Manuale Msd

Please confirm that you are not located inside the Russian Federation

honeypot link

Riabilitazione di soggetti cardiopatici

Di

Salvador E. Portugal

, DO, New York University, Robert I. Grossman School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa ago 2021| Ultima modifica dei contenuti ago 2021
per accedere alla Versione per i professionisti

La riabilitazione cardiaca Sindromi coronariche acute (attacco cardiaco; infarto miocardico; angina instabile) Le sindromi coronariche acute originano da un’improvvisa ostruzione di un’arteria coronaria. Questa ostruzione provoca angina instabile o attacco cardiaco (infarto miocardico), in base alla... maggiori informazioni Sindromi coronariche acute (attacco cardiaco; infarto miocardico; angina instabile) è utile per alcuni soggetti che hanno subito un attacco cardiaco, presentano insufficienza cardiaca o coronaropatia di recente sviluppo o improvviso peggioramento o che siano stati sottoposti a cardiochirurgia. L’obiettivo consiste nel recuperare completamente la funzionalità o, in alternativa, nel mantenere o recuperare l’autonomia, almeno nelle attività della vita quotidiana, nei limiti consentiti dalla compromissione cardiaca. (Vedere anche Panoramica sulla riabilitazione Panoramica sulla riabilitazione La riabilitazione si rivolge ai soggetti che hanno perso la normale funzionalità, spesso a causa di un trauma, un ictus, un’infezione, un tumore, un intervento chirurgico o una patologia progressiva... maggiori informazioni .)

L’allettamento superiore a 2-3 giorni può portare alla perdita di tono muscolare e cardiaco (decondizionamento) e perfino alla depressione Depressione Breve approfondimento sul disturbo da lutto prolungato. La depressione è una sensazione di tristezza e/o una riduzione dell’interesse o del piacere per le attività; diviene un disturbo... maggiori informazioni . Pertanto, la riabilitazione cardiaca viene iniziata non appena possibile dopo la stabilizzazione delle condizioni del paziente, se necessario (come dopo un attacco cardiaco), e solitamente già durante il ricovero.

I programmi di riabilitazione, in genere, iniziano con attività leggere, come passare dal letto alla sedia. Quando tali attività possono essere eseguite senza problemi particolari, in genere al secondo o terzo giorno, si iniziano attività più moderate, come vestirsi, mettersi in ordine e camminare per brevi tratti.

Molti ospedali hanno a disposizione una palestra riservata per i soggetti che devono seguire un programma riabilitativo. In palestra, l’esercizio può prevedere una camminata sul tapis roulant o l’uso di una cyclette. In caso di affaticamento o malessere all’intensificarsi dell’attività, si istruisce il soggetto a fermarsi immediatamente e a riposarsi fino alla scomparsa dei sintomi. Il medico valuterà nuovamente la funzionalità cardiaca per verificare l’idoneità del paziente a riprendere la riabilitazione. Prima delle dimissioni, i medici valuteranno il soggetto al fine di raccomandare un programma di riabilitazione o attività fisica adeguato.

Sapevate che…

  • La riabilitazione per molte condizioni gravi, come attacco cardiaco o frattura dell’anca, ha inizio subito dopo il trattamento iniziale.

Dopo la dimissione, si incrementa gradualmente l’entità e l’intensità dell’attività e si può riacquistare la capacità di eseguire una gamma completa di attività normali dopo circa 6 settimane. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti trae beneficio da un programma di riabilitazione cardiologica ambulatoriale, che dura in genere circa 12 settimane, grazie alle istruzioni e al monitoraggio forniti. Ad esempio, possono ricevere aiuto nella gestione degli effetti psicologici legati al post-attacco cardiaco o intervento cardiaco.

Inoltre scoprono perché è necessario modificare lo stile di vita e come realizzare tali cambiamenti, in modo da ridurre i fattori di rischio. Le seguenti modifiche allo stile di vita contribuiscono tutte a prevenire o a rallentare la progressione della coronaropatia e a ridurre il rischio di un secondo attacco cardiaco:

  • Smettere di fumare

  • Perdita di peso

  • Controllare la pressione arteriosa

  • Ridurre i livelli di colesterolo ematico attraverso la dieta o il ricorso a farmaci

  • Eseguire giornalmente attività fisica aerobica

Allo stesso modo, la modifica dei fattori di rischio può favorire il rallentamento della progressione dell’insufficienza cardiaca.

Ulteriori informazioni

Di seguito si riporta una risorsa in lingua inglese che può essere utile. Si noti che IL MANUALE non è responsabile del contenuto di questa risorsa.

NOTA: Questa è la Versione per i pazienti. CLICCA QUI per accedere alla Versione per i professionisti
per accedere alla Versione per i professionisti
Ottieni

Potrebbe anche Interessarti

PARTE SUPERIORE