


Rika O’Malley

, MD, Albert Einstein Medical Center

Ultima revisione/verifica completa feb 2019| Ultima modifica dei contenuti feb 2019
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I fatti in Breve
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  • Molti insetticidi causano avvelenamento dopo essere stati ingeriti, inalati o assorbiti attraverso la cute.

  • I sintomi possono comprendere lacrimazione dagli occhi, tosse, problemi cardiaci e difficoltà respiratorie.

  • La diagnosi si basa sui sintomi, sugli esami del sangue e sulla descrizione degli eventi riguardanti l’avvelenamento.

  • Diversi farmaci sono efficaci nel trattamento delle forme gravi di avvelenamento da insetticidi.

Le proprietà che rendono l’insetticida letale per gli insetti sono talvolta velenose anche per l’uomo. La maggior parte degli avvelenamenti gravi da insetticidi è dovuta a insetticidi organofosforici e carbammati, soprattutto quando vengono usati per un tentato suicidio e in ambiente lavorativo, in caso di avvelenamenti accidentali.

  • Tra gli organofosforici si annoverano malatione, paratione, fenthion, dursban, diazinone, clorpirifos e sarin. Alcuni di tali composti sono derivati dei gas nervini.

  • I carbammati comprendono aldicarb, carbarile, carbofurano, fenobucarb e oxamil.

Le piretrine e i piretroidi, che sono altri insetticidi comunemente usati, sono estratti dai fiori e di solito non sono molto tossici per l’uomo.

Molti insetticidi causano avvelenamento dopo essere stati ingeriti, inalati o assorbiti attraverso la cute. Alcuni insetticidi sono inodori, per tale motivo il soggetto non si rende conto di essere esposto. Gli insetticidi organofosforici e carbammati fanno sì che alcuni nervi emettano impulsi in modo errato, cosicché molti organi diventano iperattivi e infine smettono di funzionare. Le piretrine possono talvolta causare reazioni allergiche; i piretroidi raramente sono causa di problemi.

Sintomi

Gli organofosforici e i carbammati causano lacrimazione, vista offuscata, salivazione, sudorazione, tosse, vomito, nonché frequenti evacuazioni intestinali e minzione. Possono ridurre la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, che può altresì diventare irregolare, e possono provocare convulsioni. Possono insorgere respiro affannoso e comparire spasmi e debolezza muscolare. Solo di rado il respiro affannoso o l’atonia muscolare è letale. I sintomi durano ore o giorni dopo l’esposizione ai carbammati, ma la debolezza può durare per settimane dopo l’esposizione agli organofosforici.

La piretrina può provocare starnuti, lacrimazione, tosse e, talvolta, respiro affannoso. Raramente si manifestano sintomi gravi.

Diagnosi

  • Anamnesi di esposizione a insetticidi e sintomi caratteristici

  • Esami del sangue

La diagnosi di avvelenamento da insetticida si basa sui sintomi e sulla descrizione degli eventi circostanziali. La diagnosi è suffragata dall’alleviamento dei sintomi con la somministrazione di atropina per via endovenosa. Le analisi del sangue confermano l’avvelenamento da organofosforici o da carbammati.

Trattamento

  • Rimozione degli indumenti contaminati e lavaggio della pelle

  • Trattamenti per il supporto della funzione cardiorespiratoria

  • Atropina somministrata in vena

Chiunque presenti sintomi di avvelenamento da organofosforici deve contattare un medico. Nel caso in cui un insetticida sia venuto a contatto con la cute, bisogna togliere gli indumenti e lavarla. Le persone che prestano le cure devono evitare di contaminarsi mentre forniscono assistenza.

I medici tengono la persona sotto osservazione nel caso in cui sopravvenga insufficienza respiratoria e somministrano atropina e altri trattamenti per mantenere la funzionalità respiratoria e cardiaca. L’atropina, somministrata per via endovenosa, può alleviare la maggior parte dei sintomi. La pralidossima, somministrata per via endovenosa, velocizza la guarigione della funzione nervosa eliminando la causa dei sintomi. Anche i sintomi dell’avvelenamento da carbammati vengono risolti con l’atropina laddove, in genere, la pralidossima non è risolutiva. I sintomi dell’intossicazione da piretrina si risolvono senza trattamento.

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