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Calcolosi salivare

(Scialolitiasi)

Di

Clarence T. Sasaki

, MD, Yale University School of Medicine

Ultima modifica dei contenuti set 2019
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Risorse sull’argomento

I calcoli composti da sali di calcio spesso ostruiscono le ghiandole salivari, causando dolore, tumefazione e a volte infezioni. La diagnosi è effettuata clinicamente o attraverso TC, ecografia o scialografia. Il trattamento comprende l'espulsione dei calcoli con stimolanti del flusso salivare, la manipolazione manuale, una sonda, o la chirurgia.

Le ghiandole salivari maggiori sono le ghiandole parotidi, sottomandibolari e sottolinguali bilaterali. I calcoli nelle ghiandole salivari sono particolarmente frequenti tra gli adulti. L'80% dei calcoli ha origine nelle ghiandole sottomandibolari e ostruisce il dotto di Wharton. La maggior parte dei rimanenti origina nelle ghiandole parotidi e blocca il dotto di Stenone. Solo l'1% circa ha origine nelle ghiandole sublinguali. Nel 25% circa dei pazienti i calcoli sono multipli.

Eziologia

La maggior parte dei calcoli salivari è composta da fosfato di calcio con piccole quantità di magnesio e carbonato. I pazienti affetti da gotta possono presentare calcoli di acido urico. La formazione di un calcolo richiede un ambiente in cui i sali possano precipitare in presenza di stasi salivare. La stasi si verifica nei pazienti che sono debilitati, disidratati, presentano ridotta assunzione di cibo o assumono anticolinergici. I calcoli persistenti o recidivanti predispongono all'infezione della ghiandola coinvolta (scialoadenite).

Sintomatologia

L'ostruzione da calcoli causa tumefazione ghiandolare e dolore, in particolare dopo l'ingestione di cibo, che stimola il flusso salivare. I sintomi possono scomparire dopo poche ore. Il sollievo può coincidere con una perdita abbondante di saliva. Alcuni calcoli causano sintomi intermittenti o non causano affatto sintomi.

Se un calcolo è posizionato distalmente, può essere visibile o palpabile all'orifizio del dotto.

Diagnosi

  • Valutazione clinica

  • In alcuni casi imaging (p. es., TC, ecografia, scialografia)

Se un calcolo non risulta evidente, al paziente può essere somministrato uno scialogogo (p. es., succo di limone, caramelle dure, o altre sostanze che stimolino il flusso salivare). La ricorrenza dei sintomi è quasi sempre diagnostica di calcolosi.

TC, ecografia e scialografia sono molto sensibili e sono utilizzate se la diagnosi clinica è dubbia. La scialografia con mezzo di contrasto può essere eseguita mediante l'inserimento di un catetere nel dotto e può differenziare un calcolo da una stenosi o un tumore. Tale procedura può essere occasionalmente anche terapeutica. Poiché il 90% dei calcoli sottomandibolari è radiopaco e il 90% dei calcoli parotidei è radiotrasparente, le RX standard non sono sempre accurate. L'ecografia viene utilizzata sempre più e ha riportato la sensibilità per tutti i calcoli (radiopachi e radiotrasparenti) di circa il 60-95% e specificità tra l'85 e il 100%. Il ruolo della RM è in continua evoluzione; sensibilità e specificità riportati sono > 90% e la RM sembra essere più sensibile nel rilevare piccoli calcoli e calcoli del dotto distale rispetto all'ecografia o alla scialografia a contrasto.

Trattamento

  • Misure locali (p. es., scialagoghi, massaggio)

  • In alcuni casi spremitura manuale o rimozione chirurgica

Analgesici, idratazione e massaggio possono alleviare i sintomi.

Gli antibiotici antistafilococcici possono essere utilizzati per prevenire una scialoadenite acuta se somministrati precocemente.

I calcoli possono essere eliminati spontaneamente o con la stimolazione del flusso salivare da scialogoghi; i pazienti vengono incoraggiati a succhiare del limone o delle caramelle aspre ogni 2 o 3 h. I calcoli situati proprio all'orifizio del dotto possono talora essere espulsi per spremitura manuale con la punta delle dita. La dilatazione del dotto con una piccola sonda può facilitare l'espulsione.

La rimozione chirurgica dei calcoli è efficace se falliscono gli altri metodi. I calcoli all'orifizio del dotto o vicini ad esso possono essere rimossi per via transorale, mentre quelli nell'ilo della ghiandola spesso richiedono la completa escissione della ghiandola salivare. I calcoli fino a 5 mm di dimensione possono essere rimossi endoscopicamente (1, 2).

Riferimenti relativi al trattamento

  • 1. Marchal F, Becker M, Dulguerov P, et al: Interventional sialendoscopy. Laryngoscope 110:318-20, 2000. doi: 10.1097/00005537-200002010-00026.

  • 2. Koch M, Zenk J, Iro H: Algorithms for treatment of salivary gland obstructions. Otolaryngol Clin North Am. 42(6):1173-92, 2009. doi: 10.1016/j.otc.2009.08.002.

Punti chiave

  • Circa l'80% dei calcoli salivari si verifica nelle ghiandole sottomandibolari.

  • La diagnosi clinica è in genere adeguata ma talvolta è necessario eseguire una TC, un'ecografia o una scialografia.

  • Molti calcoli passano spontaneamente o con l'utilizzo di scialagoghi e spremitura manuale, ma alcuni richiedono rimozione chirurgica o endoscopica.

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