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Panoramica sulle malattie allergiche e atopiche

Di

Peter J. Delves

, PhD, University College London, London, UK

Ultima modifica dei contenuti ott 2020
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Le allergie (comprese le atopie) e gli altri disturbi da ipersensibilità sono reazioni immunitarie inappropriate o esagerate verso antigeni estranei. Le reazioni inappropriate del sistema immunitario comprendono quelle nei confronti di componenti intrinseche dell'organismo che portano a malattie autoimmuni Patologie autoimmuni Nelle malattie autoimmuni, il sistema immunitario produce anticorpi verso un antigene endogeno (autoantigene). Possono essere coinvolte le seguenti reazioni di ipersensibilità: Tipo II: le cellule... maggiori informazioni .

Classificazione delle reazioni di ipersensibilità

Le reazioni di ipersensibilità sono suddivise in 4 tipologie in base alla classificazione di Gell e Coombs. Le malattie da ipersensibilità spesso coinvolgono più di un tipo di reazione.

Tipo I

Le reazioni di tipo I (ipersensibilità immediata) sono IgE-mediate. L'antigene si lega alle IgE che sono legate ai mastociti tissutali e ai granulociti basofili ematici, innescando il rilascio di mediatori preformati (p. es., istamina, proteasi, fattori chemiotattici) e la sintesi di altri mediatori (p. es., prostaglandine, leucotrieni, fattore attivante le piastrine, citochine). Questi mediatori causano vasodilatazione, aumento della permeabilità capillare, ipersecrezione di muco, spasmi della muscolatura liscia e l'infiltrazione dei tessuti da parte di eosinofili, di cellule T-helper di tipo 2 (TH2), e di altre cellule infiammatorie.

Le reazioni di tipo I si sviluppano entro < 1 h dall'esposizione all'antigene.

Le reazioni di ipersensibilità di tipo I sono alla base di tutte le malattie atopiche (p. es., dermatite atopica Dermatite atopica (eczema) La dermatite atopica è una malattia infiammatoria ricorrente cronica della pelle con una patogenesi complessa che coinvolge suscettibilità genetica, disfunzione immunologica, barriera epidermica... maggiori informazioni  Dermatite atopica (eczema) , asma Asma L'asma è una patologia caratterizzata da un'infiammazione diffusa delle vie aeree provocata da vari stimoli che portano a una broncocostrizione completamente o parzialmente reversibile. La sintomatologia... maggiori informazioni , rinite Rinite allergica La rinite allergica è caratterizzata da prurito stagionale o perenne, starnuti, rinorrea, congestione nasale e, a volte, congiuntivite, causati dall'esposizione a pollini o ad altri allergeni... maggiori informazioni e congiuntiviti Congiuntivite allergica La congiuntivite allergica è un'infiammazione congiuntivale acuta, intermittente o cronica in genere causata da allergeni presenti nell'aria. I sintomi comprendono prurito, lacrimazione, secrezione... maggiori informazioni  Congiuntivite allergica allergiche), e di molte malattie allergiche (p. es., anafilassi Anafilassi L'anafilassi è una reazione IgE-mediata acuta, potenzialmente letale, che si verifica in soggetti precedentemente sensibilizzati in occasione di una riesposizione all'antigeni sensibilizzante... maggiori informazioni , alcuni casi di angioedema Angioedema L'angioedema è l'edema del derma profondo e dei tessuti sottocutanei. È in genere una reazione acuta mediata da mastociti causata dall'esposizione a farmaci, veleni, allergeni alimentari, pollini... maggiori informazioni  Angioedema , orticaria Orticaria L'orticaria è rappresentata da placche migranti, ben circoscritte, eritematose e pruriginose che si localizzano sulla cute. L'orticaria può anche essere accompagnata da angioedema, che deriva... maggiori informazioni  Orticaria , allergie al lattice e alcune allergie alimentari Allergie alimentari L'allergia alimentare è un'esagerata risposta immunitaria alle componenti della dieta, solitamente le proteine. Le manifestazioni sono molto varie e possono includere la dermatite atopica, sintomi... maggiori informazioni ). I termini atopia e allergia sono spesso usati come sinonimi, ma sono diversi:

  • L'atopia è un'esagerata risposta immunitaria IgE-mediata; tutte le malattie atopiche sono disturbi da ipersensibilità di tipo I.

  • L'allergia è qualsiasi risposta immunitaria eccessiva verso un antigene estraneo, indipendentemente dal meccanismo.

Perciò, tutte le malattie atopiche sono considerate allergiche, ma molti disturbi allergici (p. es., la polmonite da ipersensibilità Polmonite da ipersensibilità La polmonite da ipersensibilità è una sindrome caratterizzata da tosse, dispnea e astenia provocata dalla sensibilizzazione e dalla successiva ipersensibilità ad antigeni ambientali (frequentemente... maggiori informazioni  Polmonite da ipersensibilità ) non sono atopici. Le malattie allergiche rappresentano le patologie più diffuse tra la popolazione.

Le malattie atopiche più comunemente interessano naso, occhi, cute e polmoni. Queste malattie comprendono la congiuntivite Congiuntivite allergica La congiuntivite allergica è un'infiammazione congiuntivale acuta, intermittente o cronica in genere causata da allergeni presenti nell'aria. I sintomi comprendono prurito, lacrimazione, secrezione... maggiori informazioni  Congiuntivite allergica , la dermatite atopica Dermatite atopica (eczema) La dermatite atopica è una malattia infiammatoria ricorrente cronica della pelle con una patogenesi complessa che coinvolge suscettibilità genetica, disfunzione immunologica, barriera epidermica... maggiori informazioni  Dermatite atopica (eczema) estrinseca (il tipo più comune di eczema), l'orticaria Orticaria L'orticaria è rappresentata da placche migranti, ben circoscritte, eritematose e pruriginose che si localizzano sulla cute. L'orticaria può anche essere accompagnata da angioedema, che deriva... maggiori informazioni  Orticaria immuno-mediata e l'angioedema Angioedema L'angioedema è l'edema del derma profondo e dei tessuti sottocutanei. È in genere una reazione acuta mediata da mastociti causata dall'esposizione a farmaci, veleni, allergeni alimentari, pollini... maggiori informazioni  Angioedema immuno-mediato, l'allergia acuta al lattice, alcune malattie polmonari allergiche (p. es., l'asma Asma L'asma è una patologia caratterizzata da un'infiammazione diffusa delle vie aeree provocata da vari stimoli che portano a una broncocostrizione completamente o parzialmente reversibile. La sintomatologia... maggiori informazioni allergico, le componenti IgE-mediate dell'aspergillosi broncopolmonare allergica Aspergillosi broncopolmonare allergica L'aspergillosi broncopolmonare allergica è una reazione di ipersensibilità alla Aspergillus spp (in genere A. fumigatus) che si verifica quasi esclusivamente in pazienti con asma o, più raramente... maggiori informazioni  Aspergillosi broncopolmonare allergica ), la rinite allergica Rinite allergica La rinite allergica è caratterizzata da prurito stagionale o perenne, starnuti, rinorrea, congestione nasale e, a volte, congiuntivite, causati dall'esposizione a pollini o ad altri allergeni... maggiori informazioni e le reazioni allergiche a punture velenose Punture di insetti Gli insetti che pungono appartengono all'ordine degli Imenotteri della classe degli Insetti. I veleni di Imenotteri provocano reazioni tossiche locali in tutti i soggetti e reazioni allergiche... maggiori informazioni  Punture di insetti .

Tipo II

Le reazioni di tipo II (ipersensibilità citotossica anticorpo-dipendente) si verificano quando un anticorpo si lega ad antigeni cellulari superficiali o a una molecola legata alla superficie di una cellula. Il complesso Ag-Ac attiva le cellule che partecipano alla citotossicità cellulo-mediata Ac-dipendente (p. es., cellule natural killer, eosinofili, macrofagi), il complemento, o entrambi. Il risultato è il danno cellulare e tissutale.

Tipo III

Le reazioni di tipo III (malattia da immunocomplessi) causano infiammazione in risposta alla deposizione di immunocomplessi circolanti Ag-Ac nei vasi e nei tessuti. Questi complessi possono attivare il sistema del complemento o legarsi ad alcune cellule immunitarie attivandole, causando il rilascio di mediatori dell'infiammazione.

Le conseguenze della formazione degli immunocomplessi dipendono in parte dalle concentrazioni relative di antigeni e anticorpi nell'immunocomplesso stesso. All'inizio, si ha un eccesso di antigeni con piccoli complessi Ag-Ac, che non attivano il complemento. Successivamente, quando le concentrazioni di antigeni e anticorpi sono più in equilibrio, gli immunocomplessi sono più grandi e tendono a depositarsi nei vari tessuti (p. es., glomeruli, vasi), provocando reazioni sistemiche. L'isotipo degli anticorpi prodotti varia, e la glicosilazione, la dimensione e la carica delle componenti del complesso contribuiscono alla risposta clinica.

Le malattie di tipo III comprendono la malattia da siero, il lupus eritematoso sistemico Lupus eritematoso sistemico Il lupus eritematoso sistemico è una malattia infiammatoria cronica, multisistemica, di natura autoimmune, che insorge prevalentemente in donne giovani. Manifestazioni comuni possono includere... maggiori informazioni  Lupus eritematoso sistemico , l'artrite reumatoide Artrite reumatoide L'artrite reumatoide è una malattia cronica sistemica autoimmune che coinvolge principalmente le articolazioni. L'artrite reumatoide provoca danni mediati da citochine, chemochine e metalloproteasi... maggiori informazioni  Artrite reumatoide , la vasculite leucocitoclastica Vasculite cutanea La vasculite cutanea si riferisce al quel tipo di vasculite che colpisce i vasi di piccolo e medio calibro della cute e del tessuto sottocutaneo ma non gli organi interni. La vasculite cutanea... maggiori informazioni  Vasculite cutanea , la crioglobulinemia Crioglobulinemia Le condizioni che portano a un aumento di proteine nel sangue, tipicamente immunoglobuline, possono influenzare la fragilità vascolare e causare porpora. (Vedi anche Panoramica sulle malattie... maggiori informazioni Crioglobulinemia , la polmonite da ipersensibilità Polmonite da ipersensibilità La polmonite da ipersensibilità è una sindrome caratterizzata da tosse, dispnea e astenia provocata dalla sensibilizzazione e dalla successiva ipersensibilità ad antigeni ambientali (frequentemente... maggiori informazioni  Polmonite da ipersensibilità acuta e diversi tipi di glomerulonefrite Panoramica sui disturbi glomerulari Il tratto distintivo delle patologie glomerulari è la proteinuria, che spesso è nel range nefrosico (≥ 3 g/die). I disturbi glomerulari sono classificati in base al cambiamento urinario come... maggiori informazioni .

Le reazioni di tipo III si sviluppano da 4 a 10 giorni dopo l'esposizione all'antigene e possono diventare croniche se l'esposizione all'antigene continua.

Tipo IV

Le reazioni di tipo IV (ipersensibilità ritardata) sono mediate dalle cellule T.

I linfociti T, sensibilizzati in seguito al contatto con uno specifico antigene, sono attivati dall'esposizione continua o dalla riesposizione allo stesso antigene; essi danneggiano il tessuto mediante effetti tossici diretti o il rilascio di citochine, che attivano eosinofili, monociti e macrofagi, neutrofili o cellule natural killer.

Ipersensibilità al lattice

L'ipersensibilità al lattice è una risposta immunitaria eccessiva a proteine idrosolubili dei prodotti in lattice (p. es., guanti di gomma, dighe dentali, preservativi, tubi per dispositivi respiratori, cateteri, estremità di clisteri con cuffie di lattice gonfiabili).

A partire dalla fine degli anni '80, l'incidenza è andata aumentando tra gli operatori sanitari, quando l'attenzione alle precauzioni universali ha portato all'adozione di routine dei guanti in lattice.

Le reazioni al lattice possono essere

  • Acute (IgE-mediate)

  • Ritardate (cellulo-mediate)

Le reazioni acute causano orticaria e anafilassi; le reazioni ritardate causano dermatite.

Dopo che un operatore sanitario ha indossato dei guanti in lattice, la pelle spesso si irrita e forma delle croste, ma questa reazione è di solito un'irritazione chimica, non un'allergia al lattice.

La diagnosi di sensibilità al lattice si basa principalmente sull'anamnesi. Sono disponibili esami e test cutanei per la ricerca di anticorpi IgE anti-lattice.

Il trattamento consiste nell'evitare l'uso del lattice. Le istituzioni sanitarie devono avere a disposizione guanti e attrezzature prive di lattice.

Eziologia delle malattie allergiche e atopiche

Complessi fattori genetici, ambientali e sito-specifici contribuiscono allo sviluppo delle allergie.

Possono essere coinvolti fattori genetici, come suggerito dalla familiarità della malattia, dall'associazione tra atopia e specifici loci HLA (human leukocyte antigen) e polimorfismi di svariati geni, tra cui quelli della catena beta del recettore ad alta affinità per le IgE, della catena alfa del recettore per l'IL-4, dell'interleuchina (IL)-4, dell'IL-13, del CD14, della dipeptidil-peptidasi-10 (dipeptidyl-peptidase 10, DPP10), e del dominio disintegrina e metalloproteasi 33 (ADAM33).

I fattori ambientali interagiscono con i fattori genetici nel mantenimento delle risposte immunitarie mediate dalle cellule T-helper di tipo 2 (TH2). Le cellule T-helper di tipo 2 (TH2) attivano gli eosinofili, promuovono la produzione di IgE, e sono proallergiche. L'esposizione nella prima infanzia a infezioni batteriche e virali e a endotossine (p. es., il lipopolisaccaride) normalmente induce la polarizzazione delle risposte cellulari primitive di cellule T-helper di tipo 2 (TH2) verso risposte delle cellule T-helper di tipo 1 (TH1), che sopprimono le cellule T-helper di tipo 2 (TH2) e quindi prevengono la risposta allergica. Forse sono coinvolte anche cellule T regolatorie (Treg) (p. es., CD4+CD25+Foxp3+), che sono in grado di sopprimere le risposte mediate da cellule T-helper di tipo 2 (TH2), e cellule dendritiche secernenti IL-12, che stimolano le cellule T-helper di tipo 1 (TH1). Tuttavia, la tendenza presente nei paesi industrializzati verso famiglie più piccole con meno figli, ambienti interni più puliti e l'uso precoce di antibiotici limiterebbe l'esposizione dei bambini agli agenti infettivi che promuovono una risposta cellulare prevalentemente di tipo TH1; tale tendenza potrebbe spiegare l'aumentata prevalenza di alcune malattie allergiche.

Altri fattori che sembrano contribuire allo sviluppo delle allergie comprendono l'esposizione cronica e la sensibilizzazione verso l'allergene, la dieta e gli inquinanti ambientali.

Fattori locali specifici comprendono molecole di adesione dell'epitelio bronchiale e della cute e molecole del tratto gastrointestinale che indirizzano le cellule T-helper di tipo 2 (TH2) ai tessuti bersaglio. La composizione del microbiota del tratto gastrointestinale, del tratto respiratorio e cutaneo sembra influenzare fortemente lo sviluppo di allergie. Questi microbioti possono rappresentare nuovi bersagli per la terapia allergica.

Allergeni

Per definizione, un allergene provoca risposte immunitarie di tipo I IgE-mediate o di tipo IV mediate da cellule T. Gli allergeni sono quasi sempre proteine a basso peso molecolare; molti di essi possono aderire a particelle sospese nell'aria.

Gli allergeni che più comunemente causano reazioni allergiche acute e croniche comprendono

Fisiopatologia delle malattie allergiche e atopiche

Quando l'allergene si lega ai mastociti e ai basofili sensibilizzati dalle IgE, viene rilasciata istamina dai loro granuli intracellulari. I mastociti sono ampiamente distribuiti, ma sono più concentrati nella pelle, nei polmoni, e nella mucosa gastrointestinale; l'istamina sostiene l'infiammazione ed è il mediatore principale dell'atopia clinica. Il danno tissutale e varie sostanze (p. es., irritanti tissutali, oppiacei, tensioattivi, i fattori del complemento C3a e C5a) possono causare direttamente la liberazione di istamina, indipendentemente dalle IgE.

L'istamina causa quanto segue:

  • Vasodilatazione locale (determinando eritema)

  • Aumento della permeabilità capillare e edema (formando un pomfo)

  • Vasodilatazione arteriolare nell'area circostante mediata da meccanismo riflesso neuronale (che determina l'aumento dell'area arrossata)

  • Stimolazione dei nervi sensitivi (che determina prurito)

  • Contrazione della muscolatura liscia delle vie aeree (broncocostrizione) e nel tratto gastrointestinale (aumentando la motilità gastrointestinale)

  • Aumento delle secrezioni delle ghiandole nasali, salivari e bronchiali

Quando viene rilasciata a livello sistemico, l'istamina è un potente dilatatore arteriolare e può causare un ampio sequestro di sangue nei distretti periferici e ipotensione; la vasodilatazione cerebrale può entrare in gioco nella cefalea vasomotoria. L'istamina aumenta la permeabilità capillare; la conseguente perdita di plasma e di proteine plasmatiche dal letto vascolare può peggiorare nello shock circolatorio. Tale perdita causa una risposta catecolaminergica di compenso da parte delle cellule cromaffini surrenali.

Sintomatologia dei disturbi allergici e atopici

I sintomi più frequenti dei disturbi allergici comprendono

  • Rinorrea, starnuti e congestione nasale (tratto respiratorio superiore)

  • Respiro sibilante e dispnea (tratto respiratorio inferiore)

  • Prurito (occhi, naso, pelle)

I segni possono comprendere edema dei turbinati nasali, dolore dei seni paranasali alla palpazione, dispnea, iperemia e edema congiuntivale, orticaria, angioedema Angioedema L'angioedema è l'edema del derma profondo e dei tessuti sottocutanei. È in genere una reazione acuta mediata da mastociti causata dall'esposizione a farmaci, veleni, allergeni alimentari, pollini... maggiori informazioni  Angioedema , dermatite e lichenificazione cutanea.

Diagnosi delle malattie allergiche e atopiche

  • Valutazione clinica

  • Talvolta emocromo (per verificare l'eosinofilia) e occasionalmente dosaggio delle IgE totali (test non specifici)

  • Spesso, test cutanei e dosaggio delle IgE specifiche per l'antigene (test specifici)

  • Raramente test di provocazione

Un'anamnesi accurata è solitamente più affidabile di vari esami. L'anamnesi deve comprendere

  • Domande sulla frequenza e sulla durata degli attacchi e sui cambiamenti nel corso del tempo

  • Fattori scatenanti se identificabili

  • Rapporto con i cambiamenti stagionali o situazionali (p. es., la prevedibilità che si verifichino durante le stagioni polliniche; dopo l'esposizione ad animali, fieno, o polvere; durante l'esercizio fisico; o in luoghi particolari)

  • Anamnesi familiare positiva per sintomi simili o malattie atopiche

  • Risposte alle terapie tentate

Gli operatori sanitari possono non essere consapevoli che l'esposizione a prodotti in lattice potrebbe causare loro una reazione allergica.

Test aspecifici

Alcuni test possono evocare, ma non confermare l'origine allergica dei sintomi.

Può essere eseguito l'emocromo con formula per evidenziare l'eosinofilia se i pazienti non stanno assumendo corticosteroidi, che riducono il numero degli eosinofili. Tuttavia, l'emocromo ha un valore limitato perché, anche se gli eosinofili possono risultare aumentati nell'atopia o in altre condizioni (p. es., ipersensibilità a farmaci, cancro, malattie infiammatorie intestinali, infezioni parassitarie), una normale conta degli eosinofili non esclude la presenza di allergia. La conta totale dei globuli bianchi è in genere normale. Anemia e trombocitosi non sono reperti tipici delle risposte allergiche e devono indurre a prendere in considerazione la presenza di una malattia infiammatoria sistemica.

Si possono esaminare le secrezioni congiuntivali o nasali o l'escreato per individuare la presenza eventuale di leucociti; il ritrovamento di eosinofili suggerisce una probabile infiammazione mediata dalle cellule T-helper di tipo 2 (TH2).

I livelli sierici di IgE sono elevati nelle malattie atopiche ma hanno scarso valore diagnostico in quanto possono essere elevati anche nelle infestazioni parassitarie Approccio alle infestazioni parassitarie Sono definiti parassiti umani que i microrganismi che vivono all'interno del corpo umano (ospite) o che da esso traggono le sostanze nutritive. Esistono 3 tipi di parassiti: Microrganismi monocellulari... maggiori informazioni , nella mononucleosi infettiva Mononucleosi infettiva La mononucleosi infettiva è causata dal virus di Epstein-Barr (EBV, herpes virus umano tipo 4, HHV-4) e si manifesta con astenia, febbre, faringite, e linfoadenopatia. L'astenia può persistere... maggiori informazioni  Mononucleosi infettiva , in alcune patologie di tipo autoimmune Patologie autoimmuni Nelle malattie autoimmuni, il sistema immunitario produce anticorpi verso un antigene endogeno (autoantigene). Possono essere coinvolte le seguenti reazioni di ipersensibilità: Tipo II: le cellule... maggiori informazioni , nelle reazioni farmacologiche, nelle immunodeficienze (sindrome da iper-IgE Sindrome da iper-IgE La sindrome da iper-IgE è un'immunodeficienza ereditaria combinata dei linfociti B e T caratterizzata da ascessi stafilococcici ricorrenti a carico di cute, infezioni sinopolmonari, e grave... maggiori informazioni e sindrome di Wiskott-Aldrich Sindrome di Wiskott-Aldrich La sindrome di Wiskott-Aldrich deriva da un difetto combinato dei linfociti B e T ed è caratterizzata da infezioni ricorrenti, eczema, e trombocitopenia. (Vedi anche Panoramica sui disturbi... maggiori informazioni ), e in alcune forme di mieloma multiplo Mieloma multiplo Il mieloma multiplo è una neoplasia maligna delle plasmacellule che producono un'immunoglobulina monoclonale e invadono e distruggono il tessuto osseo adiacente. Frequenti manifestazioni comprendono... maggiori informazioni  Mieloma multiplo . I livelli di IgE sono probabilmente più utili per seguire la risposta alla terapia nell'aspergillosi broncopolmonare allergica Aspergillosi broncopolmonare allergica L'aspergillosi broncopolmonare allergica è una reazione di ipersensibilità alla Aspergillus spp (in genere A. fumigatus) che si verifica quasi esclusivamente in pazienti con asma o, più raramente... maggiori informazioni  Aspergillosi broncopolmonare allergica .

Procedure specifiche

I test cutanei utilizzano concentrazioni standardizzate di antigene introdotto direttamente nella cute e sono indicati quando né l'anamnesi dettagliata né l'esame obiettivo identificano la causa e le condizioni dei sintomi persistenti o gravi. I test cutanei possiedono valori predittivi positivi più elevati nella diagnosi di rinite allergica e congiuntivite che non nella diagnosi di asma allergico o di allergie alimentari; il valore predittivo negativo nel caso di allergia alimentare è alto.

Gli antigeni usati più comunemente sono pollini (alberi, graminacee, altre erbe), muffe, escrementi degli acari della polvere, forfora e secrezioni di animali, veleni di insetti, cibi e antibiotici beta-lattamici. La scelta dell'antigene da introdurre è basata sull'anamnesi e sulla prevalenza geografica.

Possono essere utilizzate due tecniche di esecuzione dei test cutanei:

  • Percutanea (puntura o prick)

  • Intradermica

Il prick test può individuare la maggior parte delle allergie comuni; è generalmente effettuato in prima istanza. Il test intradermico è più sensibile ma meno specifico; può essere utilizzato per valutare la sensibilità agli allergeni quando i risultati del prick test sono negativi o equivoci.

Per l'esecuzione del prick test, viene posta una goccia di un estratto antigenico sulla cute, la quale viene poi tesa verso l'alto e scarificata o punta passando attraverso l'estratto con l'estremità di un ago da 27 gauge inclinato con un angolo di 20° oppure mediante un dispositivo per prick test disponibile in commercio.

Se nel prick test non viene identificato alcun allergene, viene eseguito un test intradermico.

Per l'esecuzione della tecnica intradermica, una quantità di estratto appena sufficiente per produrre un pomfo di 1 o 2 mm (in genere 0,02 mL) viene iniettata nel derma con una siringa da 0,5-1 mL e un ago curvo da 27 gauge.

Il prick test e il test intradermico devono comprendere l'impiego del solo diluente come controllo negativo e dell'istamina (10 mg/mL per il prick test; 0,01 mL di una soluzione 1:1000 per i test intradermici) come controllo positivo. Per i pazienti che hanno avuto una reazione generalizzata recente (< 1 anno) verso l'antigene testato, il test si esegue dapprima con il reattivo standard diluito 100 volte, poi con quello diluito 10 volte e poi con la concentrazione standard.

Un test è considerato positivo se dopo 15-20 minuti si è manifestata una reazione pomfoide ed eritematosa e il diametro del pomfo è superiore di 3-5 mm rispetto a quello del controllo negativo.

I falsi positivi si hanno in caso di dermografismo (reazione pomfoide ed eritematosa provocata massaggiando o raschiando la pelle). Falsi negativi si verificano quando estratti allergenici sono stati conservati in modo non corretto o sono scaduti.

Anche alcuni farmaci possono interferire con i risultati e devono essere sospesi da alcuni giorni a una settimana prima del test. Questi farmaci comprendono gli antistaminici da banco e di prescrizione, gli antidepressivi triciclici e gli inibitori delle monoaminossidasi. Alcuni medici suggeriscono di evitare il test in pazienti che assumono beta-bloccanti in quanto questi pazienti hanno un numero maggiore di probabilità di avere fattori di rischio per reazioni gravi. Questi fattori di rischio tendono a prevedere una riserva cardiopolmonare limitata e comprendono la coronaropatia, le aritmie, e l'età avanzata. Inoltre, i beta-bloccanti possono interferire con il trattamento delle reazioni gravi bloccando la risposta ad agonisti beta-adrenergici come l'adrenalina.

I test per le IgE allergene-specifiche nel siero utilizzano un anticorpo anti-IgE marcato con un enzima per rilevare il legame delle IgE sieriche a un allergene noto. Questi test sono fatti quando il test cutaneo potrebbe essere inefficace o rischioso, per esempio, quando l'assunzione di farmaci che interferiscono con i risultati dei test non può essere temporaneamente sospesa prima del test o quando una malattia della pelle come l'eczema o la psoriasi renderebbe difficile il test cutaneo. Per il dosaggio delle IgE sieriche allergene-specifiche, l'allergene è immobilizzato su una superficie sintetica. Dopo aver incubato il siero di un paziente con un anticorpo anti-IgE legato all'enzima, viene aggiunto un substrato per l'enzima; il substrato fornisce una rilevazione colorimetrica fluorescente o chemiluminescente del legame. I dosaggi delle IgE allergene-specifiche hanno sostituito i test di radioallergoassorbimento, che utilizzavano anticorpi anti-IgE marcati con 125I. Anche se i test per le IgE allergene-specifiche nel siero non sono radioattivi, a volte sono ancora indicati come test di radioallergoassorbimento.

I test di provocazione comprendono una provocazione orale che implica l'esposizione diretta delle mucose agli allergeni; essi sono indicati nei pazienti che devono documentare la loro reazione (p. es., per motivi professionali o di richiesta di invalidità) e talora per la diagnosi di allergie alimentari. Altri tipi di test provocatori comprendono chiedere ai pazienti di fare esercizio per diagnosticare l'asma da sforzo, o posare un cubetto di ghiaccio sulla pelle per 4 minuti per diagnosticare l'orticaria indotta da freddo.

Il test oftalmico non offre alcun vantaggio rispetto ai test cutanei e viene impiegato raramente.

I test di provocazione nasale e bronchiale sono principalmente metodi di ricerca, ma, a volte, la provocazione bronchiale viene utilizzata quando il significato clinico di un test cutaneo positivo è poco chiaro o quando non sono disponibili estratti dell'antigene (p. es., nel caso dell'asma professionale Asma professionale L'asma professionale è un'ostruzione reversibile delle vie aeree che si sviluppa dopo mesi o anni di sensibilizzazione a un allergene presente nel posto di lavoro. I sintomi sono dispnea, respiro... maggiori informazioni ).

Trattamento delle malattie allergiche e atopiche

  • Trattamento d'emergenza

  • Rimozione o allontanamento degli allergeni

  • Anti-H1

  • Stabilizzanti dei mastociti

  • Antinfiammatori steroidei e antileucotrieni

  • Immunoterapia (desensibilizzazione)

Trattamento d'emergenza

I pazienti che hanno gravi reazioni allergiche devono essere avvisati di portare sempre con loro una siringa preriempita, con meccanismo di autoiniezione di adrenalina e antistaminici orali e, se si verifica una reazione grave, di utilizzare questi trattamenti il più rapidamente possibile e poi andare al pronto soccorso. Lì, i pazienti possono essere strettamente monitorati e il trattamento può essere ripetuto o adattato alle loro esigenze.

Controllo ambientale

Anti-H1

Gli antistaminici bloccano i recettori dell'istamina; essi non influiscono sulla sua produzione o sul suo metabolismo.

Gli anti-H1 sono un caposaldo della terapia delle malattie allergiche. Gli anti-H2 sono utilizzati soprattutto per la soppressione dell'acidità gastrica e hanno utilità limitata nelle reazioni allergiche; essi possono essere indicati come terapia aggiuntiva per alcuni disturbi atopici, specialmente l'orticaria cronica.

I prodotti che contengono un anti-H1 orale e un simpaticomimetico (p. es., pseudoefedrina) sono ampiamente disponibili come medicinali da banco per adulti e bambini ≥ 12 anni. Questi prodotti sono particolarmente utili quando sono necessari sia un antistaminico che un decongestionante nasale; tuttavia, a volte sono controindicati (p. es., se i pazienti stanno assumendo un inibitore delle monoaminossidasi).

Gli anti-H1 orali sono classificati come

  • Sedativi

  • Non sedativi (più correttamente meno sedativi)

Gli antistaminici sedativi sono ampiamente disponibili senza prescrizione. Hanno tutti significative proprietà sedative e anticolinergiche; essi pongono problemi particolari nei pazienti anziani e nei soggetti con glaucoma, iperplasia prostatica benigna, stipsi, ipotensione ortostatica, delirium o demenza.

Gli antistaminici non sedativi (non-anticolinergici) sono preferibili tranne quando gli effetti sedativi possono essere terapeutici (p. es., per il sollievo notturno dei sintomi allergici o per il trattamento breve dell'insonnia in soggetti adulti o della nausea in pazienti più giovani).

Una soluzione antistaminica può essere

  • Intranasale (azelastina o olopatadina per trattare la rinite)

  • Oculare (p. es., azelastina, emedastina, chetotifene, levocabastina, olopatadina o pemirolast [non disponibile negli Stati Uniti] per il trattamento della congiuntivite)

La difenidramina topica è disponibile ma non deve essere usata; la sua efficacia non è provata, può indurre sensibilizzazione a farmaci (ossia, allergia) e, nei bambini che sono simultaneamente in terapia orale con anti-H1, può causare sindrome anticolinergica.

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Stabilizzanti dei mastociti

Gli stabilizzatori dei mastociti bloccano il rilascio di mediatori dai mastociti.

Gli stabilizzanti dei mastociti vengono impiegati quando gli altri farmaci (p. es., antistaminici, corticosteroidi topici) sono inefficaci o non ben tollerati.

Questi farmaci possono essere somministrati

  • Per via orale (cromoglicato)

  • Per via intranasale (p. es., azelastina, cromoglicato)

  • Per via oculare (p. es., azelastina, cromoglicato, lodoxamide, ketotifene, nedocromil, olopatadina, pemirolast)

Diversi farmaci oculari e nasali (p. es., azelastina, ketotifene, olopatadina, pemirolast) sono stabilizzatori/antistaminici a doppia azione dei mastociti.

Farmaci antinfiammatori

I corticosteroidi per via orale sono indicati per i seguenti casi:

I corticosteroidi oculari vengono utilizzati solo sotto controllo oculistico perché esiste un rischio di infezione.

I FANS solitamente non sono utili, con l'eccezione delle formulazioni topiche usate per alleviare l'iniezione congiuntivale e per il prurito causato dalla congiuntivite allergica.

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Altri farmaci

Immunoterapia

L'esposizione all'allergene in dosi progressivamente crescenti (iposensibilizzazione o desensibilizzazione) tramite iniezione o per via orale, o somministrazione sublinguale a dosi elevate può indurre tolleranza ed è indicata quando l'esposizione all'allergene non può essere evitata e la terapia farmacologica è inadeguata.

Il meccanismo è sconosciuto, ma può coinvolgere l'induzione delle seguenti operazioni:

  • Anticorpi anti-IgG, che competono con le IgE per l'allergene o bloccano il legame delle IgE al recettore del mastocita

  • Interferone-gamma, IL-12, e citochine prodotte dalle cellule TH1

  • Cellule T regolatorie

Per raggiungere un effetto pieno, le iniezioni sono somministrate inizialmente una o due volte a settimana. La dose iniziale tipica va da 0,1 a 1,0 unità biologicamente attive, in base alla sensibilità iniziale, e viene aumentata ogni settimana oppure ogni 2 settimane di 2 volte per ogni iniezione fino a stabilire la massima dose tollerata (ossia, cioè la dose che inizia a provocare moderati effetti avversi); i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per circa 30 minuti dopo l'iniezione quando si aumenta la dose perché in seguito all'iniezione si può verificare l'anafilassi. Successivamente le iniezioni alla dose massima tollerata devono essere somministrate ogni 2-4 settimane per tutto l'anno; il trattamento continuativo annuale è migliore rispetto a quello prestagionale o stagionale anche in caso di allergia stagionale.

Gli allergeni usati sono quelli che in genere non possono essere evitati: pollini, escrementi degli acari della polvere, muffe e veleno di imenotteri. Il veleno degli insetti è standardizzato per peso; la dose abituale iniziale è di 0,01 mcg e la dose abituale di mantenimento è compresa tra 100 e 200 mcg. La desensibilizzazione verso la forfora degli animali viene solitamente riservata ai soggetti che non possono evitare l'esposizione (p. es., veterinari e addetti ai laboratori), nonostante ci siano poche evidenze che sia utile. La desensibilizzazione per le arachidi è disponibile, e quella per altri allergeni alimentari è in fase di studio. Si può attuare una desensibilizzazione Desensibilizzazione L'ipersensibilità ai farmaci è una reazione immuno-mediata verso un farmaco. I sintomi possono essere di grado lieve o grave e comprendono irritazioni, anafilassi e malattia da siero. La diagnosi... maggiori informazioni alla penicillina e ad alcuni altri farmaci e per il siero estraneo (eterologo).

Gli effetti avversi sono più comunemente correlati al sovradosaggio, dovuto a volte a iniezioni IM o EV di dosi accidentalmente eccessive, e variano da forme lievi con tosse moderata o starnuti fino all'orticaria generalizzata, all'asma grave, allo shock anafilattico, e, di rado, alla morte. Gli effetti avversi possono essere prevenuti come segue:

  • Adottando piccoli incrementi di dose nella fase di induzione

  • Ripetendo o riducendo la dose se la reazione locale all'iniezione precedente è grande ( 2,5 cm di diametro)

  • Riducendo la dose quando viene usato un estratto fresco

È buona norma ridurre la dose degli estratti di polline durante la stagione di pollinazione. Adrenalina, ossigeno e attrezzature per la rianimazione devono essere immediatamente disponibili per un tempestivo trattamento dell'anafilassi.

L'immunoterapia sublinguale Trattamento La rinite allergica è caratterizzata da prurito stagionale o perenne, starnuti, rinorrea, congestione nasale e, a volte, congiuntivite, causati dall'esposizione a pollini o ad altri allergeni... maggiori informazioni con polline di graminacee, ambrosia, peli di gatto o estratti di allergeni di acari della polvere domestica può essere utilizzata per la rinite allergica quando è indotta da questi allergeni. La prima dose viene somministrata in un ambiente sanitario; i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per 30 minuti dopo la somministrazione, perché può verificarsi anafilassi. Se la prima dose è tollerata, i pazienti assumono le successive dosi giornaliere a casa. Negli adulti, la dose iniziale non è aumentata ma, nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra i 10 e i 17 anni, la dose viene aumentata nei primi 3 giorni. Nei pazienti con allergia al polline di graminacee o di ambrosia, il trattamento viene iniziato 4 mesi prima dell'inizio di ogni stagione pollinica e dell'ambrosia e mantenuto per tutta la stagione.

L'immunoterapia orale per l'allergia alle arachidi utilizza farina di arachidi sgrassata. L'aumento della dose iniziale è con 5 dosi incrementali da 0,5 mg a 6 mg in un giorno intrapreso in ambito sanitario. Questo regime iniziale è seguito da un aumento del dosaggio con una dose giornaliera a partire da 3 mg e aumentando ogni 2 settimane nell'arco di 22 settimane, prima di raggiungere la dose di mantenimento di 300 mg 1 volta/die. Durante l'aumento del dosaggio, il giorno di ogni aumento della dose è intrapreso in ambito sanitario.

Terapia delle allergie in gravidanza e allattamento

Per le donne incinte che soffrono di allergie, evitare di esporsi all'allergene è il modo migliore per controllare i sintomi. Se i sintomi sono gravi, si raccomanda uno spray nasale antistaminico. Un antistaminico orale deve essere utilizzato solo se lo spray nasale antistaminico non è efficace.

Durante l'allattamento al seno, si preferiscono antistaminici non sedativi. Si possono utilizzare gli antistaminici sedativi, ma questi possono causare sonnolenza e irritabilità nel bambino. Se è necessario un antistaminico sedativo, il bambino dev'essere monitorato per questi effetti.

È preferibile lo spray nasale antistaminico agli antistaminici orali. Se gli antistaminici orali sono essenziali per controllare i sintomi, essi devono essere assunti subito dopo l'allattamento al seno. La ciproeptadina è controindicata durante l'allattamento, perché abbassa i livelli di prolattina e può quindi ridurre la lattazione.

Prevenzione delle malattie allergiche e atopiche

Le cause di allergia devono essere rimosse o evitate. Le strategie da seguire comprendono:

  • Uso di cuscini in fibre sintetiche e di coprimaterassi impermeabili

  • Il lavaggio frequente di lenzuola, federe e coperte in acqua calda

  • Pulire frequentemente la casa, includendo spolverare, passare l'aspirapolvere e uno straccio bagnato

  • Rimuovere mobili imbottiti, peluche e tappeti o aspirare mobili imbottiti e tappeti frequentemente

  • La disinfestazione da scarafaggi per eliminare l'esposizione

  • L'utilizzo dei deumidificatori nei seminterrati e in stanze poco areate e umide

  • L'utilizzo di aspirapolveri e filtri antiparticolato ad alta efficienza

  • Evitare cibi allergenici

  • Limitare l'accesso degli animali domestici a determinati ambienti o tenerli fuori casa

  • Per le persone con gravi allergie stagionali, possibilmente trasferirsi in una zona che non ha l'allergene

Inoltre, quando possibile, si devono evitare o controllare gli altri fattori adiuvanti di tipo non-allergenico (p. es., fumo di sigaretta, odori forti, vapori irritanti, inquinamento atmosferico, freddo, tasso di umidità elevato).

Punti chiave sulle malattie allergiche e atopiche

  • Le reazioni atopiche (comunemente causate da feci di acari, forfora di animali, pollini o muffe) sono reazioni allergiche IgE-mediate che innescano il rilascio di istamina.

  • Raccogliere un'anamnesi completa, compresa una descrizione dettagliata della frequenza e della durata degli attacchi, rapporto fra sintomi e stagioni o situazioni, anamnesi familiare, possibili fattori scatenanti, e risposte ai tentativi di trattamenti, perché l'anamnesi è più affidabile degli esami.

  • Quando l'anamnesi e l'esame non identificano la causa, i test cutanei o il dosaggio sierico di IgE allergene-specifiche possono aiutare a identificare l'allergene.

  • Per il trattamento e la prevenzione è fondamentale eliminare o evitare l'allergene; per alleviare i sintomi, utilizzare anti-H1, corticosteroidi topici e/o stabilizzatori dei mastociti.

  • Se l'allergene non può essere evitato e gli altri trattamenti sono inefficaci, può essere necessaria l'immunoterapia.

Per ulteriori informazioni

A seguire vi sono risorse in lingua inglese che possono essere utili. Si noti che il Manuale non è responsabile per il contenuto di queste risorse.

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