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Panoramica dei farmaci generici e della denominazione dei farmaci

Di

Daphne E. Smith Marsh

, PharmD, BC-ADM, CDE , College of Pharmacy, University of Illinois at Chicago

Ultima revisione/verifica completa ago 2017| Ultima modifica dei contenuti ago 2017
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I farmaci spesso possono avere svariati nomi. Quando un farmaco viene inizialmente scoperto, gli viene attribuito un nome chimico che ne descrive la struttura atomica o molecolare. Questo, in genere, è troppo complesso e difficile per l’uso abituale. Successivamente, vengono sviluppati una versione ridotta del nome chimico o un nome in codice (come RU 486), per un facile riferimento in ambito scientifico.

Quando un farmaco è approvato dall’ente governativo che garantisce la sicurezza e l’efficacia dei medicinali in commercio negli Stati Uniti (Food and Drug Administration, FDA), gli viene assegnato un

  • Nome generico (ufficiale)

  • Nome commerciale (brevetto o marchio di fabbrica o commerciale)

Per esempio, fenitoina è il nome generico e Dilantin è il nome commerciale dello stesso farmaco.

Negli Stati Uniti, un ente ufficiale, lo United States Adopted Names Council (USAN), assegna il nome generico.

Il nome commerciale è sviluppato dall’azienda richiedente l’approvazione del farmaco e identifica il farmaco come proprietà esclusiva di tale azienda.

Quando il farmaco è sotto tutela brevettuale, l’azienda lo immette sul mercato con il nome commerciale. Una volta scaduto il termine della tutela brevettuale, l’azienda proprietaria può immettere sul mercato il prodotto con il nome generico o con il nome commerciale. Altre aziende farmaceutiche che richiedono l’approvazione per la commercializzazione di un farmaco non più sotto tutela brevettuale devono usare lo stesso nome generico, ma possono creare un nome commerciale proprio. Di conseguenza, lo stesso farmaco generico può essere venduto con il nome generico (ad esempio ibuprofene) o con uno dei numerosi nomi commerciali (quali Advil o Motrin).

I nomi generici e commerciali devono essere unici, per evitare che un farmaco venga confuso con un altro al momento della prescrizione o della dispensazione. Per evitare questa possibile confusione, l’FDA deve approvare ogni nome commerciale proposto.

I funzionari governativi, i medici, i ricercatori e quanti altri pubblicano dati sul nuovo composto, usano il nome generico del farmaco, in quanto ci si riferisce al farmaco stesso e non al marchio di una particolare società o a uno specifico prodotto commerciale. Tuttavia, di norma, i medici utilizzano il nome commerciale sulle prescrizioni, sia perché più semplice da ricordare, sia perché di solito vengono a conoscenza di nuovi farmaci in base al loro nome commerciale.

I nomi generici sono solitamente più complicati e più difficili da ricordare rispetto ai nomi commerciali. Molti nomi generici sono una versione più corta del nome chimico, della struttura o della formula del farmaco. Al contrario, i nomi commerciali sono solitamente orecchiabili, spesso correlati all’utilizzo per cui sono designati e relativamente facili da ricordare; in tal modo, il medico prescriverà il farmaco e i pazienti lo acquisteranno in base al nome. I nomi commerciali spesso suggeriscono una caratteristica del farmaco. Per esempio, il Lopresor abbassa la pressione arteriosa, il Gliconorm abbassa gli alti livelli di zucchero (glucosio) nel sangue e il Muscoril rilassa i muscoli scheletrici. A volte, il nome commerciale è semplicemente una versione abbreviata del nome generico del farmaco, per esempio, Minocin per minociclina.

Il termine generico, quando applicato a cibi e a prodotti per la casa, è usato per descrivere un prodotto meno caro, a volte meno efficace o un’imitazione di qualità inferiore rispetto al prodotto di marca. Tuttavia, la maggior parte dei farmaci generici, sebbene meno costosa della versione di marca equivalente, ha la stessa efficacia e la stessa qualità del farmaco di marca originale (vedere Bioequivalenza e intercambiabilità dei farmaci generici). In realtà, i produttori di farmaci generici realizzano molti prodotti di marca per società che controllano il nome commerciale. A volte, il mercato offre più di una versione generica di un farmaco. Per esempio, molti produttori vendono versioni di paracetamolo.

Tabella
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Che cosa è racchiuso in un nome?

Nome chimico

Nome generico

Nome commerciale

N-(4-idrossifenil) acetamide

Paracetamolo

Tachipirina

7-cloro-1,3-diidro-1-metil-5-fenil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one

Diazepam

Valium

4-[4-(p-clorofenil)-4-idrossipiperidino]-4’-fluorobutirofenone

Aloperidolo

Haldol

(1S, 2S) dl-treo-2-(metilammino)-1-fenilpropano-1-ol

Pseudoefedrina

Sudafed

6-metossi-2-[(S)-(4-metossi-3,5-dimetilpiridin-2-il)metilsulfinil]-1H-benzimidazolo

Esomeprazolo

Nexium

Tutela brevettuale per i farmaci

Una società che sviluppa un nuovo farmaco può ottenere un brevetto per il farmaco stesso, per la sua sintesi, il suo utilizzo e persino per il metodo di distribuzione e rilascio nel ciclo ematico. Pertanto, una società spesso possiede più di un brevetto per lo stesso farmaco. I brevetti garantiscono alla società diritti esclusivi sul farmaco per 20 anni. Ulteriori brevetti possono talora essere richiesti per estenderne la durata. In genere, intercorrono circa 10 anni tra la scoperta del farmaco (quando viene rilasciato il brevetto) e il momento in cui il farmaco viene approvato per l’impiego su uomini e animali, lasciando alla società solamente la metà della durata del brevetto per la sua commercializzazione. Spesso viene accelerata l’approvazione dei farmaci per il trattamento di AIDS, tumori e altre patologie potenzialmente letali, per le quali non esiste ancora un trattamento.

Dopo la scadenza del brevetto, una versione generica di un farmaco approvato dall’FDA può essere prodotta e venduta da altre società. In genere, vendono il prodotto a un prezzo inferiore rispetto alla versione di marca originale, perché il produttore del farmaco generico non deve recuperare i costi originali legati allo sviluppo del farmaco e solitamente investe somme molto inferiori nelle campagne di marketing. Un farmaco generico può essere commercializzato con il suo nome generico o con un nome commerciale (farmaco generico di marca), ma non con il nome utilizzato dall’azienda titolare del brevetto originale.

Non tutti i farmaci che non sono coperti dalla tutela brevettuale hanno versioni generiche. A volte, è troppo difficile riprodurre un farmaco oppure non esistono prove adeguate per dimostrare che il generico agisca esattamente come il farmaco di marca. Talvolta, il mercato per il farmaco è così ristretto che produrne un’altra versione sarebbe economicamente poco conveniente.

Farmaci generici che non necessitano di prescrizione

I farmaci generici corrispondenti ad alcuni medicinali che non necessitano di prescrizione (farmaci da banco) sono spesso venduti, generalmente a prezzo inferiore, con un marchio di catene produttrici di farmaci o cooperative. Questi farmaci vengono valutati a livello ministeriale nello stesso modo dei farmaci soggetti a prescrizione medica e devono soddisfare gli stessi requisiti.

I farmacisti possono consigliare i farmaci generici da banco che hanno la stessa efficacia dell’originale. Comunque, un consumatore può preferire un prodotto a un altro per l’aspetto, il gusto, la consistenza o altre caratteristiche.

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