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Infezioni cerebrali da elminti

Di

John E. Greenlee

, MD, University of Utah School of Medicine

Ultima modifica dei contenuti gen 2019
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I parassiti elmintici infettano il sistema nervoso centrale di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo. I soggetti infetti che visitano o migrano in aree non endemiche, tra cui gli Stati Uniti, possono presentare le manifestazioni, una volta lì giunti. I vermi possono provocare meningiti, encefaliti, masse cerebrali, idrocefalo, ictus e mielopatia.

Neurocisticercosi

(Vedi anche Cisticercosi.)

Tra le circa 20 specie di elminti in grado di causare disturbi neurologici, il verme trasmesso dalla carne di maiale Taenia solium è di gran lunga il principale responsabile di tali casi nell'emisfero occidentale. Il disturbo che ne deriva è la neurocisticercosi. Dopo l'ingestione di cibo contaminato con le uova del verme, le larve migrano nei tessuti, tra cui l'encefalo, il midollo spinale e le vie liquorali, e formano delle cisti. Il diametro delle cisti raramente supera 1 cm nel parenchima cerebrale ma può superare i 5 cm negli spazi liquorali.

Le cisti del parenchima cerebrale provocano pochi sintomi fino al decesso dei vermi che scatena infiammazione locale, gliosi e edema, causando crisi epilettiche (sintomo più comune), deficit neurologici focali o cognitivi o cambiamenti della personalità. Le cisti più grandi nelle vie liquorali possono causare un idrocefalo ostruttivo. Le cisti possono rompersi nel liquido cerebrospinale, determinando una meningite acuta o subacuta eosinofila. Il tasso di mortalità per la neurocisticercosi sintomatica raggiunge anche il 50%.

La neurocisticercosi è da sospettare in quei pazienti che vivono o che provengono da paesi in via di sviluppo e che hanno meningite eosinofila o crisi epilettiche inspiegabili, deficit cognitivi o focali o cambiamenti della personalità. La diagnosi viene suggerita dalle molteplici lesioni cistiche calcificate osservate con la TC o la RM; il mezzo di contrasto può essere utile per evidenziare le lesioni. La diagnosi richiede test sierologici e liquorali e occasionalmente la biopsia della cisti.

Il farmaco antielmintico di scelta è l'albendazolo (7,5 mg/kg per via orale ogni 12 h per 8-30 giorni; la dose massima giornaliera è di 800 mg). In alternativa si può somministrare il praziquantel da 20 a 33 mg/kg per via orale 3 volte/die per 30 giorni. Il desametasone 8 mg 1 volta/die EV o per via orale per i primi 2-4 giorni può diminuire la risposta infiammatoria acuta indotta dalla morte dei parassiti. La terapia antielmintica può causare grave morbilità in pazienti con un gran numero di cisti e potrebbe non essere utile in pazienti con una singola cisti. Il trattamento deve essere personalizzato.

Può essere necessario un trattamento con farmaci anticonvulsivanti a breve o a lungo termine. Talvolta possono essere necessari una resezione chirurgica delle cisti e uno shunt ventricolare.

Altre infezioni da elminti

Nella schistosomiasi si sviluppano nel cervello granulomi eosinofili necrotizzanti, che provocano crisi epilettiche, aumento della pressione endocranica e deficit neurologici diffusi e focali.

Grosse cisti echinococciche anche singole possono causare deficit focali e occasionalmente convulsioni.

La cenurosi, causata da larve di tenia, è caratterizzata, solitamente, da cisti a grappolo che possono ostruire il flusso del liquido cerebrospinale nel 4o ventricolo. I sintomi richiedono diversi anni per svilupparsi e, se viene interessato il cervello, comprendono aumento della pressione endocranica, convulsioni, perdita di coscienza e deficit neurologici focali.

La gnatostomiasi, una rara infezione causata dalla larva del nematode Gnathostoma sp, che provoca una necrosi circondata da un'area di infiammazione regionale lungo le radici nervose, il midollo spinale e il cervello o un'emorragia subaracnoidea. Si manifesta con febbricola, rigidità nucale, fotofobia, cefalea, deficit neurologici migranti (che, occasionalmente, colpiscono il VI oppure il VII nervo cranico) e paralisi.

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