Un anello esofageo inferiore è una sub-stenosi mucosa di 2-4 mm che provoca un restringimento anulare a carico dell'esofago distale in corrispondenza della giunzione squamocolonnare che spesso provoca disfagia.
L'eziologia degli anelli esofagei inferiori è sconosciuta; possono essere congeniti o causati da reflusso gastroesofageo o esofagite indotta da pillole (1).
Questi anelli causano disfagia intermittente per i solidi. I sintomi possono iniziare a qualsiasi età, ma generalmente non si manifestano prima dell'età adulta media, con un'età media di presentazione di 57 anni in uno studio (2). La difficoltà a deglutire è intermittente ed è particolarmente aggravata dalla carne e dal pane secco. I sintomi di solito si verificano solo quando il lume esofageo è < 12 mm di diametro e quasi mai quando è > 20 mm (3).
Tipicamente, la valutazione della disfagia inizia con endoscopia del tratto superiore, che deve mostrare un anello abbastanza grande da causare sintomi. Se l'esofago distale viene adeguatamente disteso, la RX con bario di solito riesce anche a evidenziare l'anello.
Gli anelli esofagei (chiamati anche anelli di Schatzki) sono pieghe mucose lisce, concentriche, che restringono l'esofago a livello della giunzione esofogastrica. Un'ernia iatale può essere vista attraverso il lume di questo anello.
Questa immagine mostra un anello di Schatzki (freccia).
Istruire il paziente a masticare accuratamente il cibo, a piccoli sorsi d'acqua, è di solito l'unico trattamento richiesto per gli anelli più ampi, ma gli anelli a lume ristretto richiedono la dilatazione per via endoscopica o il bougienage (dilatazione con una sottile sonda in gomma o plastica). La resezione chirurgica è raramente necessaria.
Riferimenti
1. Sgouros SN, Vlachogiannakos J, Karamanolis G, et al. Long-term acid suppressive therapy may prevent the relapse of lower esophageal (Schatzki's) rings: a prospective, randomized, placebo-controlled study. Am J Gastroenterol. 2005;100(9):1929-1934. doi:10.1111/j.1572-0241.2005.41184.x
2. Müller M, Gockel I, Hedwig P, et al. Is the Schatzki ring a unique esophageal entity? World J Gastroenterol. 2011;17(23):2838-2843. doi:10.3748/wjg.v17.i23.2838
3. Pezzullo JC, Lewicki AM. Schatzki ring, statistically reexamined. Radiology. 2003;228(3):609-613. doi:10.1148/radiol.2283021162



