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Tumore nasofaringeo

Di

Bradley A. Schiff

, MD, Montefiore Medical Center, The University Hospital of Albert Einstein College of Medicine

Ultima revisione/verifica completa feb 2020| Ultima modifica dei contenuti feb 2020
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

I tumori nasofaringei hanno origine nella parte posteriore delle vie nasali, dalla parte superiore del palato molle alla parte superiore della gola.

  • Spesso, il soggetto sviluppa escrescenze nel collo o ha una sensazione di pressione o dolore alle orecchie e può perdere l’udito.

  • La biopsia è necessaria per la diagnosi e gli esami di diagnostica per immagini sono svolti per valutare l’estensione del tumore.

  • Il trattamento implica la radioterapia, la chemioterapia e talvolta la chirurgia.

La nasofaringe include la parte posteriore delle cavità nasali, dalla parte superiore del palato molle alla parte superiore della gola. La maggior parte dei tumori nasofaringei sono carcinomi a cellule squamose, il che significa che il tumore si sviluppa nelle cellule squamose che rivestono la nasofaringe.

Il tumore della nasofaringe può comparire a qualsiasi età. Anche se è raro nel Nord America, quello del nasofaringe è uno dei tumori più comuni tra i cinesi, soprattutto della Cina meridionale e il lignaggio del sudest asiatico. Questo tumore è anche più frequente fra i cinesi emigrati in Nord America rispetto al resto degli americani. È meno frequente tra i cinesi nati in America, rispetto ai loro genitori o nonni immigrati.

Il virus di Epstein-Barr, che causa la mononucleosi infettiva, occupa un ruolo nello sviluppo del tumore nasofaringeo. Anche la predisposizione ereditaria incide. Inoltre, i bambini e i giovani adulti che ingeriscono pesce salato in grandi quantità e pesce conservato con nitriti sembrano maggiormente predisposti a sviluppare il tumore nasofaringeo.

Sede del nasofaringe

Sede del nasofaringe

Sintomi

Molto spesso il tumore nasofaringeo si diffonde inizialmente ai linfonodi del collo, provocando noduli nel collo prima di altri sintomi. Spesso, una persistente ostruzione nasale o delle trombe di Eustachio può causare innanzitutto una sensazione di pressione o dolore all’orecchio e può portare alla perdita dell’udito, specialmente da un orecchio. Se la tromba di Eustachio è ostruita, si può formare un accumulo di liquido nell’orecchio medio. Il soggetto può avere anche mal d’orecchio, gonfiore al viso, secrezione di pus e sangue dal naso (epistassi) e edema linfonodale. Parte della faccia o un occhio possono paralizzarsi.

Diagnosi

  • Endoscopia

  • Biopsia

  • Esami di diagnostica per immagini

Per diagnosticare il tumore nasofaringeo, il medico ispeziona anzitutto la nasofaringe con uno speciale specchio o un endoscopio flessibile. Se il tumore è confermato, si svolge una biopsia, prelevando un campione di tessuto ed esaminandolo al microscopio. Per valutare l’estensione del tumore si ricorre alla tomografia computerizzata (TC) della base del cranio e alla risonanza magnetica per immagini (RMI) di testa, nasofaringe e base del cranio. Di solito, si ricorre anche a una tomografia a emissione di positroni (PET) per valutare l’estensione del tumore e i linfonodi del collo.

Prognosi

Un trattamento tempestivo migliora significativamente la prognosi del tumore nasofaringeo. Circa il 60-75% dei soggetti con tumore allo stadio iniziale presenta un buon esito e sopravvive almeno 5 anni dopo la diagnosi. Meno del 40% dei soggetti con tumore allo stadio IV sopravvive almeno 5 anni dopo la diagnosi.

Trattamento

  • Radioterapia

  • Chemioterapia

  • Talvolta, intervento chirurgico

Nel tumore nasofaringeo, il tumore viene trattato con radioterapia e chemioterapia, poiché l’asportazione chirurgica dei tumori della nasofaringe è molto difficile. Se il tumore recidiva, viene rieseguita la radioterapia o, in situazioni molto particolari, può essere tentato l’intervento chirurgico, che tuttavia è complesso perché di solito implica la rimozione parziale della base del cranio. Questa procedura talvolta si effettua attraverso il naso usando un endoscopio. In alcuni casi questo approccio è altrettanto efficace del trattamento chirurgico più invasivo e provoca meno complicanze.

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