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Valeriana

Di

Laura Shane-McWhorter

, PharmD, University of Utah College of Pharmacy

Ultima modifica dei contenuti ott 2018
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La radice e il rizoma (la parte sotterranea del fusto) della valeriana (Valeriana officinalis) contengono i principi attivi della pianta, compresi valepotriati e pungenti oli maleodoranti.

Presunti effetti

La valeriana è usata come sedativo e come farmaco ipnoinducente ed è particolarmente diffusa in Europa.

Alcune persone assumono valeriana per mal di testa, depressione, battito cardiaco irregolare e tremori. In genere è usata per brevi periodi di tempo (p. es., 2-6 settimane), a dosi di 400-600 mg di radice secca 1 volta/die 1 h prima di andare a letto.

Evidenze

In una meta-analisi del 2006 di 16 studi randomizzati e controllati con placebo, l'evidenza suggerisce che la valeriana potrebbe migliorare la qualità del sonno e ridurre il tempo necessario per addormentarsi senza produrre effetti negativi (1). Tuttavia, vi sono ancora insufficienti dati clinici per confermare se la valeriana è efficace per l'insonnia (2-3). Uno studio randomizzato controllato del 2011 su 100 donne ha rilevato che rispetto al placebo la valeriana ha migliorato la qualità del sonno nelle donne che hanno sofferto di insonnia durante la menopausa (4). Non ci sono prove scientifiche sufficienti per determinare se la valeriana sia efficace per trattare mal di testa, depressione, battito cardiaco irregolare e tremore.

Effetti avversi

Gli studi suggeriscono che la somministrazione di valeriana alle dosi abituali sia generalmente sicura. La valeriana non è raccomandata per le donne incinte o che allattano. La possibile sedazione con valeriana può alterare la capacità di guidare o di svolgere altre attività che richiedono attenzione.

Interazioni farmacologiche

Studi in vitro hanno suggerito che la valeriana possa inibire il metabolismo del citocromo CYP3A4 e l'attività p-glicoproteina (5), ma non esistono studi clinici che hanno dimostrato alcuna interazione metabolica con i farmaci.

La valeriana può prolungare l'effetto di altri sedativi (p. es., barbiturici), e alterare la capacità di guidare o di svolgere altre attività che richiedono attenzione.

Riferimenti bibliografici riguardanti la valeriana

  • Bent S, Padula A, Moore D, et al: Valerian for sleep: a systematic review and meta-analysis. Am J Med 119(12):1005–1012, 2006. doi:  10.1016/j.amjmed.2006.02.026.

  • Fernández-San-Martín MI, Masa-Font R, Palacios-Soler L, et al: Effectiveness of valerian on insomnia: a meta-analysis of randomized placebo-controlled trials. Sleep Med11(6):505-511, 2010. doi: 10.1016/j.sleep.2009.12.009. 

  • Taibi D, Landis C, Petry H, et al: A systematic review of valerian as a sleep aid: safe but not effective. Sleep Med Rev 11(3):209–223, 2007. doi: 10.1016/j.smrv.2007.03.002.

  • Taavoni S, Ekbatani N, Kashaniyan M, et al: Effect of valerian on sleep quality in postmenopausal women: a randomized placebo-controlled clinical trial. Menopause 18(9):951-955, 2011. doi: 10.1097/gme.0b013e31820e9acf.

  • Hellum BH, Nilsen OG: In vitro inhibition of CYP3A4 metabolism and P-glycoprotein-mediated transport by trade herbal products. Basic Clin Pharmacol Toxicol 102(5):466-475, 2008. doi: 10.1111/j.1742-7843.2008.00227.x. 

Per ulteriori informazioni

  • NIH National Center for Complementary and Integrative Health: Valerian

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