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Fattori di infertilità non identificati

Di

Robert W. Rebar

, MD, Western Michigan University Homer Stryker M.D. School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa feb 2019| Ultima modifica dei contenuti feb 2019
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I fattori non identificati sono solitamente ritenuti all’origine dell’infertilità quando il liquido seminale dell’uomo, l’ovulazione e le tube di Falloppio della donna risultano normali.

Trattamento

  • Stimolazione ovarica controllata

  • Talvolta, tecniche di procreazione assistita

Se non viene identificata alcuna causa di infertilità, si può ricorrere a una metodica chiamata stimolazione ovarica controllata.

La stimolazione ovarica controllata può favorire la gravidanza e aiutare le pazienti a rimanere incinte più rapidamente. Questo trattamento può stimolare una gravidanza multipla.

La stimolazione ovarica controllata prevede:

  • Somministrazione di un farmaco per la fertilità (clomifene), che stimola la maturazione e il rilascio di più ovuli, e di gonadotropina corionica umana (hCG), che induce l’ovulazione, per un massimo di tre cicli mestruali.

  • Il liquido seminale viene depositato direttamente nell’utero per oltrepassare il muco cervicale (inseminazione intrauterina) entro due giorni dal trattamento con hCG.

Se dopo questo trattamento la donna non resta incinta, si può ricorrere alternativamente a:

  • Un altro metodo di stimolazione ovarica controllata prevede la somministrazione alla donna di gonadoropine umane (preparati contenenti ormoni che stimolano la maturazione dei follicoli delle ovaie), seguite da gonadotropina corionica umana (hCG) per stimolare l’ovulazione e poi inseminazione intrauterina

Prognosi

Le probabilità di gravidanza sono le stesse (65% circa) sia con la fecondazione in vitro immediatamente dopo un esito negativo del trattamento con clomifene, sia facendo seguire le gonadotropine umane al clomifene e poi tentare la fecondazione in vitro. Tuttavia, la gravidanza è più rapida e con meno probabilità di avere tre o più feti se la fecondazione in vitro viene eseguita immediatamente dopo un trattamento con clomifene con esito negativo, rispetto all’uso di gonadotropine umane. Pertanto, se il clomifene unito all’inseminazione intrauterina risulta inefficace, il passo successivo spesso è la fecondazione in vitro.

Alcune evidenze suggeriscono che le donne oltre i 38 anni di età con infertilità inspiegata concepiscano più velocemente se la fecondazione in vitro viene eseguita prima di tentare la stimolazione ovarica controllata.

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