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Spasmi emifacciali

Di

Michael Rubin

, MDCM, New York Presbyterian Hospital-Cornell Medical Center

Ultima revisione/verifica completa set 2020| Ultima modifica dei contenuti set 2020
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Lo spasmo emifacciale è una contrazione involontaria e indolore di un lato del viso dovuta a un malfunzionamento del 7° nervo cranico (nervo facciale) e/o dell’area cerebrale che lo controlla (detta centro o nucleo). Questo nervo muove i muscoli facciali, stimola le ghiandole salivari e lacrimali, consente ai due terzi anteriori della lingua di rilevare i sapori e controlla un muscolo implicato nell’udito.

  • La contrazione può manifestarsi solo occasionalmente, all’inizio, ma può diventare quasi costante.

  • Lo spasmo emifacciale viene diagnosticato in base ai sintomi, ma viene eseguita anche una risonanza magnetica per immagini per verificare l’eventuale presenza di altri disturbi che possono causare sintomi simili.

  • Lo spasmo emifacciale viene trattato con tossina botulinica o un altro farmaco, ma se i farmaci sono inefficaci, può essere necessario un intervento chirurgico.

Lo spasmo emifacciale colpisce gli uomini e le donne, ma è più comune nelle donne di mezza età e più anziane.

Gli spasmi possono essere causati da:

  • un’arteria o un gruppo di arterie posizionato in modo anomalo che comprime il nervo cranico facciale nel punto in cui esce dal tronco cerebrale

Sintomi

I muscoli da un lato del viso si contraggono involontariamente, solitamente iniziando dalla palpebra, poi diffondendosi alla guancia e alla bocca. La contrazione può essere intermittente all’inizio, ma può diventare quasi continua.

Lo spasmo emifacciale è essenzialmente indolore, ma può essere imbarazzante e sembrare una crisi convulsiva.

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Risonanza magnetica per immagini

Lo spasmo emifacciale viene diagnosticato quando il medico osserva gli spasmi.

È opportuno eseguire una risonanza magnetica per immagini (RMI) per escludere tumori, altre anomalie strutturali e sclerosi multipla, che possono causare sintomi simili. Inoltre, la RMI può generalmente rilevare la curvatura arteriosa anomala che preme contro il nervo.

Trattamento

  • La tossina botulinica

  • Talvolta intervento chirurgico

La tossina botulinica (utilizzata per paralizzare i muscoli o per trattare le rughe) è il farmaco d’elezione per lo spasmo emifacciale. Viene iniettata nei muscoli colpiti. Si possono provare a usare gli stessi farmaci usati per trattare la nevralgia del trigemino, ovvero carbamazepina, gabapentin, fenitoina, baclofene e antidepressivi triciclici.

Se il trattamento farmacologico non ha successo, si può intervenire chirurgicamente (con una decompressione vascolare) per separare l’arteria anomala, se presente, dal nervo, posizionando fra loro una piccola spugna.

Togliere la pressione da un nervo

Quando il dolore deriva da un’arteria posizionata in modo anomalo che preme su un nervo cranico, è possibile alleviarlo con una procedura chirurgica chiamata decompressione vascolare.

La procedura per il nervo facciale nei soggetti affetti da spasmo emifacciale è simile a quella per il nervo trigemino (mostrata di seguito).

Se risulta compresso il nervo del trigemino, viene rasata una zona nella parte posteriore della testa e viene effettuata un’incisione. Il chirurgo pratica un piccolo foro nel cranio e solleva un angolo del cervello per esporre il nervo. In seguito separa l’arteria dal nervo e vi posiziona in mezzo una piccola spugna.

È necessaria un’anestesia generale, ma il rischio di effetti collaterali dovuti alla procedura è ridotto. Di solito, la decompressione vascolare allevia il dolore.

Togliere la pressione da un nervo
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