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Domande frequenti sul COVID-19

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1. Quali sono i sintomi del COVID-19?

  • Febbre, tosse secca, affaticamento e perdita dell’appetito sono i sintomi più comuni.
  • Mal di gola e tosse secca possono essere i primi sintomi.
  • Cefalea, confusione, naso che cola, diarrea, nausea e vomito possono manifestarsi ma sono meno comuni (< 10%).
  • Perdita del gusto e dell’olfatto
  • La dispnea è segnalata dal 30-40% dei pazienti. Se si sviluppa polmonite, la dispnea può peggiorare e richiedere il trattamento ospedaliero con ossigenoterapia o persino ventilazione meccanica.
  • Va notato che alcuni pazienti con diagnosi di COVID-19 non hanno ancora sviluppato sintomi (pre-sintomatici).
  • Inoltre, circa il 35% delle persone infettate dal virus che causa COVID-19 non sviluppa sintomi (asintomatici).

 

 


 

2. Quali risultati di laboratorio e di diagnostica per immagini sono caratteristici di COVID-19?

  • La linfopenia è il risultato di laboratorio più comune e può essere presente fin nell’83% dei pazienti ricoverati.
  • Livelli elevati di leucociti (white blood cells, WBC), lattato deidrogenasi (lactate dehydrogenase, LDH), D-dimero, proteina C-reattiva (PCR) e ferritina possono essere associati a una maggiore gravità della malattia.
  • La radiografia del torace può essere normale all’inizio della malattia, ma progredisce fino al consolidamento bilaterale dello spazio aereo.
  • La TC del torace è spesso normale nella fase iniziale della malattia. Man mano che la malattia progredisce, le anomalie della TC del torace (ad es.: opacità a vetro smerigliato periferiche) possono svilupparsi ma non sono specifiche e si sovrappongono ad altre infezioni. Pertanto, l’American College of Radiology non raccomanda la TC del torace per lo screening o come test diagnostico di prima linea per il COVID-19. https://www.acr.org/Advocacy-and-Economics/ACR-Position-Statements/Recommendations-for-Chest-Radiography-and-CT-for-Suspected-COVID19-Infection

 

 


 

3. Quale percentuale di casi di COVID-19 indica portatori asintomatici?

L’infezione asintomatica sembra essere piuttosto comune, con un’incidenza riportata che va dal 13% a > 50%. Tuttavia, poiché le persone asintomatiche di solito non vengono testate, l’incidenza effettiva non è nota. Secondo il CDC, la stima migliore è che circa il 35% delle persone infettate dal virus che causa COVID-19 sono asintomatiche. Alcuni pazienti diagnosticati durante il periodo asintomatico sono progrediti fino alla malattia sintomatica mentre altri sono rimasti senza sintomi.

 

 


 

4. Qual è il periodo di incubazione per COVID-19?

  • Una media di circa 4-5 giorni e quasi sempre tra 1 e 14 giorni.
  • Circa il 98% dei soggetti che sviluppano sintomi lo farà in un periodo di 12 giorni o meno dopo l’infezione.

     

 

 



5. Qual è il tasso di mortalità per COVID-19 e quali sono i fattori di rischio significativi per la mortalità?

Il tasso di mortalità (%) = il numero di decessi/il numero di casi di COVID-19 confermati x 100 e quindi dipenderà dal numero di persone analizzate e dal loro stato clinico (ovvero, i test su persone minimamente sintomatiche o asintomatiche porteranno a stime di mortalità più basse rispetto a quando i test sono concentrati su pazienti altamente sintomatici, come è stato fatto in precedenza durante la pandemia). È probabile che molti casi non siano stati testati e quindi identificati, mentre il numero di decessi attribuiti a COVID-19 viene identificato in modo più accurato. Pertanto, il rischio apparente di decesso varia ampiamente a seconda della quantità di test eseguiti in una determinata regione.

Il rischio di infezione da COVID-19 che provoca il decesso varia ampiamente in base all’età e alla salute generale di una persona. Gli anziani hanno molta più probabilità di morire. Sebbene la morte sia rara nei giovani, può verificarsi. Non capiamo appieno perché alcune persone più giovani siano suscettibili.

Altri fattori che rendono il decesso più probabile sono disturbi gravi come

  • Disturbi cardiaci e polmonari
  • Disturbi del sistema immunitario o uso di farmaci che interferiscono con il sistema immunitario
  • Fumo di sigaretta pluriennale
  • Malattia renale cronica
  • Diabete
  • Cancro
  • Epatopatia
  • Obesità (indice di massa corporea [IMC] compreso tra 30 kg/m2 e < 40 kg/m2), specialmente obesità grave (IMC pari a 40 kg/m2 o superiore)
  • Ictus precedente
  • Malattia a cellule falciformi

I soggetti affetti da questi disturbi possono essere in grado di ridurre il rischio mantenendo il disturbo sotto controllo (ad esempio, mantenendo livelli ottimali di glicemia o pressione arteriosa).

Uno studio preliminare ha suggerito che le persone con il sangue di tipo A possono presentare un rischio significativamente maggiore di insufficienza respiratoria dovuta a COVID-19 mentre il sangue di tipo O può essere protettivo. 

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2020283?query=featured_coronavirus

 

 



6. Quanto dura la malattia COVID-19?

Molto su questo aspetto non è ancora noto. Tuttavia, la malattia lieve tende a regredire in circa 2 settimane. Se la malattia è grave, il tempo medio allo sviluppo della dispnea è di 5-8 giorni e alla sindrome da distress respiratorio acuto (acute respiratory distress syndrome, ARDS) è di 8-12 giorni. Tra i pazienti ricoverati, il 26%-32% è stato ricoverato in UTI. La mortalità tra i pazienti in UTI varia dal 39% al 72%. La durata media del ricovero tra i sopravvissuti era di 10-13 giorni.

https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/hcp/clinical-guidance-management-patients.html

 

 



7. Quali precauzioni dovrei adottare per prevenire il COVID-19 nella pratica clinica?

Seguire le procedure e le linee guida del proprio particolare istituto e ambulatorio, ma in generale, oltre alle precauzioni di routine relative al lavare frequentemente e accuratamente le mani e al disinfettare le superfici, le raccomandazioni CDC (https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/hcp/guidance-hcf.html) includono quanto segue:

  • Utilizzare la telemedicina il più possibile (ad es. per il follow-up e il triage dei disturbi)
  • Affiggere cartelli agli ingressi e nelle sale d’attesa per le azioni di prevenzione.
  • Consentire ai pazienti di aspettare fuori o in macchina se ne sono in grado dal punto di vista medico.
  • Stabilire una zona di triage separata e ben ventilata con una certa barriera tra i pazienti e il personale.
  • Nella sala d’attesa e nelle camere dei pazienti, fornire fazzoletti di carta, preparati per le mani a base di alcol, sapone sui lavabi e cestini dei rifiuti. Se possibile, posizionare le sedie a distanza di 1,8 metri. Se possibile, utilizzare delle barriere (come schermi).
  • Se lo studio dispone di giocattoli, materiali da lettura o altri oggetti comuni, rimuoverli o pulirli regolarmente.
  • Sottoporre i pazienti a screening per sintomi respiratori e febbre o altri segni di malattie infettive e isolare i pazienti sintomatici il prima possibile.
  • Per i pazienti positivi a COVID-19, i pazienti non diagnosticati i cui sintomi potrebbero essere COVID-19 e i pazienti in unità ad alto rischio (ad es. PS, UTI), indossare dispositivi di protezione individuale (DPI), compresi un respiratore (es. N-95 o livello di protezione simile), visiera per la protezione del viso, camice e guanti. Cambiare DPI, almeno camice e guanti, tra un paziente e l’altro, lavarsi le mani prima e dopo. Se le forniture dei respiratori sono insufficienti, sostituire il respiratore almeno una volta al giorno e seguire le istruzioni CDC per la pulizia e il riutilizzo (https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/hcp/ppe-strategy/decontamination-reuse-respirators.html) e le linee guida CDC sull’ottimizzazione della fornitura di DPI (https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/hcp/ppe-strategy/index.html)


 Come indossare e togliere i DPI

 Basato su NEJM  https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMvcm2010260?query=RP

Indossare i DPI

  1. Indossare un camice protettivo
  2. Lavarsi le mani con acqua e sapone o detergere con una soluzione a base alcolica
  3. Indossare guanti non sterili
  4. Indossare la maschera di grado N95 o superiore, come raccomandato dai CDC
  5. Indossare la visiera per la protezione del viso

Togliere i DPI

  1. Togliere camice e guanti
  2. Lavarsi le mani con acqua e sapone o detergere con una soluzione a base alcolica
  3. Indossare un nuovo paio di guanti
  4. Togliere la visiera per la protezione del viso e smaltirla o pulirla e conservarla in conformità alle linee guida del proprio istituto
  5. Togliere i guanti
  6. Lavarsi o detergersi le mani ancora una volta
  7. Indossare un altro paio di guanti
  8. Togliere la mascherina e smaltirla o pulirla e conservarla in conformità alle linee guida del proprio istituto
  9. Togliere i guanti
  10. Lavarsi o detergersi le mani ancora una volta


  • Per evitare la trasmissione tra le strutture sanitarie e la casa, gli operatori sanitari devono cambiare gli indumenti usati in strada all’arrivo e indossarli di nuovo solo per tornare a casa, dove dovranno immediatamente toglierli e lavarli.
  • Per i pazienti e i contesti a basso rischio (ad es. visite ambulatoriali o giri di visite a pazienti senza manifestazioni di infezione) se non è possibile osservare precauzioni di distanziamento, i medici dovranno indossare guanti e respiratore a causa della presunta possibilità di infezione asintomatica.

 

 



8. Qual è l’incidenza di COVID-19 nei bambini?

Sebbene sembri che i bambini siano a rischio di infezione da COVID-19 come gli adulti, non è possibile conoscere la vera incidenza dell’infezione; dato che le manifestazioni della malattia nei bambini sono molto più lievi, il test viene eseguito meno frequentemente nei bambini. Gli studi dimostrano che dal 16% al 45% dei bambini con infezione da SARS-CoV-2 sono asintomatici. Uno studio pubblicato su Pediatrics (DOI: 10.1542/peds.2020-0702), basato sull’esperienza in Cina con più di 2.000 ragazzi e bambini di età inferiore ai 18 anni, ha dimostrato che i ragazzi e i bambini di tutte le età sembravano suscettibili a COVID-19. È stato confermato che più di un terzo dei bambini testati era stato infettato dal virus. Oltre il 90% dei pazienti pediatrici ha manifestato malattia asintomatica, lieve o moderata, mentre circa il 6% dei bambini ha sviluppato malattia grave o critica.

https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/hcp/pediatric-hcp.html

 

 



9. Gli animali domestici possono contrarre il COVID-19 o trasmetterlo alle persone?

È stato segnalato che un piccolo numero di animali domestici in tutto il mondo, compresi gatti e cani, è stato infettato dal virus che causa il COVID-19, soprattutto dopo essere stati a stretto contatto con persone affette da COVID-19. In alcune situazioni, il virus che causa il COVID-19 può diffondersi dalle persone agli animali. Tuttavia, il rischio che gli animali trasmettano il COVID-19 alle persone è considerato basso. Fino a quando non avremo maggiori informazioni su come questo virus colpisce gli animali, i CDC raccomandano (https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/daily-life-coping/animals.html) di trattare gli animali domestici come si farebbe con gli altri membri della famiglia umana per proteggerli da una possibile infezione. Suggeriscono che gli animali domestici non interagiscano con persone o animali al di fuori della famiglia. Le persone con infezione da COVID-19 devono limitare il contatto con i propri animali domestici.

 

Alcuni ricercatori cinesi hanno pubblicato uno studio online che dimostra che i gatti domestici possono essere infettati in via sperimentale con il nuovo coronavirus che causa COVID-19. I gatti che hanno ricevuto una dose elevata del virus sono stati in grado di infettare anche i gatti alloggiati in gabbie adiacenti, suggerendo la trasmissione via aerosol. Non è stato determinato se i gatti possano fungere da ospite serbatoio del virus o se possano trasmetterlo alle persone, ma il rischio dei gatti come fonte di infezione sembra essere basso. I ricercatori hanno anche tentato di infettare furetti, cani, maiali, polli e anatre. Il virus si è replicato a malapena in cani, maiali, polli e anatre, ma in modo efficiente in furetti e gatti.

 

 

 



10. I pazienti che guariscono dall’infezione clinica da COVID-19 sono immuni? E per quanto riguarda i portatori asintomatici?

Gli anticorpi contro SARS-CoV-2 si sviluppano entro pochi giorni dall’infezione, anche in soggetti asintomatici. Tuttavia, è troppo presto per dire se i titoli anticorpali saranno adeguati per indurre l’immunità al ripetersi dell’infezione e, in caso affermativo, per quanto tempo. Gli studi condotti su altre infezioni da coronavirus umano hanno dimostrato che l’immunità ai ceppi che causano raffreddori dura solo pochi mesi. Studi che hanno seguito la prima epidemia di SARS nei primi anni 2000 hanno dimostrato che i livelli anticorpali a questo coronavirus diminuivano significativamente dopo circa tre anni. La migliore stima attuale è che la maggior parte dei pazienti che abbia contratto l’infezione da COVID-19 avrà un certo grado di immunità ma che probabilmente non durerà tutta la vita.  

 

 



11. Quando sarà disponibile un vaccino per COVID-19?

L’11 dicembre 2020, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha emesso un’autorizzazione all’uso di emergenza (Emergency Use Authorization, EUA) del vaccino per COVID-19 Pfizer-BioNTech per la prevenzione del COVID-19 e per l’uso in soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Anche molti altri Paesi hanno approvato questo vaccino per l’uso di emergenza. Anche un candidato vaccino prodotto da Moderna ha richiesto l’EUA negli Stati Uniti. La Cina e la Russia hanno approvato altri vaccini prima del completamento delle sperimentazioni cliniche.

https://www.fda.gov/news-events/press-announcements/fda-takes-key-action-fight-against-covid-19-issuing-emergency-use-authorization-first-covid-19

 

 



12. Quanto sono importanti il distanziamento sociale e le interruzioni delle attività aziendali nel rallentare la trasmissione del COVID-19?

Anche se gli sforzi per sviluppare trattamenti e vaccini stanno progredendo rapidamente, ci vorrà comunque del tempo prima che divengano disponibili per la popolazione generale. Fino ad allora, l’unico intervento disponibile per aiutare le persone a rimanere in salute nelle aree con una significativa diffusione di COVID-19 è di interrompere il ciclo di trasmissione mediante il distanziamento sociale e chiudere le attività non essenziali che hanno dimostrato di essere luoghi in cui è probabile che il virus venga trasmesso, come ristoranti e bar al chiuso, palestre e grandi assembramenti al chiuso. Inoltre, le persone sono incoraggiate a rimanere a casa e a limitare il contatto con i conviventi. Lo scopo di queste misure è ridurre la probabilità che le persone non infette entrino in contatto con persone o superfici infette contaminate dal coronavirus. Solo riducendo l’opportunità di diffusione del virus, la pandemia sarà rallentata e infine controllata. Le aree con presenza limitata di malattia e trasmissione che dispongono di capacità di test e tracciabilità adeguate possono prendere in considerazione misure meno rigorose (ad es.: distanziamento fisico, uso della mascherina, limitare le dimensioni degli assembramenti).

 

 



13. Chi dovrebbe sottoporsi al test per COVID-19?

I seguenti pazienti devono sottoporsi al test SARS-CoV-2 con test virali (ad es.: test degli acidi nucleici o di rilevamento dell’antigene): 

I medici sono inoltre invitati a testare altre cause di malattie respiratorie come l’influenza e la polmonite batterica.

 

 



14. Qual è il ruolo del test degli anticorpi COVID-19?

Sono ora disponibili test degli anticorpi SARS-CoV-2. Come per altri test sierologici per le infezioni, questo esame è efficace per la diagnosi di infezione pregressa, ma a causa del ritardo nello sviluppo dei titoli anticorpali non è un buon test per la diagnosi iniziale e/o lo screening.

Un uso delle prove per la ricerca di anticorpi è destinato alle persone con sospetta sindrome post-infettiva (ad es.: sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini) causata da infezione da SARS-CoV-2.

Naturalmente, è troppo presto per indicare quale titolo anticorpale sia protettivo e per quanto tempo.

https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/hcp/testing-overview.html

https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/about/testing.html

 

 



15. È sicuro fare attività fisica all’aperto in pubblico?

Si ritiene che l’attività fisica solitaria in pubblico (ad es. camminare, fare jogging o fare escursioni) sia sicuro se eseguita da soli o con una persona convivente, ma quando altre persone sono nelle vicinanze, occorre indossare una maschera e mantenere il distanziamento sociale (> 2 metri/6 piedi) dagli altri. Gli sport di gruppo (ad es. pallacanestro, calcio) non sono consigliati poiché la natura dell’attività rende impossibile il distanziamento.

Potrebbe anche essere prudente indossare una mascherina e una protezione oculare e mantenere un livello maggiore rispetto a quello standard di distanziamento sociale da parte di persone impegnate in attività fisica intensa (ad es.: corridori, ciclisti) che hanno probabilità di espirare più intensamente e di conseguenza creare una zona più ampia di aria espirata contaminata; tuttavia, queste non sono raccomandazioni formali.


 

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