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Interazioni tra farmaci

Di

Shalini S. Lynch

, PharmD, University of California San Francisco School of Pharmacy

Ultima revisione/verifica completa ago 2019| Ultima modifica dei contenuti ago 2019
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Risorse sull’argomento

L’effetto che un farmaco ha su un soggetto può essere diverso da quello previsto perché il farmaco interagisce con

  • Un altro farmaco assunto dal paziente (interazione tra farmaci)

  • Alimenti, bevande o integratori consumati dal paziente (interazione farmaco-nutriente)

  • Un’altra patologia dalla quale è affetto il paziente (interazione farmaco-patologia)

Gli effetti prodotti dalle interazioni del farmaco sono generalmente indesiderati e, a volte, nocivi. Le interazioni possono

  • Aumentare le azioni di uno o più farmaci, causando tossicità o effetti collaterali

  • Diminuire le azioni di uno o più farmaci, provocando il fallimento del trattamento

Interazioni tra farmaci

Le interazioni tra farmaci possono interessare farmaci con o senza obbligo di prescrizione (da banco). Le interazioni tra farmaci includono la duplicazione, l’opposizione (antagonismo) e l’alterazione della risposta dell’organismo a uno o entrambi i farmaci.

Duplicazione

Quando si assumono due farmaci con lo stesso effetto, i loro effetti terapeutici e collaterali possono essere intensificati. La duplicazione può avere luogo quando il paziente assume per sbaglio due farmaci (spesso almeno uno è un farmaco da banco) che contengono lo stesso principio attivo. Per esempio, un soggetto può assumere un farmaco per il raffreddore e un sonnifero, entrambi a base di difenidramina o un farmaco per l’influenza e un antidolorifico che contengono entrambi paracetamolo. Questo tipo di duplicazione è particolarmente probabile nel caso si assumano farmaci contenenti più ingredienti o venduti con i relativi nomi commerciali (e cioè, apparentemente diversi ma di fatto contenenti gli stessi ingredienti).

La conoscenza degli ingredienti del farmaco è importante, come lo è verificare ogni nuovo farmaco per evitare il rischio di duplicazione. Per esempio, molti antidolorifici con obbligo di prescrizione contengono un oppioide e paracetamolo. Il paziente che assume questo tipo di prodotto e non conosce gli ingredienti potrebbe acquistare un paracetamolo da banco per ottenere un’ulteriore attenuazione del dolore, rischiando la tossicità.

Problemi analoghi legati alla duplicazione possono insorgere quando si assumono due diversi farmaci con lo stesso effetto. La probabilità massima che ciò accada è legata alla consulenza di più medici, all’acquisto dei medicinali in farmacie diverse, o entrambe queste eventualità. I medici che non sono al corrente di quanto prescritto da altri operatori sanitari potrebbero prescrivere farmaci simili senza volerlo. Per esempio, quando due medici prescrivono uno stesso sedativo, o nel caso in cui un medico prescriva un farmaco per favorire il sonno e un altro prescriva un ansiolitico con effetti sedativi, possono comparire capogiri e uno stato di eccessiva sedazione.

I pazienti possono ridurre il rischio di una duplicazione di questo tipo fornendo a ciascun medico le informazioni relative a tutti i farmaci assunti e acquistando tutti i farmaci possibilmente nella stessa farmacia. È utile tenere un elenco scritto aggiornato di tutti i farmaci assunti e portarlo ad ogni visita dal medico. Inoltre, il paziente deve evitare di assumere farmaci prescritti in precedenza (come sonniferi o antidolorifici) senza consultare il medico o il farmacista, perché tale farmaco può duplicare o comunque interagire con uno dei farmaci in uso.

Opposizione (antagonismo)

Due farmaci con azione opposta possono interagire fra loro, riducendo l’efficacia di uno o di entrambi. Per esempio, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) quali l’ibuprofene, assunti come antidolorifici, possono causare una ritenzione di liquidi e sali. I diuretici, come l’idroclorotiazide e la furosemide, contribuiscono all’espulsione dall’organismo dei sali e dei liquidi in eccesso. Se un paziente assume entrambi i tipi di farmaco, i FANS possono ridurre l’efficacia del diuretico. Alcuni beta-bloccanti (come il propranololo), assunti per controllare l’ipertensione e le malattie cardiache, contrastano l’azione degli stimolanti beta-adrenergici, come l’albuterolo, che vengono somministrati per la gestione dell’asma. Entrambi i tipi di farmaci agiscono sugli stessi recettori cellulari beta-2 (vedere Target nel corpo: recettori cellulari) ma un tipo farmaco li blocca, mentre l’altro li stimola.

Alterazione

Un farmaco può influire sull’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo o l’escrezione di un altro farmaco (vedere Somministrazione dei farmaci e farmacocinetica).

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How to Reduce the Risk of Drug-Drug Interactions

  • Consultare il medico o il farmacista prima di assumere qualsiasi nuovo farmaco, compresi i farmaci da banco e gli integratori alimentari, come le piante medicinali.

  • Tenere un elenco di tutti i farmaci in uso. Valutare periodicamente l’elenco con il medico o il farmacista.

  • Tenere un elenco di tutti i disturbi. Valutare periodicamente l’elenco con il medico.

  • Scegliere una farmacia che offra servizi completi (e verifichi possibili interazioni) e che rediga un profilo dei farmaci assunti per ogni paziente. Acquistare tutti i farmaci prescritti in questa farmacia.

  • Conoscere l’azione e l’effetto di tutti i farmaci prescritti.

  • Informarsi sui possibili effetti collaterali dei farmaci.

  • Capire in quale modo e a che ora del giorno bisogna prendere i farmaci, e se possono essere assunti contemporaneamente ad altri farmaci.

  • Valutare l’uso dei farmaci da banco con il farmacista. Discutere di eventuali patologie presenti e dei farmaci con obbligo di prescrizione in uso.

  • Assumere i farmaci come prescritto.

  • Riferire al medico o al farmacista qualsiasi sintomo riconducibile all’uso di un farmaco.

  • Nel caso in cui si consulti più di un medico, accertarsi che tutti i medici siano a conoscenza di tutti i farmaci assunti.

Molti bloccanti degli acidi, come i bloccanti dell’istamina-2 (H2) e gli inibitori della pompa protonica, aumentano il pH dello stomaco e riducono l’assorbimento di alcuni farmaci, come il ketoconazolo, usato per il trattamento delle infezioni di origine micotica.

Molti farmaci vengono scomposti e resi inattivi (metabolizzati) da certi enzimi nel fegato. Alcuni farmaci producono effetti sugli enzimi epatici, o aumentandone o riducendone l’attività, e potrebbero causare l’inattivazione di un altro farmaco più rapidamente o più lentamente del solito. Per esempio, aumentando l’attività degli enzimi epatici, i barbiturici, come il fenobarbital, causano una più rapida inattivazione dell’anticoagulante warfarin, rendendolo meno efficace qualora somministrato nello stesso periodo. Al contrario, riducendo l’attività del sistema dell’enzima, farmaci come l’eritromicina e la ciprofloxacina possono aumentare l’attività del warfarin, comportando il rischio di emorragia. Quando soggetti in trattamento con warfarin assumono farmaci che svolgono un’azione sugli enzimi epatici, saranno sottoposti a un monitoraggio più stretto da parte del medico, che provvederà a regolare la dose di warfarin per compensare l’effetto. La dose di warfarin sarà regolata nuovamente al momento della sospensione di altri farmaci. Molti altri farmaci producono effetti sugli enzimi epatici.

Alcuni enzimi epatici possono subire un aumento dell’attività per effetto delle sostanze chimiche contenute nel fumo di sigaretta. Di conseguenza, il fumo riduce l’efficacia di alcuni farmaci, come la teofillina (farmaco che dilata le vie aeree, detto broncodilatatore).

Alcuni farmaci influiscono sulla velocità di eliminazione renale di un altro farmaco. Per esempio, alte dosi di vitamina C acidificano le urine, modificando la velocità di eliminazione e l’attività di alcuni farmaci. Per esempio, la velocità di escrezione può essere ridotta per farmaci acidi come l’aspirina, ma può essere aumentata per quelli basici come la pseudoefedrina.

Date le numerose interazioni dei farmaci, molti medici e farmacisti riducono il rischio di disturbi consultando i manuali di riferimento e i registri elettronici nell’ambito della prescrizione o della dispensazione di nuovi farmaci. Nella maggior parte delle farmacie, gli ordini e le prescrizioni dei farmaci vengono effettuati in base a un sistema computerizzato che verifica automaticamente le interazioni dei farmaci.

Interazioni farmaco-nutriente

I nutrienti comprendono alimenti, bevande (anche alcoliche) e integratori alimentari. Il consumo di queste sostanze può alterare gli effetti dei farmaci che assume il paziente.

Alimento

Così come per i cibi, i farmaci assunti per via orale vengono assorbiti dalla mucosa gastrica o dall’intestino tenue. Di conseguenza, la presenza di cibo nel tubo digerente può ridurre l’assorbimento di un farmaco. Spesso, tali interazioni possono essere evitate con l’assunzione del farmaco 1 ora prima o 2 ore dopo il pasto.

Integratori alimentari

Gli integratori alimentari, comprese le erbe medicinali, sono prodotti che (escluso il tabacco) contengono vitamine, sali minerali, aromi o aminoacidi e vengono assunti come supplementi della normale dieta. Sono regolamentati come alimenti, non come farmaci, pertanto non sono sottoposti a una valutazione tanto estesa quanto quella imposta ai farmaci. Tuttavia, è comunque possibile che interagiscano con farmaci con o senza obbligo di prescrizione. Le persone che assumono questi integratori alimentari devono informare medici e farmacisti, in modo da evitare le interazioni farmacologiche.

Alcol

Sebbene molti soggetti non considerino l’alcol un nutriente, esso influenza i processi dell’organismo e interagisce con molti farmaci. Per esempio, l’assunzione di alcol con l’antibiotico metronidazolo può causare eritema, cefalea, palpitazioni, nausea e vomito. I medici o i farmacisti possono rispondere alle domande relative alle possibili interazioni fra alcol e farmaci.

Tabella
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Some Drug-Food Interactions

Farmaco coinvolto

Alimento che interagisce

Interazione

Bifosfonati (come alendronato, ibandronato e risedronato)

Qualsiasi alimento

Il cibo, anche il succo d’arancia, il caffè o l’acqua minerale, può ridurre notevolmente l’assorbimento e l’efficacia di questi farmaci. L’alendronato e il risedronato devono essere assunti con acqua naturale almeno 30 minuti prima dell’assunzione del primo alimento solido o liquido o farmaco del giorno, mentre l’ibandronato deve essere assunto almeno 1 ora prima.

  • Certe benzodiapine (come triazolam)

  • Bloccanti dei canali del calcio (come felodipina, nifedipina e nisoldipina)

  • Ciclosporina

  • Estrogeni e contraccettivi orali

  • Certe statine (come atorvastatina, lovastatina e simvastatina)

Succo di pompelmo

Il succo di pompelmo inibisce gli enzimi coinvolti nel metabolismo dei farmaci e quindi amplifica l’effetto di alcuni medicinali, molti dei quali non sono riportati in questa lista.

Digossina

Farina d’avena

Le fibre contenute nella farina d’avena o in altri cereali, se consumate in grandi quantità, possono interferire con l’assorbimento della digossina.

Inibitori delle MAO (come fenelzina e tranilcipromina)

Alimenti con elevato contenuto di tiramina, inclusi molti formaggi (come caciotta dolce, gorgonzola, brie, mozzarella e parmigiano), yogurt, panna acida, carni trattate (come salsicce e salami), fegato, pesce essiccato, caviale, avocado, banane, estratti di lievito, uva passa, crauti, salsa di soia, fave, vino rosso e certe birre

Nel caso in cui i soggetti in terapia con inibitori delle MAO (utilizzati molto spesso per trattare la depressione) ingeriscano questi cibi, può comparire una grave cefalea e incremento pressorio potenzialmente letale (crisi ipertensiva). Questi cibi devono essere evitati.

Tetraciclina

Calcio o cibi contenenti calcio, come latte e altri prodotti caseari

Questi cibi possono ridurre l’assorbimento delle tetracicline, che devono essere assunte 1 ora prima o 2 ore dopo il pasto.

Warfarin (anticoagulante)

Alimenti con elevato contenuto di vitamina K (come broccoli, cavoletti di Bruxelles, spinaci e cavolo verde)

Tali cibi possono ridurre l’efficacia degli anticoagulanti (come il warfarin), con alto rischio di trombosi. È più importante che la quantità di vitamina K, contenente alimenti consumati quotidianamente rimanga costante piuttosto che l'assunzione di questi alimenti venga limitata.

MAO = monoamminaossidasi.

Interazioni farmaco-patologia

A volte, i farmaci sono utili per il trattamento di una patologia, ma sono nocivi per un’altra. Per esempio, alcuni beta-bloccanti assunti per il trattamento di una cardiopatia o ipertensione arteriosa possono esacerbare l’asma e complicare negli asmatici la percezione della soglia ipoglicemica. Alcuni farmaci assunti per trattare il raffreddore possono indurre una progressione del glaucoma. Prima che il medico prescriva un nuovo farmaco, il paziente deve informare il medico in merito a tutte le eventuali patologie contratte. Diabete, ipertensione o ipotensione, ulcera, glaucoma, ingrossamento prostatico, incontinenza urinaria e insonnia sono fattori particolarmente importanti, poiché i pazienti affetti da tali patologie sono più soggetti a interazioni farmaco-patologia.

Le interazioni farmaco-malattia possono verificarsi in qualsiasi età, ma sono frequenti tra gli anziani, che tendono ad avere numerose patologie associate (vedere Invecchiamento e farmaci).

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