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Disturbo fittizio imposto su se stesso

Di

Joel E. Dimsdale

, MD, University of California, San Diego

Ultima modifica dei contenuti ago 2019
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Il disturbo fittizio è una falsificazione di sintomi fisici o psicologici senza un evidente incentivo esterno; la motivazione di questo comportamento è quella di assumere il ruolo di malato. I sintomi possono essere acuti, drammatici, e convincenti. I pazienti spesso passano da un medico all'altro o da un ospedale all'altro per il trattamento. La causa è sconosciuta, sebbene siano frequentemente implicati lo stress e un grave disturbo di personalità, di solito il disturbo borderline di personalità. La diagnosi è clinica. Non vi sono terapie sicuramente efficaci.

Il disturbo fittizio imposto su se stesso è stato precedentemente chiamato sindrome di Munchausen, in particolare quando le manifestazioni erano drammatiche e gravi. Può anche verificarsi il disturbo fittizio imposto su un'altra persona.

Questi pazienti vengono trattati in cliniche mediche o chirurgiche, a volte nelle fasi iniziali e altre volte in maniera cronica. Tuttavia, il disturbo è di tipo mentale ed è qualcosa di più complesso di una semplice, disonesta simulazione di sintomi e si associa a gravi difficoltà emozionali.

I pazienti possono presentare importanti caratteristiche di personalità borderline e sono solitamente intelligenti e pieni di risorse. Sanno come si finge una malattia e conoscono nei minimi dettagli le procedure mediche. Si distinguono dai simulatori in quanto, nonostante gli inganni e le simulazioni siano coscienti e volontari, non ci sono evidenti incentivi esterni per il loro comportamento (p. es., un guadagno economico). Non è chiaro quale sia il loro ricavo al di là delle attenzioni mediche per le loro sofferenze, e le motivazioni alla base delle loro richieste di attenzioni rimangono in gran parte inconsapevoli e indecifrabili.

I pazienti potrebbero avere un'anamnesi recente positiva per violenze fisiche e psicologiche. I pazienti potrebbero anche avere sperimentato una grave malattia durante l'infanzia o aver avuto un parente gravemente malato. I pazienti sembrano avere problemi con la propria identità, così come un'instabilità nelle relazioni interpersonali. Simulare una malattia può costituire un modo per aumentare o proteggere l'autostima attribuendo la responsabilità dei propri fallimenti alla malattia, frequentando medici e centri terapeutici prestigiosi e/o mostrandosi unici, eroici, ben informati e sofisticati a livello medico.

Sintomatologia

I pazienti con disturbo fittizio imposto su se stesso possono lamentare o simulare sintomi fisici che suggeriscono alcuni disturbi (p. es., il dolore addominale che può sollevare il sospetto di un addome acuto chirurgico, l'ematemesi). I pazienti spesso conoscono molti sintomi e le caratteristiche del disturbo che stanno fingendo (p. es., che il dolore causato da un infarto miocardico può irradiarsi al braccio sinistro o alla mascella o essere accompagnato da sudorazione profusa).

A volte simulano o inducono reperti fisici (p. es., pungersi un dito per contaminare un campione di urina con il sangue, iniettare batteri sotto la pelle per produrre febbre o un ascesso; in questi casi, l'Escherichia coli è spesso il microrganismo infettante). La loro parete addominale può essere segnata da cicatrici da laparotomie esplorative, oppure un dito o un arto potrebbero essere stati amputati.

Diagnosi

  • Valutazione clinica

La diagnosi di disturbo fittizio imposto su se stesso si fonda sull'anamnesi e sull'esame obiettivo, accompagnati dagli accertamenti necessari per escludere disturbi organici e dimostrare un atteggiamento di esagerazione, mistificazione, simulazione e/o induzione di sintomi fisici. Il comportamento deve avvenire in assenza di incentivi esterni evidenti (p. es., dal lavoro, una compensazione finanziaria per infortunio).

Trattamento

  • Non vi sono terapie sicuramente efficaci

Il trattamento del disturbo fittizio imposto su se stesso è generalmente difficile, e non ve ne sono di chiaramente efficaci. I pazienti potrebbero trarre un iniziale miglioramento dal vedere soddisfatte le loro richieste di trattamento, ma tipicamente si assiste a un'intensificazione della sintomatologia che, alla fine, oltrepassa la disponibilità e le possibilità dei medici. Il confronto o il rifiuto relativo alle richieste di trattamento spesso generano reazioni di rabbia e i pazienti passano in genere da un medico all'altro o si rivolgono a un altro ospedale (fenomeno denominato peregrinazione).

L'identificazione del disturbo e una precoce consulenza psichiatrica o psicologica sono importanti, in modo da evitare il ricorso a test invasivi, procedure chirurgiche e utilizzo eccessivo o ingiustificato di farmaci.

Deve essere utilizzato un approccio non aggressivo, non punitivo né ostile, ai fini della comunicazione della diagnosi di disturbo fittizio ai pazienti. Per evitare di indurre sensi di colpa o di disapprovazione, un medico può presentare la diagnosi come una richiesta di aiuto. In alternativa, alcuni esperti raccomandano di fornire il trattamento per il disturbo mentale senza che ai pazienti venga richiesto il riconoscimento del loro ruolo nella genesi della malattia. In ogni caso, può essere di aiuto al paziente convenire che il medico e il paziente possono risolvere il problema collaborando.

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