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Cancroide

Di

Sheldon R. Morris

, MD, MPH, University of California San Diego

Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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Il cancroide è l'infezione della pelle o delle mucose genitali causate da Haemophilus ducreyi; si caratterizza per la presenza di papule e ulcere dolorose, e per l'ingrossamento dei linfonodi inguinali fino alla suppurazione. La diagnosi è solitamente clinica, data la difficoltà di crescita del microrganismo in coltura. Il trattamento si basa sulla somministrazione di macrolidi (azitromicina o eritromicina), ceftriaxone o ciprofloxacina.

L'H. ducreyi è un piccolo bacillo Gram-negativo, affusolato e con estremità arrotondate.

Il cancroide è raro nei Paesi sviluppati, ma è una causa frequente di ulcere genitali in gran parte dei Paesi in via di sviluppo ove spesso gli uomini lo acquisiscono dalle prostitute. Come per altre malattie a trasmissione sessuale che causano ulcere genitali, il cancroide aumenta il rischio di trasmissione del virus HIV.

L'H. ducreyi sta causando sempre più ulcere cutanee non genitali nei bambini in alcuni paesi in via di sviluppo (p. es., isole del Sud Pacifico [1]).

Riferimento generale

  • 1. Mitjà O, Lukehart SA, Pokowas G, et al: Haemophilus ducreyi as a cause of skin ulcers in children from a yaws-endemic area of Papua New Guinea: A prospective cohort study. Lancet Glob Health 2:e235–41, 2014. doi: 10.1016/S2214-109X(14)70019-1.

Sintomatologia

Dopo un periodo di incubazione di 3-7 giorni, si formano piccole papule dolenti che si rompono rapidamente trasformandosi in ulcere superficiali, mollicce e dolenti, a margini mal definiti (ossia, con tessuto debordante) e con bordo eritematoso. Le ulcere variano di dimensioni e spesso confluiscono. Talvolta le erosioni più profonde conducono a marcata distruzione tissutale.

I linfonodi inguinali diventano dolenti, ingrossati e coalescenti, tendenti a formare un ascesso ripieno di pus (bubbone). La cute al di sopra dell'ascesso può divenire rossa e lucida, può rompersi e formare una fistola. L'infezione può diffondersi ad altre aree della pelle, con conseguente nuove lesioni. Il cancroide può esitare in fimosi, stenosi e fistole uretrali.

Diagnosi

  • Valutazione clinica

  • Talora esame colturale o PCR (reazione a catena della polimerasi)

Il cancroide va sospettato in pazienti portatori di ulcere genitali inspiegabili o di bubboni (spesso scambiati per ascessi), provenienti da aree endemiche. Le ulcere genitali da altre cause (vedi tabella Differenziazione delle comuni lesioni genitali trasmesse sessualmente) possono assomigliare al cancroide.

Qualora disponibili, un campione di pus del bubbone o l'essudato prelevato dal bordo dell'ulceri devono essere inviati a un laboratorio in grado di identificare H. ducreyi. Tuttavia, la diagnosi si basa frequentemente solo sui dati clinici, sia per la difficoltà dell'esame colturale che per l'ostica identificazione del battere al microscopio rispetto alla flora altresì presente nelle ulcere. Il test della PCR (reazione a catena della polimerasi) non è disponibile in commercio, ma diversi enti hanno certificato test che sono altamente sensibili (98,4%) e specifici (99,6%) per H. ducreyi. La diagnosi clinica ha sensibilità (53-95%) e specificità (41-75%) inferiori.

Al fine di escludere altre cause di ulcere genitali, è necessario eseguire test sierologici per la sifilide e l'HIV, nonché esami colturali per l'herpes. Tuttavia, l'interpretazione dei risultati dei test è complicata dal fatto che le ulcere genitali dovute ad altre condizioni possono essere co-infettate da H. ducreyi.

Trattamento

  • Antibiotici (vari)

Il trattamento del cancroide deve essere iniziato immediatamente, senza attendere i risultati dei test. Uno dei seguenti trattamenti è obbligatorio:

  • Singola dose di azitromicina 1 g per via orale o ceftriaxone 250 mg IM

  • Eritromicina 500 mg per via orale 4 volte/die per 7 giorni

  • Ciprofloxacina 500 mg per via orale 2 volte/die per 3 giorni

Ai pazienti trattati per altre cause di ulcere genitali, qualora si sospetti il Cancroide e i test di laboratorio siano impraticabili, devono essere somministrati antibiotici capaci di trattare anche le ulcere molli. Nei pazienti coinfetti da HIV, in terapia con protocolli monodose, il trattamento può essere inefficace. In questi pazienti, le ulcere possono richiedere fino a 2 settimane per guarire, e la linfoadenopatia può risolversi più lentamente.

I bubboni possono essere aspirati a scopo diagnostico e incisi a scopo palliativo in totale sicurezza solo se il paziente è contemporaneamente trattato con farmaci antimicrobici.

I partner sessuali devono essere esaminati e trattati in caso di contatto sessuale con il paziente nei 10 giorni prima dell'inizio dei sintomi del paziente.

I pazienti con cancroide devono effettuare un test sierologico per sifilide e HIV entro 3 mesi.

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