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Cancro del collo dell'utero

Di

Pedro T. Ramirez

, MD, The University of Texas MD Anderson Cancer Center;


Gloria Salvo

, MD, MD Anderson Cancer Center

Ultima modifica dei contenuti feb 2019
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Risorse sull’argomento

Il carcinoma della cervice è di solito un carcinoma squamocellulare causato dall'infezione da papillomavirus umano; meno spesso, si tratta di un adenocarcinoma. Il cancro della cervice è asintomatico; il primo sintomo di tumore avanzato è di solito il sanguinamento vaginale post-coitale. La diagnosi si esegue attraverso il test di Papanicolau e la biopsia. La stadiazione è clinica. La terapia comprende la resezione chirurgica per gli stadi iniziali della malattia oppure la radioterapia associata alla chemioterapia per la malattia avanzata localmente. Se il cancro si è diffuso a distanza, la chemioterapia viene spesso usata come unico trattamento.

Il cancro della cervice è la 3a neoplasia ginecologica più frequente e l'8a neoplasia più diffusa tra le donne negli Stati Uniti. L'età media alla diagnosi è 50 anni, ma il cancro può presentarsi già precocemente dall'età di 20 anni. L'American Cancer Society stima che negli Stati Uniti, nel 2019 si verificheranno 13 170 nuovi casi di cancro cervicale invasivo e 4250 morti per cancro cervicale.

Il carcinoma della cervice deriva da una neoplasia intraepiteliale cervicale, che sembra essere provocata dall'infezione da papillomavirus umano tipo 16, 18, 31, 33, 35 o 39.

I fattori di rischio per il cancro della cervice comprendono

  • Primo rapporto sessuale in giovane età

  • Un numero elevato di partner sessuali

  • Fumo di sigaretta

  • Immunodeficienza

Indipendentemente dalla storia sessuale, i medici devono presumere che le donne siano state esposte a qualcuno con papillomavirus umano perché è onnipresente.

Anatomia patologica

La neoplasia intraepiteliale cervicale è classificata come

  • 1: displasia cervicale lieve

  • 2: displasia moderata

  • 3: displasia e carcinoma in situ gravi

La regressione spontanea della displasia cervicale intraepiteliale 3 è improbabile; se non trattata chirurgicamente, essa può penetrare, in mesi o anni, la membrana basale, trasformandosi in carcinoma invasivo.

Circa l'80-85% di tutte le neoplasie cervicali è costituito da carcinomi squamocellulari; la maggior parte delle altre è costituita da adenocarcinomi. I sarcomi e i tumori a piccole cellule neuroendocrine sono rari.

Il cancro cervicale invasivo di solito diffonde per estensione diretta ai tessuti circostanti o attraverso i linfatici ai linfonodi pelvici e para-aortici. La diffusione per via ematogena è possibile, ma rara.

Se il tumore del collo dell'utero si diffonde ai linfonodi pelvici o para-aortici, la prognosi è peggiore e cambiano l'ubicazione e le dimensioni del campo d'azione della radioterapia.

Sintomatologia

Il cancro del collo dell'utero può essere asintomatico.

Quando i sintomi si manifestano, solitamente comprendono un irregolare sanguinamento vaginale, che è il più delle volte post-coitale, ma può avvenire spontaneamente tra le mestruazioni. Le neoplasie più grandi hanno più probabilità di sanguinare spontaneamente e possono provocare perdite vaginali maleodoranti o dolore pelvico. I tumori più diffusi possono provocare uropatia ostruttiva, dolore alla schiena ed edemi declivi dovuti all'ostruzione linfatica del sistema venoso.

L'esame pelvico può rilevare un tumore necrotico esofitico nella cervice.

Diagnosi

  • Test di Papanicolaou (Pap test)

  • Biopsia

  • Stadiazione clinica, solitamente biopsia, esame pelvico e RX torace

Il cancro della cervice può essere sospettato nel corso di un esame ginecologico di routine. Si considera in donne con

  • Visibili lesioni cervicali

  • Risultati anormali del Pap test

  • Sanguinamento vaginale anormale

La refertazione del risultato della citologia cervicale è standardizzata (vedi tabella Classificazione di Bethesda della citologia cervicale [1]). Una valutazione ulteriore è indicata se si riscontrano cellule atipiche o cancerose, in particolare nelle donne a rischio. Se la citologia non è dirimente per un carcinoma, una colposcopia (esame della vagina e del collo uterino con una lente d'ingrandimento) può essere utilizzata per identificare le aree che richiedono una biopsia. La biopsia con guida colposcopica con curettage endopelvico è in genere diagnostica. In caso contrario, è necessaria la biopsia conica (conizzazione); si rimuove un cono di tessuto usando una procedura di escissione con ansa elettrica, laser o bisturi freddo.

Tabella
icon

Classificazione di Bethesda della citologia cervicale*

Categoria

Specifiche

Commenti

Tipo di campione

Convenzionale (Papanicolaou [Pap]), preparazione a base liquida, o altro

Il tipo di test è specificato.

Adeguatezza del campione

Soddisfacente per la valutazione

Vengono descritti tutti gli indicatori di qualità (p. es., presenza o assenza di zone di trasformazione, componente parzialmente ematica, flogosi).

Insoddisfacente per la valutazione (respinta e non elaborata)

La motivazione è specificata.

Insoddisfacente per la valutazione, ma elaborato e valutato

La motivazione è specificata.

Categorizzazione generale (opzionale)

Negativa per lesione intraepiteliale o cancro

Anomalie delle cellule epiteliali

Altri reperti

I reperti vengono dichiarati o descritti secondo interpretazione, sotto.

Interpretazione di anomalie negative (non maligne)

Microrganismi

Possibili reperti comprendono i seguenti:

  • Trichomonas vaginalis

  • Miceti morfologicamente compatibili con Candida sp

  • Variazione nella flora vaginale suggestiva per vaginosi batterica

  • Batteri morfologicamente compatibili con Actinomyces sp

  • Modificazioni cellulari compatibili con il virus dell'herpes simplex

  • Modificazioni cellulari compatibili con il cytomegalovirus

Rilevazioni non neoplastiche (la segnalazione è facoltativa)

Possibili reperti comprendono i seguenti:

  • Variazioni cellulari non neoplastiche (metaplasia squamosa, alterazioni cheratotiche, metaplasia delle tube, atrofia o alterazioni associate alla gravidanza)

  • Modificazioni cellulari reattive associate ad infiammazione (cervicite linfocitica), radiazioni, o uso di dispositivo intrauterino

  • Stato delle cellule ghiandolari dopo isterectomia

Interpretazione delle anomalie delle cellule epiteliali

Cellule squamose

Possibili reperti comprendono i seguenti:

  • Cellule squamose atipiche di significato incerto

  • Cellule squamose atipiche per le quali una lesione di alto grado non può essere esclusa (ASC-H)

  • Lesione intraepiteliale squamosa di basso grado che comprende l'infezione da papillomavirus umano o lieve displasia (displasia cervicale intraepiteliale, CIN 1)

  • Lesioni intraepiteliali di alto grado comprendenti la displasia moderata (displasia cervicale intraepiteliale CIN 2) e grave (displasia cervicale intraepiteliale CIN 3/carcinoma in situ), notando se le lesioni presentano caratteristiche suggestive di invasività

  • Carcinoma squamocellulare

Cellule ghiandolari

Possibili reperti comprendono i seguenti:

  • Cellule atipiche: endocervicali, endometriali o ghiandolari

  • Cellule atipiche che possono essere cancerogene: endocervicali o ghiandolari

  • Adenocarcinoma in situ: endocervicale

  • Adenocarcinoma: endocervicali, endometriali, extrauterini o non altrimenti specificato

Interpretazione di altre anomalie

Cellule endometriali (in una donna 45 anni)*

Viene specificato se il campione è negativo per una lesione intraepiteliale squamosa.

Altre forme di cancro

Il tipo è specificato.

*L'uso di un dispositivo automatico per la scansione deve essere segnalato, così come test aggiuntivi (p. es., il papillomavirus umano) e i loro risultati.

In assenza di evidenza cellulare di neoplasia, si considera che non vi è lesione o neoplasia intraepiteliale qui o nella categorizzazione generale.

Cambiamenti cellulari da infezione da papillomavirus umano, precedentemente chiamati coilocitosi, atipie coilocitiche e atipia condilomatosica, sono inclusi nella categoria delle lesioni intraepiteliali squamose di basso grado.

HPV = papillomavirus umano.

Adattato da the Bethesda System 2014, National Institutes of Health.

Stadiazione

I tumori cervicali sono stadiati clinicamente sulla base dei risultati di biopsia, esame obiettivo e RX torace (vedi tabella Classificazione di Bethesda della citologia cervicale). Nel sistema di stadiazione dell'International Federation of Gynecology and Obstetrics (FIGO), lo stadio non comprende informazioni sullo stato dei linfonodi. Sebbene non sia incluso nella stadiazione, lo stato linfonodale è uno dei più importanti fattori prognostici nel carcinoma cervicale in stadio precoce (stadio IA1-IB1); è necessario per la pianificazione del trattamento e influenza la radioterapia.

Se lo stadio è > IA2, si esegue una TC o una RM di addome e pelvi per identificare eventuali metastasi, sebbene i risultati non siano utilizzati per la stadiazione. La PET con TC (PET/CT) viene usata più comunemente per controllare la diffusione oltre la cervice. Se PET/TC, RM o TC non sono eseguibili, cistoscopia, sigmoidoscopia e urografia EV, quando clinicamente indicate, possono essere usate per la stadiazione.

Tabella
icon

Stadiazione clinica FIGO del carcinoma cervicale*

Stadio

Descrizione

I

Carcinoma confinato alla cervice (l'estensione al corpo uterino dev'essere trascurata)

  • IA

Carcinoma diagnosticato solo microscopicamente, con l'invasione di stroma ≤ 5 mm di spessore*

  • IA1

Invasione dello stroma < 3 mm di profondità

  • IA2

Invasione dello stroma di misura ≥ 3 mm e < 5 mm in profondità

  • IB

Invasione di misura ≥ 5 mm (maggiore dello stadio IA) con lesione limitata alla cervice.

  • IB1

Lesioni < 2 cm nella dimensione maggiore

  • IB2

Lesioni ≥ 2 e < 4 cm di dimensione maggiore

  • IB3

Lesione ≥ 4 cm nella dimensione maggiore

II

Estensione oltre l'utero ma non alla parete pelvica o al terzo inferiore della vagina

  • IIA

Limitato ai 2/3 superiori della vagina senza evidente coinvolgimento del parametrio

  • IIA1

Lesione < 4 cm nella dimensione maggiore

  • IIA2

Lesione ≥ 4 cm nella dimensione maggiore

  • IIB

Coinvolgimento parametrico, ma non fino alla parete pelvica

III

Si estende alla parete pelvica e/o coinvolge il terzo inferiore della vagina e/o causa idronefrosi o un rene non funzionante e/o coinvolge linfonodi pelvici e/o para-aortici

  • IIIA

Estensione al terzo inferiore della vagina ma non alla parete pelvica

  • IIIB

Estensione alla parete pelvica e/o causa idronefrosi, o un rene non funzionante (a meno che non si sappia essere dovuto a un'altra causa)

  • IIIC

Coinvolge i linfonodi pelvici e/o para-aortici, indipendentemente dalle dimensioni e dall'estensione del tumore (con notazioni r e p)

  • IIIC1

Solo metastasi ai linfonodi pelvici

  • IIIC1

Metastasi ai linfonodi para-aortici

IV

Estensione oltre la pelvi vera o coinvolgimento della vescica o della mucosa rettale confermato dalla biopsia

  • IVA

Diffusione agli organi pelvici adiacenti

  • IVB

Diffusione a organi distanti

* Se lo stadio è in dubbio, deve essere assegnato lo stadio inferiore. Imaging e patologia, se disponibili, possono essere utilizzati per integrare i reperti clinici quando si determinano le dimensioni e l'estensione del tumore in tutti gli stadi. La profondità dell'invasione deve essere misurata dalla base dell'epitelio (superficie o ghiandolare) da cui origina. Il coinvolgimento dello spazio vascolare (venoso o linfatico) non deve alterare la stadiazione. L'estensione laterale della lesione non è più considerata.

Le notazioni r (imaging) e/o p (patologia) devono essere aggiunte per indicare i metodi utilizzati nell'assegnazione dello stadio IIIC (p. es., stadio IIICp). Il tipo di imaging o la tecnica patologica utilizzata devono sempre essere documentati.

Basato su FIGO Cancer Report 2018 (Neerja Bhatla N, Aoki D, Sharma DN, Sankaranarayanan, R, et al: Cancer of the cervix uteri. International Journal of Gynecology and Obstetrics 143 (S2):22–36, 2018. https://doi.org/10.1002/ijgo.12611.

Lo scopo di questo sistema di stadiazione è quello di stabilire una classificazione coerente, standard e uniforme della diagnosi in tutti i paesi del mondo. Il sistema esclude i risultati delle prove che hanno meno probabilità di essere disponibili a livello mondiale (p. es., RM) perché la maggior parte dei casi di cancro della cervice uterina si verifica nei paesi in via di sviluppo. Poiché tali test non vengono utilizzati, i reperti, come l'invasione parametriale e le metastasi linfonodali sono spesso mancanti, e quindi la sottostadiazione è possibile.

Quando gli esami di imaging suggeriscono che i linfonodi pelvici o para-aortici sono notevolmente ingranditi (> 2 cm), è occasionalmente indicata l'esplorazione chirurgica, tipicamente con accesso retroperitoneale. Il suo unico scopo è quello di rimuovere i linfonodi ingrossati in modo che la radioterapia possa essere più mirata e più efficace.

Riferimento di diagnosi

  • 1. Nayar R, Wilbur DC: The Pap test and Bethesda 2014. Cancer Cytopathology, 123: 271–281, 2015.

Prognosi

Nei carcinomi a cellule squamose, le metastasi a distanza di solito si verificano solo quando il carcinoma è avanzato o recidivo. I tassi di sopravvivenza a 5 anni sono i seguenti:

  • Stadio I: dall'80 al 90%

  • Stadio II: dal 60 al 75%

  • Stadio III: dal 30 al 40%

  • Stadio IV: dallo 0 al 15%

Quasi l'80% delle recidive si manifesta entro 2 anni.

I fattori prognostici avversi comprendono

  • Interessamento dei linfonodi

  • Dimensione e volume del tumore larghi

  • Invasione stromale cervicale profonda

  • Invasione parametriale

  • Invasione dello spazio vascolare

  • Istologia non squamosa

Trattamento

  • Escissione o radioterapia risolutiva se non c'è diffusione ai parametri o oltre

  • Radioterapia e chemioterapia se vi è diffusione ai parametri o oltre

  • Chemioterapia per il cancro metastatico e recidivante

Il trattamento del cancro cervicale può comprendere la resezione chirurgica, la terapia radiante e la chemioterapia. Se è indicata l'isterectomia ma la paziente si rifiuta, si utilizzano radioterapia e chemioterapia.

Neoplasia cervicale intraepiteliale e carcinoma a cellule squamose stadio IA1

Il trattamento implica

  • Conizzazione o semplice isterectomia

Il carcinoma cervicale microinvasivo, definito come stadio IA1 della classificazione FIGO senza invasione linfovascolare, ha un rischio < 1% di metastasi linfonodali e può essere gestito in modo conservativo con la conizzazione utilizzando la procedura di escissione elettrochirurgica ad ansa, il laser o il bisturi freddo. La conizzazione è indicata per i pazienti che sono interessati a preservare la fertilità. L'isterectomia semplice deve essere eseguita se le pazienti non sono interessate a preservare la fertilità o se i margini sono positivi dopo la conizzazione.

Nei casi di stadio IA1 con invasione dello spazio linfovascolare, la conizzazione (con margini negativi) con mappatura del linfonodo sentinella pelvico per via laparoscopica più linfoadenectomia (dissezione linfonodale) è una strategia ragionevole.

Stadi IA2 a IIA

Per il carcinoma cervicale in stadio IA2 o IB1, la raccomandazione standard è

  • Isterectomia radicale con linfoadenectomia pelvica bilaterale (con o senza mappatura del linfonodo sentinella)

L'isterectomia radicale comprende la resezione dell'utero (compresa la cervice), parti del legamento cardinale e uterosacrale, 1-2 cm della porzione più alta della vagina e i linfonodi pelvici. I recenti risultati di uno studio prospettico randomizzato di fase III (1) mostrano che la chirurgia minimamente invasiva ha determinato un tasso di sopravvivenza globale più basso e un tasso di recidiva più elevato rispetto all'isterectomia radicale addominale totale. Pertanto, i modelli di pratica clinica mostrano ora una preferenza per l'approccio aperto piuttosto che per la chirurgia minimamente invasiva.

Il sistema di classificazione di Querleu&Morrow descrive 4 tipi fondamentali di isterectomia radicale, con alcuni sottotipi che prendono in considerazione la conservazione dei nervi e la linfoadenectomia paracervicale (2).

Per gli stadi da IB2 ad IIA del cancro cervicale, l'approccio più frequente è

  • Chemioterapia combinata e radiazioni pelviche

Un'altra opzione terapeutica è l'isterectomia radicale e la linfoadenectomia pelvica bilaterale, talvolta con radioterapia (vedi tabella Criteri Sedlis per la radioterapia pelvica esterna dopo isterectomia radicale).

Se durante l'intervento si reperta una diffusione extracervicale, l'isterectomia radicale non viene effettuata, e la radioterapia postoperatoria con chemioterapia concomitante è raccomandata per prevenire la recidiva locale.

In alcune pazienti con stadio precoce del cancro del collo dell'utero e che desiderano preservare la fertilità, si può effettuare una trachelectomia radicale. Può essere utilizzato un approccio laparoscopico robot-assistito addominale, vaginale. In questa procedura vengono rimossi la cervice, i parametri immediatamente adiacenti alla cervice, i 2 cm superiori della vagina, e i linfonodi pelvici. L'utero rimanente viene ricollegato alla vagina superiore, preservando il potenziale di fertilità. I candidati ideali per questa procedura sono pazienti con le seguenti caratteristiche:

  • Sottotipi istologici come il carcinoma squamocellulare, adenocarcinoma o carcinoma adenosquamoso

  • Stadio IA1/grado 2 o 3 con invasione dello spazio linfovascolare

  • Stadio IA2

  • Stadio IB1 con lesioni < 2 cm di dimensione

L'invasione della cervice superiore e inferiore del segmento uterino deve essere esclusa mediante RM prima dell'intervento chirurgico. Tassi di recidiva e di decesso sono simili a quelli dopo isterectomia radicale. Se le pazienti vengono sottoposte a questa procedura e hanno in programma di avere dei figli, il parto deve essere cesareo. Dopo una trachelectomia radicale, i tassi di fertilità variano dal 50 al 70% e il tasso di recidiva è compreso tra il 5 e il 10%.

Stadi IIB a IVA

Per il cancro cervicale da stadio IIB a IVA, la terapia standard è

  • Radioterapia e chemioterapia (p. es., cisplatino)

La stadiazione chirurgica deve essere considerata per verificare se i linfonodi para-aortici sono interessati e se è indicata una radioterapia a campo allargato, in particolare nei pazienti con linfonodi pelvici positivi identificati durante l'imaging di pre-trattamento. Si raccomanda un approccio retroperitoneale laparoscopico.

Quando il cancro è limitato alla cervice e/o ai linfonodi pelvici, la raccomandazione standard è

  • Radioterapia a fasci esterni, seguita dalla brachiterapia (impianti radioattivi locali, in genere utilizzando il cesio) alla cervice

La radioterapia può causare complicanze gravi (p. es., proctite e cistite) e, occasionalmente, complicanze tardive (p. es., stenosi vaginale, occlusione intestinale, formazione di fistola retto-vaginale e vescico-vaginale).

La chemioterapia si effettua di solito con la radioterapia, spesso per sensibilizzare la neoplasia alle radiazioni.

Nonostante i tumori allo stadio IVA siano di solito trattati inizialmente con radioterapia, può essere considerato lo svuotamento pelvico (escissione di tutti gli organi pelvici). Se dopo la radioterapia il tumore persiste ma è confinato al centro della pelvi, è indicato lo svuotamento ed esso è risolutivo fino al 40% delle pazienti. La procedura può prevedere un'urostomia continente o incontinente, un'anastomosi bassa anteriore del retto senza colostomia o con colostomia discendente-terminale, la peduncolizzazione dell'omento a chiudere il pavimento pelvico (J-flap) e la ricostruzione vaginale con lembo miocutaneo eseguito con il muscolo gracile o con il muscolo retto addominale.

Cancro di stadio IVB e ricorrente

La chemioterapia è il trattamento primario, ma solo dal 15 al 25% delle pazienti risponde a essa.

In uno studio recente, l'aggiunta di bevacizumab alla chemioterapia combinata (cisplatino più paclitaxel o topotecan più paclitaxel) ha comportato un miglioramento di 3,7 mesi nella sopravvivenza globale mediana in pazienti con carcinoma cervicale ricorrente, persistente o metastatico (3).

Le metastasi al di fuori del campo di irradiazione sembrano rispondere meglio alla chemioterapia di quanto non facciano il tumore o le metastasi pelviche precedentemente irradiate.

Mappatura del linfonodo sentinella per il cancro cervicale

La mappatura del linfonodo sentinella è un'alternativa alla linfoadenectomia pelvica completa per i pazienti con carcinoma cervicale in stadio precoce (IA1 con invasione dello spazio linfovascolare o IB1) (4), perché solo il 15-20% di questi pazienti ha linfonodi positivi. La mappatura del linfonodo sentinella, quindi, diminuisce il numero di linfoadenectomie pelviche totali, che possono avere effetti avversi (p. es., linfedema, danni ai nervi).

Per la mappatura del linfonodo sentinella, il blue dye o il tecnezio-99 (99Tc) vengono iniettati direttamente nella cervice, di solito alle 3 e alle 9. Più di recente, il verde indocianina può essere usato come tracciante quando si esegue un intervento chirurgico aperto o minimamente invasivo. Durante l'intervento chirurgico, i linfonodi sentinella vengono identificati mediante visualizzazione diretta del colorante blu, da una telecamera per rilevare la fluorescenza dell'ICG (immunochromatographic assay) o da una sonda gamma per rilevare il 99Tc. I linfonodi sentinella sono comunemente localizzati medialmente rispetto ai vasi iliaci esterni, ventralmente ai vasi ipogastrici o nella parte superiore dello spazio dell'otturatore.

L'ultrastadiazione di tutti i linfonodi sentinella viene eseguita per rilevare micrometastasi e cellule tumorali isolate. Qualsiasi linfonodo sospetto deve essere rimosso indipendentemente dalla mappatura. Se non vi è alcuna mappatura in un'emipelvi, viene eseguita una linfadenectomia laterale specifica.

I tassi di rilevamento per la mappatura del linfonodo sentinella sono migliori per tumori < 2 cm.

Criteri per la radioterapia dopo l'isterectomia radicale

I criteri usati per determinare se dopo l'isterectomia radicale deve essere eseguita la radioterapia pelvica, includono quanto segue (vedi tabella Criteri Sedlis per la radioterapia pelvica esterna dopo isterectomia radicale):

  • Presenza di invasione dello spazio linfovascolare

  • Profondità dell'invasione

  • Dimensione del tumore

Tabella
icon

Criteri Sedlis per la radioterapia pelvica esterna dopo isterectomia radicale*

Invasione nello spazio linfovascolare

Invasione stromale

Dimensioni del tumore (cm)

+

terzo profondo

Qualsiasi

+

Terzo medio

≥ 2

+

Terzo superficiale

≥ 5

Terzo medio o profondo

≥ 4

*I criteri si applicano ai casi di linfonodi negativi, margini negativi, parametrio-negativi.

La dimensione viene determinata mediante palpazione clinica.

Based on Sedlis A, Bundy BN, Rotman MZ, et al: A randomized trial of pelvic radiation therapy versus no further therapy in selected patients with stage IB carcinoma of the cervix after radical hysterectomy and pelvic lymphadenectomy: A gynecologic oncology group study. Gynecol Oncol 73, 177–183, 1999.

Riferimenti relativi al trattamento

Prevenzione

Test di screening

Vengono utilizzati due tipi di test di screening per le anomalie cervicali:

  • Pap Test

  • Test del papillomavirus umano

I test di screening di routine del carcinoma cervicale sono raccomandati come segue (1):

  • Dall'età che va dai 21 ai 29 anni: di solito ogni 3 anni per il Pap test (il test del papillomavirus umano non è generalmente raccomandato)

  • Età 30-65: ogni 3 anni se viene effettuato solo un Pap test o ogni 5 anni se viene effettuato solo un test del papillomavirus umano o se vengono effettuati entrambi i test (più frequentemente nelle donne ad alto rischio di cancro del collo dell'utero)

  • Dopo i 65 anni: altre prove se i risultati dei test sono stati normali nei 10 anni precedenti

Alle donne che hanno avuto un intervento di isterectomia per una malattia diversa dal cancro e non hanno avuto risultati dei Pap test anomali, lo screening non è indicato. (Vedi anche Cervical Cancer Screening Guidelines.)

Il test per il papillomavirus umano è il miglior follow up per tutte le donne con ASCUS (cellule squamose atipiche di significato indeterminato), un reperto inconcludente rilevato al Pap test. Se il test risulta negativo per papillomavirus umano, la donna non ha il papillomavirus umano, lo screening deve continuare agli intervalli stabiliti di routine. Se invece è presente il papillomavirus umano, si deve effettuare una colposcopia.

Vaccino contro il papillomavirus umano

I vaccini contro il papillomavirus umano preventivi comprendono

  • Un vaccino bivalente che protegge contro i sottotipi 16 e 18 (che causano la maggior parte dei tumori cervicali)

  • Un vaccino quadrivalente che protegge contro i sottotipi 16 e 18 più 6 e 11

  • Un vaccino 9-valente che protegge nei confronti degli stessi sottotipi come il quadrivalente più i sottotipi 31, 33, 45, 52, e 58 (che causano circa il 15% dei carcinomi del collo dell'utero)

I sottotipi 6 e 11 causano > 90% delle verruche genitali visibili.

I vaccini mirano a prevenire il cancro cervicale, ma non lo trattano.

Per i pazienti ≥ 15 anni, vengono somministrate tre dosi fino a 6 mesi (a 0, 1 a 2 e 6 mesi). Per i pazienti < 15 anni, due dosi a distanza di 6-12 mesi l'una dall'altra.

Il vaccino HPV è consigliato per i ragazzi e le ragazze, idealmente prima che diventino sessualmente attivi. La raccomandazione standard è di vaccinare i ragazzi e le ragazze a partire dagli 11 ai 12 anni, ma la vaccinazione può iniziare all'età di 9 anni.

Riferimenti di prevenzione

Punti chiave

  • Considerare il cancro cervicale se le donne hanno risultati anomali al Pap test, lesioni cervicali visibili, o anomale, sanguinamento vaginale soprattutto postcoitale.

  • Eseguire una biopsia per confermare la diagnosi.

  • Stadiare il cancro del collo dell'utero clinicamente, tramite biopsia, esame pelvico e RX torace, e se lo stadio è > IB1, utilizzare PET/TC, RM, o TC per identificare le metastasi.

  • Il trattamento è la resezione chirurgica per il cancro allo stadio iniziale (solitamente stadi IA a IB1), la radioterapia più chemioterapia per il cancro localmente avanzato (solitamente stadi IB2 a IVA), e la chemioterapia per il cancro metastatico.

  • Controllare tutte le donne facendo il Pap test e il test per il papillomavirus umano ad intervalli regolari.

  • Consigliare la vaccinazione per il papillomavirus umano alle ragazze e ai ragazzi.

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