Gli effetti ambientali del cambiamento climatico sulla salute umana: quadro generale

Commenti15/10/25 Dott. Paul F. Dellaripa, Brigham and Women’s Hospital

Il cambiamento climatico, definito dalle Nazioni Unite come “variazioni a lungo termine della temperatura e delle condizioni atmosferiche” riconducibili ad attività umane come il consumo di combustibili fossili nell’era industriale, ha determinato cambiamenti profondi e continui nel nostro ambiente e nella salute del nostro pianeta e dell’umanità (1). Dagli albori della rivoluzione industriale, la continua accelerazione delle emissioni di gas a effetto serra, dovute principalmente all’uso di combustibili fossili, ha portato a un aumento dei livelli di anidride carbonica e di altri gas serra, con conseguente aumento delle temperature medie globali. Gli aumenti di temperatura hanno determinato un innalzamento del livello del mare, eventi meteorologici estremi, tra cui inondazioni, ondate di caldo prolungate e più intense e un aggravamento della siccità. Questi cambiamenti ambientali e climatici hanno avuto una serie di esiti avversi, tra cui:

  • Un aumento della mortalità e della morbilità dovute a colpi di calore
  • Malnutrizione dovuta a perdita dei raccolti e insicurezza alimentare
  • Incendi boschivi che espongono le persone a un aumento dell’inquinamento atmosferico
  • Spostamenti forzati di comunità, migrazioni e conflitti civili correlati a profondi sconvolgimenti economici

L’esposizione e gli esiti deleteri correlati a questi eventi comporteranno una pressione crescente sulle infrastrutture delle comunità e dei sistemi sanitari necessarie per rispondere in modo adeguato. Le persone e le comunità con meno risorse socioeconomiche a disposizione presenteranno il rischio più elevato degli effetti ambientali dovuti ai cambiamenti climatici.

Gli sforzi volti a mitigare i danni riducendo l’uso di combustibili fossili finora non hanno avuto successo nel moderare le temperature globali; ci si aspetta pertanto che questi cambiamenti di temperatura continueranno a degradare il nostro ambiente e a mettere gli esseri umani a rischio di effetti deleteri per la salute. 

Gli effetti noti e potenziali sulla salute umana correlati al cambiamento climatico includono rischi psicologici, malattie cardiovascolari, malattie renali, patologie respiratorie e allergiche, disfunzione del sistema immunitario e maggiore suscettibilità alle infezioni. Le possibili misure adattative possono limitare il rischio per la salute umana, specialmente per le persone con gradi più elevati di vulnerabilità.

 

Effetti specifici sulla salute umana correlati ai cambiamenti climatici

Effetti psicologici:

L’effetto forse più significativo sulla salute umana è di natura psicologica. Le persone possono lamentare un peggioramento dell’ansia, depressione, disturbo post-traumatico da stress (DPTS) e declino cognitivo in conseguenza delle esposizioni correlate al clima che causano profonda disgregazione sociale, insicurezza alimentare e idrica e spostamenti geografici di persone e comunità. I soggetti con malattie psichiatriche preesistenti possono presentare esacerbazioni della malattia dovute all’ulteriore stress e all’interruzione dei servizi sanitari, a causa dell’accesso limitato a farmaci e operatori sanitari (2,3).

Malattie cardiovascolari:

Gli effetti cardiovascolari sulla salute umana possono essere dovuti agli effetti del caldo eccessivo durante le ondate di calore, quando gli sforzi per raffreddare l’organismo portano a frequenza cardiaca eccessiva, consumo miocardico e possibile ischemia miocardica e insufficienza cardiaca.  L’uso di beta-bloccanti e diuretici può alterare l’emodinamica cardiovascolare e renale, limitando i meccanismi di adattamento, quando i pazienti sono esposti a caldo acuto. L’esposizione   agli incendi boschivi che provoca l’inalazione di particolato (PM) sottile può causare infiammazione sistemica, con conseguente infiammazione vascolare, trombosi e ischemia. I dati epidemiologici suggeriscono un rischio aumentato di morte improvvisa e infarto miocardico nei soggetti esposti a gravi incendi boschivi (4, 5).

Malattie respiratorie e allergiche:

L’aumentata esposizione al particolato, in particolare al particolato sottile (PM2,5, PM10), causata dal fumo degli incendi e dall’inquinamento industriale può esacerbare patologie polmonari sottostanti come l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Gli aeroallergeni, come l’ambrosia, sono ora presenti in regioni geografiche più ampie, a causa delle temperature più calde che ne favoriscono la crescita e l’allergenicità. Nei soggetti vulnerabili (ad es. quelli che vivono vicino a zone industriali), la combinazione data dalla maggiore allergenicità ed esposizione all’inquinamento atmosferico può aumentare il rischio di sviluppare asma, esacerbazioni dell’asma e altri disturbi respiratori (6).

Malattie renali:

L’esposizione al caldo estremo può portare a insufficienza renale acuta dovuta a disidratazione. Nei soggetti con esposizione cronica al calore (ad es. lavoratori agricoli), il caldo estremo può contribuire a insufficienza renale cronica inspiegabile (precedentemente nota come nefropatia mesoamericana, dopo che è stato osservato un alto carico di malattia nei lavoratori agricoli in America centrale). La mancata disponibilità di servizi di dialisi e medici dovuta a eventi meteorologici estremi può portare a tassi più elevati di ricovero e decesso e a un ritardo del trapianto di rene (7,8).

Malattie immunologiche:

Gli effetti ambientali correlati al cambiamento climatico sul sistema immunitario sono poco conosciuti; evidenze emergenti suggeriscono tuttavia che l’inquinamento, lo stress termico e le esposizioni infettive possono causare una perdita di integrità della mucosa epiteliale e intestinale, provocando una cascata infiammatoria che può portare a malattia autoimmune. L’esposizione ambientale può causare alterazioni del sistema immunitario che portano a malattie autoimmuni de novo o possibili esacerbazioni di malattie esistenti.   Comprendere la correlazione temporale tra esposizione ed effetto immunologico è difficile; evidenze epidemiologiche recenti hanno indicato un’associazione tra lo sviluppo di artrite reumatoide e l’esposizione a PM e ossidi di azoto dovuti a incendi boschivi (9,10).

Malattie infettive:

L’aumento del rischio di infezioni può essere collegato alla migrazione dei patogeni a causa del cambiamento climatico. Le malattie trasmesse dalle zecche, le infezioni micotiche e la malaria possono diventare endemiche in regioni più vaste. Le inondazioni dovute all’aumento della severità delle precipitazioni e all’aumento del livello del mare può colpire popolazioni vulnerabili in zone situate al livello del mare o a bassa altitudine, con conseguente diarrea, disidratazione e malnutrizione (11).

 

Strategie di adattamento e mitigazione

Man mano che le esposizioni ambientali dovute al clima diventano più comuni e intense, gli operatori sanitari dovranno comprendere come comunicare con i pazienti e aiutare pazienti e comunità a prepararsi e a limitare i danni, soprattutto quelli a rischio più alto.  Ad esempio, gli strumenti emergenti per la mappatura del calore e previsioni metereologiche più accurate consentono una valutazione più precisa per le zone e i soggetti a rischio di effetti del caldo.

Le istituzioni sanitarie locali, i governi locali e i singoli medici possono sviluppare sistemi di allerta per comunicare il rischio e offrire strategie e risorse di adattamento in anticipo rispetto alle necessità.

Indici di qualità dell’aria ben definiti possono essere utilizzati per comunicare imminenti possibili esposizioni al fumo di incendi boschivi e a PM a soggetti e comunità a rischio (come quelli con BPCO o asma). I funzionari della sanità pubblica possono mettere in pratica strategie protettive come rimanere al chiuso, usare mascherine N95 e valutare l’installazione di filtri HEPA nelle case da usare durante i periodi di esposizione ad alti livelli di inquinamento atmosferico.

Sarà necessario educare i pazienti in zone ad alto rischio di tempeste, inondazioni o ondate di calore, per garantire adeguate forniture di farmaci, acqua e cibo, nonché riserve di energia per le telecomunicazioni e la refrigerazione necessaria per alcuni farmaci. A livello più globale, è necessario passare sempre più a fonti di energia rinnovabili e il settore sanitario dovrà adottare strategie per limitare i rifiuti e l’inquinamento, dato che l’erogazione di assistenza sanitaria contribuisce in modo significativo alle emissioni di gas serra nella maggior parte dei Paesi industrializzati.

 

Bibliografia

 

1. United Nations Climate Action. What is climate change? Nazioni Unite. Consultato il 3 ottobre 2025. https://www.un.org/climatechange/what-is-climate-change

2. Nan J, Jaiswal S, Ramanathan D et al. Climate trauma from wildfire exposure impacts cognitive decision-making. Sci Rep 2025;15:11992. doi: 10.1038/s41598-025-94672-0

3. Mishra J, Han H, Ramanathan V. A mental health focus to amplify climate resilience actions. npj Clim Action 2025; 4:55. doi: 10.1038/s44168-025-00263-0

4. Kazi DS, Katznelson E, Liu CL, et al. Climate Change and Cardiovascular Health: A Systematic Review. JAMA Cardiol 2024;9(8):748-757. doi: 10.1001/jamacardio.2024.1321

5. Braunwald E. Cardiovascular effects of climate change, Eur Heart J. 2024;45(33):3006–3008. doi: 10.1093/eurheartj/ehae401

6. Burbank AJ. Climate Change and the Future of Allergies and Asthma. Curr Allergy Asthma Rep. 2025;25:20. doi: 10.1007/s11882-025-01201-0

7. Young SE, Khoshnaw LJ, Johnson RJ. Climate and the Nephrologist: The Intersection of Climate Change, Kidney Disease, and Clinical Care. Clin J Am Soc Nephrol. 2023;18(3):411-417. doi: 10.2215/CJN.08530722

8. Remigio RV, Jiang C, Raimann J, et al. Association of extreme heat events with hospital admission or mortality among patients with end-stage renal disease. JAMA Netw Open. 2019;2(8):e198904. doi:10.1001/jamanetworkopen.2019.8904

9. Miller FW. Environment, Lifestyles, and Climate Change: The Many Nongenetic Contributors to The Long and Winding Road to Autoimmune Diseases. Arthritis Care Res. 2025;77(1): 3-11. doi: 10.1002/acr.25423

10. Kronzer VL, Yang Y, Roul P, et al. Associations of Fire Smoke and Other Pollutants With Incident Rheumatoid Arthritis and Rheumatoid Arthritis-Associated Interstitial Lung Disease. Arthritis Rheumatol. 2025;77(7):808-816. doi: 10.1002/art.43113

11. Mora C, McKenzie T, Gaw IM, et al. Over half of known human pathogenic diseases can be aggravated by climate change. Nat Clim Chang. 2022;12(9):869–875. doi:10.1038/s41558-022-01426-1