Acidosi respiratoria

DiJames L. Lewis III, MD, Brookwood Baptist Health and Saint Vincent’s Ascension Health, Birmingham
Revisionato/Rivisto lug 2023
Visualizzazione l’educazione dei pazienti

L'acidosi respiratoria è un aumento primitivo della pressione parziale di diossido di carbonio (P) associata o meno a un aumento compensatorio del bicarbonato (HCO); il pH è solitamente basso, ma può essere quasi normale. La causa è una diminuzione della frequenza respiratoria e/o del volume respiratorio (ipoventilazione), generalmente a causa di affezioni del sistema nervoso centrale, polmonari o iatrogene. L'acidosi respiratoria può essere acuta o cronica; la forma cronica è asintomatica, ma quella acuta, o in peggioramento, causa cefalea, confusione e sonnolenza. I segni comprendono tremori, scatti mioclonici e asterixis. La diagnosi è clinica ed è supportata dall'emogasanalisi e dal dosaggio degli elettroliti sierici. La causa va trattata; sono spesso necessari ossigeno (O) e la ventilazione meccanica.

(Vedi anche Regolazione dell'equilibrio acido-base e disturbi dell'equilibrio acido-base.)

L'acidosi respiratoria è dovuta a un accumulo di diossido di carbonio (CO2) (ipercapnia) dovuta a una diminuzione della frequenza respiratoria e/o del volume respiratorio (ipoventilazione). Le cause di ipoventilazione (trattate nel capitolo insufficienza ventilatoria) comprendono

  • Condizioni che compromettono il centro respiratorio del sistema nervoso centrale (p. es., ictus del tronco encefalico, farmaci, droghe o alcol)

  • Condizioni che alterano la trasmissione neuromuscolare e altre condizioni che causano debolezza muscolare

  • Pneumopatie ostruttive, restrittive e parenchimali

L'ipossia tipicamente accompagna l'ipoventilazione.

L'acidosi respiratoria può essere

  • Acuta

  • Cronica

La distinzione si basa sul grado di compensazione metabolica; il diossido di carbonio inizialmente viene tamponato con scarsa efficacia, ma in 3-5 giorni i reni aumentano significativamente il riassorbimento di bicarbonato.

Sintomatologia dell'acidosi respiratoria

La sintomatologia dipende dalla velocità e dall'entità dell'aumento della Pco2. La CO2 si diffonde rapidamente attraverso la barriera emato-encefalica. La sintomatologia è il risultato dell'elevata concentrazione di CO2 e della riduzione del pH nel sistema nervoso centrale e dell'eventuale ipossia associata.

Un'acidosi respiratoria acuta (o un peggioramento acuto di una forma cronica) causa cefalea, confusione, inquietudine, sonnolenza e stupor (narcosi da CO2). Un'acidosi respiratoria stabile a lenta evoluzione (come nella broncopneumopatia cronica ostruttiva) può essere ben tollerata, ma i pazienti possono andare incontro a perdita di memoria, disturbi del sonno, eccessiva sonnolenza diurna e cambiamenti di personalità. I segni comprendono disturbi della deambulazione, tremori, riflessi osteotendinei profondi attenuati, scatti mioclonici, flapping tremor e papilledema.

Diagnosi dell'acidosi respiratoria

  • Emogasanalisi e dosaggio degli elettroliti sierici

  • Diagnosi eziologica (solitamente clinica)

Il riconoscimento dell'acidosi respiratoria e dell'appropriato compenso renale (vedi Diagnosi dei disturbi dell'equilibrio acido-base) richiede la determinazione dell'emogasanalisi e la misurazione degli elettroliti sierici. Le cause sono generalmente evidenti all'anamnesi e all'esame obiettivo.

Il calcolo del gradiente alveolo-arterioso (A-a) di O2 (Po2 inspirata − [Po2 arteriosa +5/4 Pco2 arteriosa]) può essere di aiuto nel distinguere una patologia tra polmonare ed extrapolmonare; un gradiente normale esclude, di fatto, le patologie polmonari.

Trattamento dell'acidosi respiratoria

  • Ventilazione adeguata

Il trattamento consiste nel fornire una ventilazione adeguata attraverso l'intubazione endotracheale o la ventilazione a pressione positiva non invasiva (per le indicazioni specifiche e procedure, vedi Panoramica sull'insufficienza respiratoria). Un'adeguata ventilazione è tutto ciò che è necessario per correggere l'acidosi respiratoria. L'ipercapnia cronica deve generalmente essere corretta lentamente (p. es., in diverse ore o più), perché una diminuzione troppo rapida della Pco2 può causare un'alcalosi post-ipercapnica da compensazione eccessiva quando la sottostante ipercarbonatemia compensatoria diviene evidente. L'aumento improvviso del pH del sistema nervoso centrale che ne deriva può portare a convulsioni e morte.

Vanno corretti i deficit di potassio e cloro.

Il bicarbonato di sodio è quasi sempre controindicato, a causa del rischio potenziale di un'acidosi paradossa del sistema nervoso centrale. Un'eccezione sono i casi di grave broncospasmo, in cui il bicarbonato può migliorare la responsività della muscolatura liscia bronchiale ai farmaci beta-agonisti.

Punti chiave

  • L'acidosi respiratoria comporta una diminuzione della frequenza respiratoria e/o del volume (ipoventilazione).

  • Le cause comuni comprendono la compromissione del centro respiratorio (p. es., a causa di droghe, farmaci o malattie del sistema nervoso centrale) e ostruzione delle vie aeree (p. es., a causa di asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva, apnea del sonno, edema delle vie aeree).

  • Riconoscere l'ipoventilazione cronica dalla presenza di compenso metabolico (elevato bicarbonato [HCO3]) e segni clinici di tolleranza (meno sonnolenza e confusione del previsto per il grado di ipercapnia).

  • Trattare la causa e fornire una ventilazione adeguata, usando intubazione endotracheale o ventilazione a pressione positiva non invasiva se necessario.

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