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Panoramica sulle patologie genetiche

Di

Jeffrey S. Dungan

, MD, Northwestern University, Feinberg School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa dic 2019| Ultima modifica dei contenuti dic 2019
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Risorse sull’argomento

Le patologie genetiche sono disturbi causati da anomalie di uno o più geni o cromosomi. Alcuni disturbi genetici sono ereditari mentre altri sono spontanei. (Vedere anche Panoramica sulle malattie cromosomiche e genetiche.)

  • I disturbi genetici ereditari vengono trasmessi da una generazione all'altra.

  • I disturbi genetici spontanei non vengono trasmessi da una generazione all’altra, ma si verificano quando il materiale genetico presente negli spermatozoi del padre o negli ovuli della madre o nelle cellule dell’embrione in via di sviluppo viene danneggiato per caso o da farmaci, sostanze chimiche o altre sostanze nocive (come i raggi X).

  • Prima di una gravidanza, la coppia dovrebbe parlare con il proprio medico riguardo al rischio di avere un figlio affetto da una patologia genetica.

  • I fattori di rischio sono l’età avanzata della donna, anamnesi familiare di anomalie genetiche, un precedente figlio con difetto congenito o aborto spontaneo, un’anomalia cromosomica in uno dei futuri genitori.

  • A tutte le donne viene proposto di sottoporsi a un test genetico ma è particolarmente importante se la coppia presenta un rischio superiore alla norma.

Le coppie che desiderano avere un figlio dovrebbero parlare con il proprio medico dei rischi di anomalie genetiche (consulenza genetica prenatale). Possono discutere delle precauzioni da prendere per prevenirle, come ad esempio evitare l’esposizione della donna a sostanze tossiche e radiazioni.

Possono chiedere al medico di stabilire se il rischio che corrono di avere un figlio con un’anomalia genetica ereditaria sia superiore alla media; se lo è, esistono degli esami che consentono di valutare i rischi in modo più preciso (screening genetico). Se tali esami dimostrano un alto rischio di trasmissione di un’anomalia genetica grave, la coppia può prendere in considerazione le seguenti possibilità:

  • Inseminazione artificiale se l’uomo presenta anomalia genetica

  • Ricorso all’ovulo di un’altra donna se è la donna ad avere l’anomalia

  • Fecondazione in vitro (in provetta) con analisi dei geni dell’embrione prima che venga trasferito nell’utero della donna (chiamata diagnosi genetica preimpianto)

Se la donna è già in stato di gravidanza, il medico le spiega le procedure esistenti per esaminare il feto durante la gravidanza (esami diagnostici prenatali). Il medico spiega anche le opzioni disponibili in caso di diagnosi di un’anomalia. Una di queste opzioni è l’aborto. In alcuni casi l’anomalia può essere curata. Talvolta la coppia viene indirizzata a uno specialista per discutere il problema. I medici possono consigliare alla donna di ottenere assistenza prenatale presso un centro che fornisce servizi più ampi per i neonati.

Le coppie devono prendersi il tempo di valutare le informazioni e porre eventuali domande.

Fattori di rischio di malattie genetiche

Tutte le gravidanze comportano qualche rischio di anomalie genetiche. Tuttavia, talune condizioni lo aumentano.

Anomalie dovute a vari fattori:

Alcuni difetti congeniti, come labioschisi o palatoschisi, derivano da anomalie di uno o più geni in associazione con l’esposizione a certi altri fattori, comprese sostanze ambientali (la cosiddetta eredità multifattoriale). Vale a dire che il gene anomalo aumenta le probabilità che il feto sviluppi un difetto congenito, ma questo di solito non si manifesta a meno che il feto non venga esposto a particolari sostanze, come certi farmaci o l’alcol. Numerose comuni malformazioni alla nascita, come quelle cardiache, si ereditano in questo modo.

Difetti del tubo neurale

I difetti del tubo neurale interessano il cervello o il midollo spinale. (Il cervello e il midollo spinale si sviluppano da una parte dell'embrione chiamata tubo neurale). Ne sono esempio la spina bifida (in cui il rachide non riveste del tutto il midollo spinale che rimane in parte esposto) e l’anencefalia (nella quale manca gran parte dell’encefalo e della calotta cranica). Negli Stati Uniti, i difetti del tubo neurale si verificano in 1 neonato su 1.000. Per la maggior parte di questi difetti, l’eredità è multifattoriale (geni anomali più altri fattori). Altri fattori

  • Familiarità: il rischio di avere un figlio con un difetto del tubo neurale aumenta se questo è presente in altri membri della famiglia, compreso un altro figlio della stessa coppia (familiarità). Nelle coppie che hanno avuto un figlio con spina bifida o anencefalia, il rischio di generare un altro figlio con tale difetto è pari al 2-3%. Nelle coppie che hanno avuto due figli con tale malformazione, il rischio è pari al 5-10%. Tuttavia, il 95% circa delle malformazioni del tubo neurale si verifica in famiglie in cui non c’è anamnesi di tale patologia.

  • Carenza di folato: il rischio può aumentare anche a causa del ridotto apporto alimentare di acido folico, una vitamina; ma si può ovviare con integratori che aiutano a prevenire i difetti del tubo neurale. Pertanto, attualmente gli integratori quotidiani di acido folico vengono raccomandati di routine a tutte le donne in età fertile, in particolare alle donne in gravidanza. Di solito l’acido folico rientra fra le vitamine prenatali.

  • Ubicazione geografica: il rischio varia anche in base al luogo in cui si abita. Ad esempio, è più elevato nel Regno Unito che negli Stati Uniti.

Una limitata percentuale deriva dall’alterazione di un solo gene, da aberrazioni cromosomiche o dall’esposizione a farmaci.

Si raccomanda consulenza sulla diagnosi prenatale mediante amniocentesi ed ecografia alle coppie che hanno almeno l’1% di rischio di generare un figlio con un difetto del tubo neurale.

Anomalie cromosomiche

Molte anomalie cromosomiche, in particolare quelle relative a un numero insolito di cromosomi o ad alterazioni della loro struttura, possono essere rilevate mediante appositi esami. Queste anomalie si verificano in circa 1 neonato nato vivo su 250 negli Stati Uniti e causano almeno la metà di tutti gli aborti spontanei che si verificano durante il 1° trimestre. La maggior parte dei feti con aberrazioni cromosomiche muore prima della nascita. La sindrome di Down rappresenta la più comune aberrazione cromosomica tra i bambini nati vivi.

Molti fattori possono aumentare le probabilità di dare alla luce un bambino con un’anomalia cromosomica.

  • Età della donna: il rischio di generare un bambino con la sindrome di Down aumenta con l’età della donna, in modo precipitoso dopo i 35 anni.

  • Familiarità: Anche una familiarità per anomalia cromosomica (compresa quella dei figli della stessa coppia) aumenta il rischio. Se una coppia ha avuto un bambino con la forma più comune di sindrome di Down (trisomia 21) e la donna è di età inferiore ai 30 anni, il rischio di avere un altro figlio con anomalia cromosomica aumenta di circa l’1%.

  • Difetti congeniti in un figlio precedente: L’aver dato alla luce un figlio nato vivo con un difetto congenito o un figlio nato morto, anche senza sapere se avesse un’anomalia cromosomica, comporta un maggior rischio di avere un bambino con un’anomalia cromosomica. Circa il 30% dei bambini nati con difetti congeniti e il 5% di nati morti apparentemente senza difetti hanno un’anomalia cromosomica.

  • Precedenti aborti spontanei: una storia di aborti ripetuti aumenta il rischio di generare un figlio con anomalia cromosomica. Se nel primo aborto il feto presentava un’anomalia cromosomica, questa può essere presente anche negli aborti successivi, anche se non necessariamente la stessa. In caso di numerosi aborti, si deve eseguire un esame cromosomico della coppia, prima di tentare di concepire un altro figlio. In presenza di anomalia, la coppia deve sottoporsi a un test diagnostico prenatale all’inizio della gravidanza successiva.

  • Anomalie cromosomiche in un futuro genitore: di rado un futuro genitore presenta anomalie cromosomiche strutturali che aumentano il rischio di avere un figlio con un’anomalia cromosomica strutturale La presenza di un’anomalia cromosomica in uno o entrambi i genitori aumenta il rischio, anche se il genitore è portatore sano e non presenta alcun segno fisico della patologia. I medici sospettano tali anomalie quando la coppia ha avuto diversi aborti spontanei, problemi di sterilità o un altro figlio con difetto congenito. Per queste coppie, il rischio di generare un figlio con anomalia cromosomica grave è maggiore, così come il rischio di abortire.

Sapevate che…

  • La possibilità di avere un figlio con la sindrome di Down all’età di 35 anni è circa 1 su 365,

  • all’età di 40 anni è circa 1 su 100.

Alcune anomalie cromosomiche non possono essere rilevate da test cromosomici standard, in quanto la maggior parte di esse sono troppo piccole e non rilevabili al microscopio, motivo per cui sono definite anomalie submicroscopiche (o varianti del numero di copie). Ad esempio, può esserci mancanza di una minima parte di un cromosoma (microdelezione), oppure un cromosoma può avere una piccolissima parte in più (microduplicazione). Non è noto come si verifichino le microdelezioni e le microduplicazioni, tuttavia esse sono presenti in circa il 6% dei bambini con difetti congeniti strutturali, anche se i risultati dei test cromosomici sono normali. Le microdelezioni e le microduplicazioni possono essere rilevate mediante test chiamati microarray. In certe circostanze, i medici possono proporre questi test prima della nascita, ad esempio quando si sospettano difetti congeniti nel feto.

Tabella
icon

Qual è il rischio di generare un figlio con anomalia cromosomica*?

Età della donna

Rischio di qualsiasi anomalia cromosomica

20

0,2%

35

0,5%

40

1,5%

49

14%

* Nella tabella sono riportate solo le anomalie cromosomiche rilevabili attraverso i test cromosomici standard. Non viene considerato il rischio di generare un figlio con anomalie cromosomiche submicroscopiche (rilevabili solo mediante test speciali).

Dati basati sulle informazioni riportate in Hook EB: Tassi di anomalie cromosomiche alle diverse età della madre. Obstetrics and Gynecology 58:282-285, 1981; Hook EB, Cross PK, Schreinemachers DM: Chromosomal abnormality rates at amniocentesis and in live-born infants. Journal of the American Medical Association 249(15):2034-2038, 1983; and Savva GM, Walker K, Morris JK. The maternal age-specific live birth prevalence of trisomies13 and 18 compared to trisomy 21 (Down syndrome). Prenatal Diagnosis 30:57–64, 2010.

Disturbi di un solo gene

Questo tipo di disturbi interessa solo una coppia di geni. Un gene può subire una mutazione, e questo interferisce con la sua normale funzionalità e può condurre a malattia o a difetti congeniti. Il rischio di tali disturbi dipende dal fatto che si sviluppino in seguito alla mutazione di un solo gene della coppia (tali geni sono dominanti) o alla mutazione di entrambi i genti (tali geni sono recessivi).

Il rischio dipende anche dal fatto che il gene sia localizzato nel cromosoma X. Esistono 23 coppie di cromosomi. La coppia di cromosomi X e Y (i cromosomi del sesso) determina il sesso, tutti gli altri cromosomi sono chiamati autosomici. Le donne hanno due cromosomi X mentre i maschi hanno un cromosoma X e un cromosoma Y. Se il gene anomalo è localizzato nel cromosoma X, il disturbo che ne deriva si dice legato al cromosoma X (legato al sesso).

Se i maschi ereditano un gene anomalo per un disturbo legato al cromosoma X (localizzato sul cromosoma X), avranno la malattia anche se il gene è recessivo, in quanto posseggono un solo cromosoma X, che presenta un gene anomalo. Non hanno un cromosoma X normale per sovrastare quello con il gene anomalo. Se un feto maschio eredita un gene legato al cromosoma X dominante, la gravidanza solitamente termina con un aborto spontaneo.

Tuttavia, le bambine devono ereditare due geni anomali per sviluppare un disturbo legato al cromosoma X se il gene è recessivo. Se il gene anomalo è dominante, basta un solo un gene anomalo per sviluppare la malattia.

Se i futuri genitori sono imparentati, le probabilità di avere la stessa mutazione in uno o più geni che causano disturbi autosomici recessivi aumentano, e con esse il rischio di trasmettere tale disturbo.

Tabella
icon

Quando un genitore possiede un gene anomalo

Modello di eredità

Possibilità di ereditare il disturbo

Possibilità di essere portatore*

Autosomica dominante

50% per figli maschi e femmine

0%

Autosomica recessiva

25% per i figli di ambo i sessi se entrambi i genitori sono portatori*

67% per i figli senza sintomi del disturbo se entrambi i genitori sono portatori

50% se solo un genitore è portatore del gene

legato al cromosoma X dominante

50% se la madre è portatrice del gene, di solito solo nelle figlie femmine, in quanto il gene anomalo è spesso causa di morte nei maschi

0%

recessiva legata al cromosoma X

50% per i figli maschi se la madre è portatrice

50% per le figlie femmine se la madre è portatrice

100% per le figlie femmine se il padre è portatore

* I portatori presentano un solo gene anomalo e di solito non manifestano i sintomi del disturbo causato dal gene.

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