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Eliminazione dei farmaci

Di

Jennifer Le

, PharmD, MAS, BCPS-ID, FIDSA, FCCP, FCSHP, Skaggs School of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences, University of California San Diego

Ultima revisione/verifica completa giu 2019| Ultima modifica dei contenuti giu 2019
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L’eliminazione dei farmaci consiste nella rimozione di un farmaco dall’organismo.

Tutti i farmaci vengono, prima o poi, eliminati dall’organismo. L’espulsione può avvenire dopo un processo di alterazione chimica (metabolizzazione) oppure con il farmaco ancora intatto. La maggior parte dei farmaci, soprattutto quelli idrosolubili e i loro metaboliti, vengono eliminati principalmente dai reni nelle urine. Pertanto, il dosaggio del farmaco dipende in larga misura dalla funzionalità renale. Alcuni farmaci sono eliminati attraverso secrezione biliare (liquido giallo-verdastro secreto dal fegato e immagazzinato nella cistifellea).

Eliminazione dei farmaci nell’urina

Diversi fattori, tra cui alcune caratteristiche del farmaco, possono influire sulla capacità renale di eliminare i farmaci. Per far sì che un farmaco o i suoi metaboliti vengano escreti in maniera copiosa nelle urine, devono essere idrosolubili e non legati troppo strettamente alle proteine nel torrente ematico. L’acidità delle urine, che viene influenzata dalla dieta, dai farmaci e dai disturbi renali, può influire sulla velocità di escrezione dei farmaci da parte dei reni. Nel trattamento da intossicazione farmacologica, l’acidità delle urine viene modificata somministrando per via orale sostanze antiacide (come il bicarbonato di sodio) oppure sostanze acide (come il cloruro d’ammonio), al fine di accelerare il processo di escrezione del farmaco.

La capacità dei reni di eliminare i farmaci dipende anche da:

  • Flusso di urina

  • Flusso ematico che attraversa i reni

  • Condizioni dei reni

La funzionalità renale può essere danneggiata da diversi disturbi (in particolar modo, da ipertensione arteriosa, diabete e infezioni renali ricorrenti), da esposizione ad alti livelli di sostanze tossiche e da cambiamenti legati all’età. Con l’avanzare dell’età, la funzionalità renale diminuisce. L’eliminazione renale in un soggetto di 85 anni è pari alla metà di quella di un soggetto di 35 anni.

Nei soggetti con funzionalità renale ridotta, il dosaggio “normale” di un farmaco che viene principalmente eliminato attraverso i reni potrebbe essere eccessivo e causare effetti collaterali. Pertanto, gli operatori sanitari devono talora aggiustare il dosaggio in base al grado di deterioramento nella funzionalità renale del soggetto. I soggetti con insufficienza renale richiedono dosi di farmaco inferiori, rispetto a un individuo che presenti una funzionalità renale normale.

Gli operatori sanitari hanno a disposizione diversi modi di stimare il declino della funzionalità renale. A volte, basano la stima esclusivamente sull’età del soggetto. Tuttavia, possono ottenere una stima più accurata facendo riferimento agli esiti dei valori relativi al livello di creatinina (prodotto di scarto) nel sangue e a volte anche nelle urine. In base a questi esiti, calcolano l’efficacia con cui la creatinina viene rimossa dall’organismo (processo detto clearance della creatinina, vedere Analisi della funzionalità renale), che rispecchia il grado di funzionalità renale.

Eliminazione dei farmaci nella bile

Alcuni farmaci attraversano il fegato e vengono escreti, senza subire alterazioni, nella bile. Altri farmaci vengono convertiti a metaboliti nel fegato, prima di essere escreti nella bile. In entrambi i casi, la bile entra nel tubo digerente. Da lì, i farmaci vengono eliminati nelle feci o riassorbiti nel torrente ematico e quindi riciclati.

Se il fegato non funziona normalmente, si può adattare la dose di un farmaco eliminato principalmente dal metabolismo epatico. Tuttavia, non esistono sistemi semplici per valutare l’effettiva metabolizzazione (e, quindi, eliminazione), da parte del fegato, dei farmaci rispetto alla funzionalità renale.

Altre forme di eliminazione dei farmaci

Alcuni farmaci vengono escreti nella saliva, nel sudore, nel latte materno e perfino nell’aria espirata. La maggior parte di essi viene escreta in piccole quantità. L’escrezione dei farmaci attraverso il latte materno è importante solo perché il farmaco può avere effetti sul neonato (vedere Farmaci che non dovrebbero essere assunti durante l’allattamento). La via di escrezione per espirazione costituisce la principale via di eliminazione degli anestetici inalati.

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